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Quintanilla | Dreamstime.com

 

Le tendenze meteo per il Nord Italia non sono molto propense a grandi precipitazioni. È vero che per le zone del nord-ovest c’è il minimo pluviometrico annuale, ma è anche vero che, se mancano le piogge e le nevicate, manca un importantissimo accumulo in vista dell’estate. In questo articolo andiamo a vedere che cosa potrebbe succedere se cominciasse a piovere e nevicare sempre meno.

 

Il ruolo degli anticicloni

Durante il mese di gennaio, l’Italia settentrionale è storicamente interessata, a tratti, dall’espansione dell’Anticiclone delle Azzorre. Questa configurazione meteo impedisce l’arrivo delle perturbazioni atlantiche, le quali normalmente portano piogge e nevicate su pianure e Alpi.

 

Un ulteriore elemento che contribuisce a ciò è la possibile intensità del Vortice Polare. Quando quest’ultimo è forte e compatto, le perturbazioni scorrono alle alte latitudini e nelle zone interessate il cielo è sereno senza pioggia e ovviamente neve. È quello che potrebbe accadere nelle prossime settimane. Non è detto che non pioverà mai, ma non ci saranno perturbazioni particolarmente generose almeno fino a metà mese.

 

Sempre meno neve negli inverni del futuro? La tendenza purtroppo pare consolidata…
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Una siccità invernale è un problema per il futuro

Le precipitazioni nevose, in particolare, svolgono un ruolo essenziale nel garantire il rifornimento dei corsi d’acqua e dei bacini idrici in tutta la primavera e per l’estate. La scarsità di neve sulle montagne può, alla lunga, comportare una ridotta disponibilità di acqua, con gravi conseguenze sull’agricoltura. Forse non tutti sanno che buona parte delle maggiori siccità di lungo periodo sono nate proprio a inizio inverno.

 

Ma non è tutto. La neve, che si accumula nelle aree montuose durante i mesi più freddi, fonde gradualmente con l’arrivo della primavera, contribuendo a mantenere a un buon livello i fiumi e i laghi. La sua mancanza non solo compromette le riserve idriche.

 

Ma può anche causare una maggiore esposizione alle ondate di calore e alla siccità nei mesi estivi. Vi ricordate la terrificante estate 2022? Oppure la 2017? Due periodi di caldo estremo e siccità estrema. Tutto nacque proprio da un inverno particolarmente avaro di precipitazioni.

 

Il problema smog

à atmosferica di gennaio ha pure altre conseguenze negative. Mentre in alcune zone, come quelle montane e costiere, il tempo stabile favorisce giornate soleggiate utili per il turismo e per le attività all’aperto, in pianura padana si riscontrano i classici e cronici problemi legati all’inquinamento atmosferico.

 

La mancanza di ventilazione e di precipitazioni porta a un accumulo di sostanze inquinanti, rendendo l’aria sempre peggio. Questo fenomeno è particolarmente evidente nelle grandi città e nelle zone industriali. Inoltre, quando fa molto freddo possono anche capitare le cosiddette nevicate chimiche, anche se il vero termine corretto è ” neve da nebbia”.

 

Un futuro siccitoso?

L’Italia è un hot spot climatico. Questo vuol dire che il Global Warming corre di più rispetto ad altre zone del globo. Ne consegue che in futuro le condizioni meteo potrebbero diventare più siccitose. Piove sempre peggio. Già lo stiamo vedendo nella stagione estiva, quando piove sempre di meno oppure in maniera molto più violenta di un tempo. È importante quindi che inverno e primavera siano adeguatamente piovosi…

 

Il futuro sarà tutt’altro che roseo, purtroppo in tutte le stagioni. Non ogni anno, sia chiaro, ma aumenteranno le probabilità di avere lunghi periodi siccitosi.
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Nitsuki | Dreamstime.com

 

Credit

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

NASA Goddard Institute

American Meteorological Society

JMA –

WMO – World Meteorological Organization

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