Ancora per diversi giorni le condizioni meteo del nostro paese saranno determinate da uno stimato flusso Atlantico. Questo tipo di assetto barico mantiene un quadro generale improntato alla variabilità, senza la possibilità dell’arrivo di ondate di gelo oppure di fasi miti.
Cosa sta succedendo
Alla base di questa situazione si trova una vasta area depressionaria di origine atlantica, capace di inviare ripetuti impulsi perturbati da ovest verso est. Questo ormai praticamente dal 15-16 gennaio. Ne deriva la presenza di un corridoio di correnti miti e umide che attraversa gran parte dell’Europa, favorendo condizioni meteo molto dinamiche e spesso particolarmente instabili.
Le precipitazioni risultano distribuite in maniera diffusa anche se è piuttosto irregolare, a causa proprio del nostro territorio molto variegato. In linea generale, possiamo evidenziare una maggiore frequenza nelle regioni più esposte alle correnti occidentali, mentre altre aree (adriatiche in primis) restano parzialmente sottovento o interessate solo marginalmente dai sistemi perturbati. Nessuna regione è in stato di siccità, ma alcune percepiscono più piogge di altre.
E l’area gelida?
Per quanto riguarda l’Italia, questa circolazione pone un vero e proprio freno rispetto alle irruzioni di aria fredda di origine artica o continentale. Le masse d’aria gelide rimangono confinate alle alte latitudini, interessando soprattutto il Nord-Est europeo.
In quelle lande l’inverno sta facendo la voce grossa, come non si vedeva da molto tempo. Possiamo dire che, tirando le somme, la presenza di configurazioni di blocco impedisce a tali masse d’aria di scendere in modo deciso verso il Mediterraneo. Non farà mai veramente freddo anzi, in molte zone del Sud si sentiranno temperature tipiche della Primavera.
Il vortice polare?
Lui c’è sempre, ed è pure parecchio debole. Solo che non è sempre detto che un vortice debole possa portare freddo e neve in Italia. Ovviamente resta solo da considerare il ruolo della dinamica stratosferica, che potrebbe diventare più rilevante a partire dalla metà del mese.
Al momento non si ipotizza una vera e propria rottura del vortice polare, bensì un suo declino, che comporterebbe solo un parziale sconquasso europeo. Ciò non toglie che non è nulla di sicuro. Ovviamente il freddo non è che sparisce all’improvviso. Semmai trasla in altre zone. Come avevamo detto, non è scontato che un vortice fiacco possa portare condizioni meteo invernali nel nostro paese.
Credits
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE