Negli ultimi giorni il gelido inverno si è impossessato anche dell’Italia, portando scenari meteo che non vedevamo da tempo con temperature rigide e nevicate fino in pianura. Questa parentesi da crudo inverno è però già agli sgoccioli e per la prossima settimana si annuncia un generale addolcimento del freddo.
Il cambio di circolazione scaturirà da un nuovo assetto barico, che in qualche modo comporterà l’arretramento ad est del lago d’aria gelida che imperversa su gran parte del Continente. Bisognerà però attendere ancora alcuni giorni e l’inverno resterà ancora protagonista, con un colpo di coda nel weekend.
Una seconda irruzione polare coinvolgerà ancora il nostro Paese fra il 10 e l’11 gennaio. Non sarà una colata così gelida come la precedente, ma ci attende un tipo di tempo invernale tra rovesci, venti burrascosi e nevicate sui rilievi del Centro-Sud Appennino fino a quote anche collinari.
La data in cui cambierà tutto sarà il 12 gennaio, con la progressiva spinta di un promontorio anticiclonico verso il bacino del Mediterraneo. L’arrivo dell’anticiclone scaturirà dall’approfondimento di un nuovo vortice sul Vicino Atlantico, ad ovest delle Isole Britanniche e della Francia, con asse disposto in obliquo.
Clima meno invernale, ma l’anticiclone durerà poco e torneranno le piogge
Ci attendono pesanti riflessi sulle temperature che si addolciranno in modo però graduale, dopo la fase rigida che tenderà ancora a persistere ad inizio settimana. L’intensificarsi del flusso zonale alle alte latitudini tenderà così a chiudere la porta a nuove incursioni fredde in discesa dalle alte latitudini.
Il consolidamento dell’alta pressione favorirà una maggiore stabilità, anche se questa fase di relativa calma non dovrebbe durare troppo a lungo. Nuove insidie subentreranno già a metà settimana, nei giorni tra il 14 ed il 15 gennaio, per effetto dell’avanzata di correnti umide e perturbate atlantiche.
Il tempo potrebbe così guastarsi al Nord e parte delle regioni centrali, in un contesto però più mite. Le correnti si manterranno infatti meridionali fino probabilmente al weekend del 17/18 gennaio, con la neve che riguarderà solamente le zone montuose e principalmente l’Arco Alpino.
Il gelo intenso tenderà a mantenersi sulle aree più orientali dell’Europa e sulla Russia, ma sarà comunque una spina nel fianco tutta da monitorare. L’ultima parte di gennaio potrebbe quindi riservare nuove sorprese e forse altre fasi meteo rigide di un inverno che è tornato a fare l’inverno.
Questo articolo è stato realizzato consultando i più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo.