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Qualcosa è ormai cambiatoo davvero. Anche se vuole essere la solita previsione prudente, ci troviamo a non molte ore di distanza di fronte ad una previsione del modello europeo che inizia a fiutare un movimento imponente dalla Russia, i segnali non vanno mai ignorati. Le proiezioni attuali, focalizzate sul periodo tra il 10 Gennaio e l’ 11 Gennaio, suggeriscono una vera e propria rivoluzione delle correnti, con masse d’aria gelida pronte a scivolare verso l’ Europa meridionale. L’obiettivo principale sembra essere l’ Italia, con un occhio di riguardo per il versante Adriatico.

 

L’effetto adriatico e le possibili nevicate

Il cuore del fenomeno risiede in un minimo secondario che andrebbe a posizionarsi sull’ Adriatico meridionale. Questa configurazione è il motore perfetto per innescare quello che tecnicamente chiamiamo Adriatic Snow Effect, ovvero quel processo dove l’aria gelida russa, scorrendo sopra la superficie del mare, si carica di umidità e la scarica sotto forma di Neve sulle coste esposte. Vedremo i fiocchi in spiaggia, insomma. Difficile dirlo con certezza ora, serve cautela, bisogna attendere che i modelli matematici definiscano meglio le temperature a quote bassissime, perché i dettagli, lo sappiamo, fanno la differenza tra una pioggia fredda e un paesaggio fiabesco. Tuttavia, il rischio di precipitazioni abbondanti con Neve a quote collinari è decisamente alto, e non è escluso che il bianco possa spingersi di nuovo fino alle aree costiere, specialmente nel settore più settentrionale delle Marche e della Romagna. Ma anche più a sud.

Aria fredda che fa rotta su Italia, pilotata da Bassa Pressione che dalle Isole Britaniche migra verso Mar Nero. Rischio neve sulle coste dell’Adriatico. Credit ECMWF.

Clima che cambia e anomalie invernali

È una situazione estremamente invernale, una di quelle che avevamo intravisto già diverse settimane fa, quando si ipotizzava un Gennaio turbolento. Eppure, nonostante le evidenze, c’è sempre chi storce il naso. Diciamolo chiaramente, prevedere l’aria fredda comporta sempre un margine di incertezza, ma i fatti iniziano a darci ragione. E’ bastato uno spiffero di aria polare per far cadere la Neve a Bologna e sulla costa romagnola, fenomeni che si stanno ora spostando verso sud. Tutto questo accade mentre il Riscaldamento Globale continua a riscrivere le regole del gioco, eppure, paradossalmente, proprio questa fragilità atmosferica permette configurazioni sinottiche che ricordano gli inverni di un tempo. Nonostante le temperature medie globali più alte, se i pezzi del puzzle si incastrano correttamente, il Gelo riesce ancora a trovare la strada per il Mediterraneo.

 

Modelli dinamici e speranze per il Nord Ovest

Attualmente, la preoccupazione maggiore riguarda il Nord Ovest, dove l’assenza di neve continua a mordere senza sosta. Manca quella configurazione capace di sbloccare le precipitazioni su quel settore, ma forse siamo vicini a una svolta. I modelli iniziano a intravedere un possibile cambiamento, un cuscinetto di aria fredda che potrebbe formarsi proprio grazie all’ingresso di ulteriori correnti orientali. Abbiamo persino osservato fenomeni rari come la Neve da nebbia in alcune zone della Pianura Padana, segnale che l’aria fredda sta cercando di sedimentare. La meteo è una materia viva, fluida, i supercomputer masticano miliardi di dati ma non possono avere la precisione millimetrica che molti vorrebbero. Noi preferiamo offrire una visione d’insieme, analizzando i rischi piuttosto che promettere certezze assolute su ogni singola via o piazza d’Italia. Seguire l‘evoluzione passo dopo passo è l’unico modo per non farsi trovare impreparati quando il Vortice Polare decide di inviare i suoi saluti.

 

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