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Stiamo vivendo un periodo dal meteo spiccatamente invernale. Molto probabilmente come non accadeva addirittura da fine febbraio 2018. Sono tanti giorni che le temperature sono al di sotto della media del periodo, un po’ su tutti i settori, ma in particolare al Nord.

 

Quando finisce il freddo

Facciamo un focus di quello che potrebbe succedere tra il 12 e il 15 del mese. Notiamo un cosiddetto addolcimento termico. I valori sono destinati a riportarsi sopra le medie stagionali su gran parte del territorio nazionale, con un incremento più marcato nei settori del Centro e del Sud Italia.

 

L’unica area che potrebbe non beneficiare pienamente di questo rialzo sarebbe il Nord-Ovest, dove la presenza delle famose inversioni termiche farebbe sentire solo qualche grado in più di ora. Ma solamente di giorno, perché di notte le gelate rimarrebbero comunque estese.

 

Clima nettamente più mite tra il 13 e il 14 gennaio, con un veloce ma robusto anticiclone soprattutto nelle regioni meridionali. Resta da vedere se riuscirà a resistere il cuscino freddo in Valle Padana.

 

L’incremento termico

Secondo le elaborazioni del modello europeo, ma con Buona visione anche degli altri, a partire da lunedì 12 gennaio si assisterebbe a un marcato incremento della pressione atmosferica in quota. Aumenterebbe la quota di Giò potenziale e quindi ci sarebbero temperature spiccatamente più elevate in montagna.

 

Essendo in pieno inverno l’ascesa termica risulterà più limitata nei bassi strati. Ciò non toglie che percepiremo un clima più mite, come detto, su tutto il Centro-Sud, mentre in Valle Padana ci vorranno comunque ancora cappotti pesanti.

 

Resta molto difficile la previsione per un’eventuale nevicata. Mancando ancora tanti giorni, sicuramente c’è la si giocherà sul grado. Questa è una mappa che va presa con le dovute cautele.

 

E la neve?

Bella domanda. Resta nettamente più incerta la questione legata alle precipitazioni. Le previsioni, infatti, non sono univoche e mostrano una discreta divergenza tra i principali modelli previsionali. Da un lato, il modello europeo tende a escludere piogge diffuse, solo una precipitazione rapida tra il 14 e il 15, con Quota neve ai limiti della pianura.

 

Dall’altro, il modello americano lascia aperta la possibilità di un ingresso di perturbazioni di origine atlantica. In questo scenario, il Nord potrebbe sperimentare precipitazioni superiori alla media, con nevicate sulle Alpi e la possibilità di episodi nevosi anche a quote più basse. Ma attenzione che quando si tratta di prevedere la neve, gli scenari meteo possono essere anche piuttosto divergenti. Inutile proseguire oltre, daremo maggiori dettagli nei prossimi aggiornamenti.

 

Credits

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

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