Seguici su Google
Si parla spesso che nel futuro ci ciberemo di insetti, ma pochi di noi lo faranno.
Si parla spesso che nel futuro ci ciberemo di insetti, ma pochi di noi lo faranno.

In molti paesi orientali, come la Thailandia e la Corea, mangiare insetti non è semplicemente cultura! Grilli, locuste, formiche, vermi… Rappresentano una vera e propria fonte nutrizionale, perché garantiscono un grande apporto di proteine, ma anche di grassi, minerali e altri micronutrienti.

 

Sempre più frequentemente si propone come soluzione alla fame nei paesi del Terzo Mondo. Questo tema è di estrema attualità. Risale al 2013 il primo festival tenutosi a Londra e dedicato agli insetti come nutrimento.
Centinaia sono le specie di insetti mangiate in tutto il mondo.

 

Lo street food thailandese è arricchito da pietanze a base di ragni e grilli fritti, scorpioni e cavallette allo spiedo.

In India sono considerate una vera e propria leccornia le cimici, e in Corea i bruchi di farfalla.
Le formiche rappresentano per i paesi dell’Africa almeno il 50% del fabbisogno proteico.

 

Il Mezcal è un ottimo distillato messicano, prodotto da una pianta grassa e spinosa detta “agave” e con l’introduzione in bottiglia del “gusano”, un verme rosso.

 

Insomma, mentre da noi è disgustoso pensare a questi animaletti come cibo, altrove non è affatto così!
L’allevamento di insetti edibili è molto semplice, grazie all’utilizzo di poca acqua e mangime, e la minima formazione di gas. In effetti, rappresenta un mercato sempre più in crescita, che apre a nuovi scenari e destinato ad aumentare velocemente nei prossimi anni.

 

Recentemente, l’Unione Europea ha approvato alcune di queste pratiche, tra cui la produzione di farina tramite l’essiccamento di tarme. L’obiettivo è maggiore efficienza e massima tutela dell’ambiente.
Favorendo la possibilità di allevare e mangiare insetti, ha previsto investimenti per circa 3 miliardi di euro e l’introduzione di un’apposita disciplina.

 

Molti studi scientifici dimostrano, inoltre, che i rifiuti prodotti dall’utilizzo degli insetti contribuiscano a favorire la crescita e la salute delle piante, dimostrandosi un’opzione davvero nuova ed efficace per colture sostenibili.
Ciò permette di ridurre i rifiuti e allo stesso tempo di usarli per altri scopi. È possibile trasformarli, ad esempio, in fertilizzanti.

 

Tutto questo porta a una valorizzazione dei residui organici. Si parla a tal proposito di economia circolare e riduzione sostanziale degli sprechi.

 

In Italia il numero di studi e sperimentazioni sulla bioconversione dei rifiuti prodotti dagli scarti degli insetti è in continuo aumento.

 

Nell’immediato futuro sarà difficile per i paesi occidentali sostituire le tradizionali pratiche di consumo e riciclo. Ma, è possibile che questa realtà si affianchi in maniera sempre più decisiva a quella attuale.

 

Prima, però, bisognerà vincere sulle abitudini. Parlare di “insetti a tavola” è ancora un grande tabù, anche se qualche innovativo e rinomato ristorante sta già iniziando a proporre piatti a base di insetti nei propri menù.
Non mancano poi le questioni etiche che, secondo alcuni, non sono assolutamente da sottovalutare.

 

Un conto è usare insetti in natura come mangime per l’allevamento di animali o per smaltire i rifiuti (pensiamo a tutti quelli che si nutrono di plastica), un altro è sicuramente l’allevamento intensivo e controllato degli stessi.

Seguici su Google