
Meteo: arriva il freddo dopo Natale, ma il vero dilemma รจ la neve in Pianura Padana
Nevica o non nevica? Questa รจ una domanda che ci stiamo ponendo anche noi. Innanzitutto sรฌ, lโaria fredda arriverร e si sta giร iniziando a sentire un calo termico sulle regioni settentrionali dโItalia. La Pianura Padana solitamente risponde rapidamente con le correnti orientali al calo della temperatura, ma al momento cโรจ solo un vento di scirocco che risale lโAdriatico ed รจ in grado di produrre precipitazioni. Nevica sui monti, tutto sommato sulle Alpi e in alcune localitร anche abbondantemente; forti precipitazioni ci sono state in Emilia-Romagna, tutto come previsto.
Lโarrivo del gelo e il rebus delle precipitazioni
Ora perรฒ รจ il momento del freddo, รจ il momento di unโevoluzione meteo che potrebbe virare verso una situazione rigida. Lโaria fredda arriverร e in Pianura Padana soprattutto si percepirร parecchio; questa dinamica potrebbe produrre davvero la neve, ma per la neve servono le precipitazioni. Le possibilitร che possa nevicare sono esclusivamente dovute al fatto che sรฌ, il freddo ci sarร , ma ci dovrebbe essere anche una perturbazione in grado di produrre fenomeni.
Orbene, il Mediterraneo sarร per tutto il periodo di previsione piuttosto affollato di nubi: queste scorreranno da ovest verso est, a tratti da nord. Tutto sommato, perรฒ, il rischio โ e non รจ poco โ รจ che le regioni settentrionali, soprattutto quindi la Pianura Padana, rimangano allโasciutto proprio quando ci sarร il gran freddo.
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Lโincognita del Favonio (temporaneo)
Molti modelli matematici prospettano che lโaria fredda vada a sbattere sulle Alpi e che quindi sulla Pianura Padana poi non ci siano quelle condizioni ideali per avere le precipitazioni. Si teme addirittura persino un poโ di Favonio (o Foehn), ovvero quel vento che, quando lโaria fredda da nord impatta sullโarco alpino, provoca fitte nevicate sino ai crinali sulle basse quote della Germania, della Francia e della Svizzera. Tuttavia, una volta scavalcato lโarco alpino, questโaria si riscalda nella discesa verso la pianura e le valli, perde sensibilmente umiditร e il cielo diventa via via sempre piรน sgombro di nubi sino a diventare praticamente sereno.
In Pianura Padana, con il Favonio, le temperature che da prima erano piuttosto basse sโimpennano decisamente. Perรฒ, allo stesso tempo, quando il vento cessa e le condizioni meteo lo consentono, se successivamente dovesse transitare a quel punto una perturbazione, ecco che potrebbe nevicare. Cโรจ sempre questa possibilitร , ma lโuso del condizionale รจ dโobbligo.
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Prospettive per Capodanno e il Vortice Polare
Il massiccio arrivo di aria fredda รจ previsto soprattutto nel dopo Natale, verso Capodanno. Viviamo una situazione atmosferica molto traballante ed estremamente disturbata dai vari indici atmosferici che regolano il clima, disturbata sensibilmente dal Vortice Polare e dalle correnti da nord. Sappiamo che, per quanto riguarda la Pianura Padana, con le correnti da nord non ci sono precipitazioni durante la stagione invernale. Fosse stata estate, sarebbero scoppiati dei temporali a catena di forte intensitร e grandinate, perchรฉ lโaria fredda sarebbe discesa dalle Alpi scalzando quella calda.
In questo caso invernale, lโaria fredda scalzerร solo altra aria, ma sarร presente comunque con un dew point (punto di rugiada) molto basso. Quindi, non appena il vento cesserร โ perlomeno in quota, perchรฉ non รจ detto che poi in pianura si percepirร โ ecco che la temperatura crollerร sensibilmente e si formeranno i famosi โcuscinettiโ di aria fredda.
Peraltro, รจ anche prevista dellโalta pressione. Dico sempre โprobabilmenteโ, perchรฉ a tratti i modelli matematici indicano questo o quello: ora indicano alta pressione, poi addirittura il transito di perturbazioni da ovest. E se dovessero venire da ovest, cโรจ ancora un altro problema: le perturbazioni invernali occidentali sulle regioni del Nord Italia sono poco produttive in termini di precipitazioni, soprattutto in Pianura Padana. Si presentano sulla zona del crinale, a tratti discendono verso alcune vallate, perรฒ il freddo tornerร in quel caso improduttivo, cioรจ senza neve. Questo รจ purtroppo il rischio.
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Uno sguardo al passato e ai cambiamenti climatici
ร una situazione del tutto normale che abbiamo visto anche nel passato, anche nei rigidi inverni in cui nevicava in Pianura Padana. Se non ci fossero state queste condizioni di blocco derivanti dai monti, avremmo avuto decisamente molti piรน giorni di neve. Ad esempio, alla stessa latitudine di Milano o Torino, in Francia, anche nel passato non cโerano gli stessi giorni di neve. Invece, andando verso est, verso i Balcani, cโerano piรน giorni di neve che da noi. Lรฌ lโaria fredda, essendo continentale e molto vasta, offre molte piรน opzioni per la neve: succede cosรฌ in Ungheria o a Lubiana, in Slovenia, dove le occasioni di neve sono decisamente superiori rispetto alla Pianura Padana.
Tuttavia, anche da loro le cose non vanno come andavano nel passato. Il clima รจ cambiato, dobbiamo considerare questo: la linea dei tropici si รจ spostata verso nord. Ci sono forti disturbi, come nel famoso Jet Stream di cui vi abbiamo parlato: a causa dellโAmplificazione Artica, tutto oscilla molto piรน di prima. Immaginatevi una sorta di elastico che in passato era ben teso; ebbene, in questo caso si รจ allentato, si creano delle anse e quindi abbiamo anse calde e anse fredde. Questo crea una maggiore variabilitร .
Puรฒ capitare che alcune aree, come succede in Europa, siano piรน frequentemente visitate da masse dโaria calda. Noi abbiamo lโAfrica vicino, soprattutto nel Mediterraneo. Poi abbiamo lโOceano Atlantico che รจ comunque un mare decisamente non freddo, perchรฉ la Corrente del Golfo ostacola la formazione dei ghiacci fino ben a nord della Scandinavia. In questโultimo periodo non si formano i ghiacci della banchisa polare nemmeno nelle isole piรน a nord, come le Isole Svalbard; questโanno ci sono problemi per la formazione di ghiacci anche nella Novaja Zemlja.
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Il paradosso del gelo in Nord America e il caldo Polare
Insomma, tutta la parte della banchisa polare estesa verso lโEuropa รจ in fortissimo deficit di neve. Invece, la situazione resta abbastanza normale โ anche se con uno spessore inferiore alla media โ verso la Siberia, lโAsia e il Nord America. Addirittura, verso lo stretto di Bering e lโAlaska cโรจ piรน ghiaccio rispetto alla norma, ma questi sono fattori isolati, dovuti soprattutto alle fluttuazioni climatiche e a condizioni locali.
Il Polo Nord รจ molto caldo questโanno, decisamente caldissimo. Come lโEuropa, sta subendo un cambiamento climatico devastante e questo riscaldamento sensibile va a creare quella che ormai, come abbiamo ripetuto numerose volte, si chiama Amplificazione Artica. Tutto il freddo estremo che ci sarร tra non molto, da Capodanno in poi, sul Nord America deriverร proprio da questa situazione.
LโAmplificazione Artica, che crea una variabilitร che comunque abbiamo sempre avuto ma ora piรน accentuata rispetto al passato, รจ quella che sta generando questa prima fase di freddo sul Nord Europa, a Mosca. Le temperature sono giร precipitate, ma scenderanno parecchio. Tutto sommato non si tratta di un gelo storico, ma di un freddo del tutto normale per questo periodo. Nei prossimi giorni ci saranno molti cambiamenti da quelle parti e poi anche in Europa e Italia. Al momento, perรฒ, la neve in Pianura Padana resta un vero dilemma. Possibilitร al 50%? Vedremo con gli aggiornamenti in corso.
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Credit
- NOAA โ National Oceanic and Atmospheric Administration
- ECMWF โ European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- NSIDC โ National Snow and Ice Data Center
