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L’Atlantico sta chiaramente facendo la voce grossa in questa seconda metà di gennaio e così sarà anche nella prima decade di febbraio: quasi un mese intero dominato dalle perturbazioni atlantiche, che di fatto hanno inibito qualsiasi tentativo più freddo di stampo artico o continentale. Il gelo resta confinato sull’Est Europa e sulla Scandinavia, poiché non ha alcun varco per poter raggiungere il resto del continente, compreso il Mediterraneo.
Ma nel corso di febbraio potrebbe arrivare il momento in cui l’Atlantico mollerà la presa, ed è proprio in quel frangente che il gelo potrebbe approfittarne.

 

Atlantico padrone indiscusso, ma il gelo è dietro l’angolo

Sia chiaro: fino al 10 febbraio non ci saranno episodi invernali degni di nota. Le perturbazioni atlantiche continueranno a scorrere senza freni una dopo l’altra sul nostro Stivale, producendo numerose ondate di maltempo, con tanta pioggia, rovesci e venti forti di scirocco.

Addirittura ci saranno un paio di giorni piuttosto tiepidi, come il 3 e 4 febbraio, quando la sciroccata proveniente dal Nord Africa produrrà un aumento termico non indifferente su tutto il Sud. Saranno i primissimi segnali di ripresa delle temperature sull’Africa settentrionale, dovuti principalmente all’avanzata stagionale e all’aumento dei minuti di luce.

In questa fase:

  • Il freddo continentale resterà bloccato a est
  • Il Mediterraneo continuerà a essere terra di cicloni e perturbazioni
  • Le temperature si manterranno spesso sopra media specie al Sud

 

Dopo il 10 febbraio possibile cambio di circolazione

Dopo il 10 febbraio, le carte in tavola potrebbero cambiare gradualmente. L’attuale disposizione del vortice polare, che nonostante sia frammentato non riesce a inviare impulsi molto freddi in Italia, potrebbe modificarsi favorendo un cambio di circolazione significativo tra Atlantico ed Europa.

La corrente a getto nord-atlantica, che guida tutte le perturbazioni dirette sul Vecchio Continente, potrebbe tornare lentamente a ondulare, favorendo la risalita dell’Alta Pressione delle Azzorre verso il Nord Atlantico e la Gran Bretagna. Queste ondulazioni, una dopo l’altra, andrebbero a frenare il treno perturbato che va avanti da settimane.

In questo scenario:

  • Le correnti da ovest verrebbero rallentate
  • Tornerebbero a farsi spazio quelle più fredde da est
  • Il gelo potrebbe finalmente muoversi verso l’Europa centrale

 

La finestra da monitorare

La data da segnare sul calendario è quella tra il 10 e il 20 febbraio. Nella seconda decade del mese aumentano le probabilità di incursioni molto fredde o gelide dall’Est Europa, dirette verso l’Europa centrale, i Balcani e potenzialmente anche l’Italia.

Questo significa:

  • Temperature in netta diminuzione dopo settimane miti e piovose
  • Possibile ritorno di dinamiche pienamente invernali
  • Neve a bassa quota nuovamente possibile, ma tutta da confermare

Chiaramente, per i dettagli serviranno ancora diversi aggiornamenti, ma il gelo torna finalmente a intravedere un varco.

 

Fonti e credits

Per questa analisi sono stati consultati i principali modelli meteorologici globali, utili a valutare l’evoluzione della circolazione emisferica e del vortice polare.

Dati e proiezioni del Global Forecast System (GFS) – NOAA
https://www.ncei.noaa.gov/products/weather-climate-models/global-forecast

Elaborazioni del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF)
https://www.ecmwf.int/en/forecasts

Supporto dai prodotti ufficiali della NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
https://www.noaa.gov

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