Seguici su Google

La forte perturbazione arrivata ad inizio settimana nel Mediterraneo non accenna a mollare la presa e proprio in queste ore sta raggiungendo l’apice della sua intensità su molte regioni. Sono soprattutto il Centro e il Nord a dover fare i conti con le piogge più estese, più fitte e a tratti molto forti, in particolar modo su Campania, Lazio, Emilia-Romagna, Liguria e Piemonte, dove registriamo anche nubifragi.

 

Il ciclone di Natale ancora protagonista

Quello che è stato denominato da molti il ciclone di Natale sarà presente all’interno del Mediterraneo almeno fino alle prime ore di Santo Stefano, dopodiché inizierà pian piano a mollare la presa, indietreggiando lentamente verso la Penisola Iberica. Questo favorirà un rinforzo dell’alta pressione su tutta Italia sul finire della settimana, per quello che potrebbe essere un atteso e gradito ritorno del bel tempo.

Ma prima dell’alta pressione dovremo fare ancora i conti con nubi, tempo cupo, piogge e locali temporali, oltre che nevicate a quote via via sempre più basse.

 

Aria fredda da est e brusco calo termico

Nel corso delle prossime 24 ore la depressione bloccata sul Mar Tirreno richiamerà aria fredda dall’Est Europa, la quale verrà letteralmente risucchiata sulle regioni del Nord, favorendo un brusco calo delle temperature. L’arrivo di questa ulteriore massa d’aria fredda sulla Val Padana contribuirà a un raffreddamento significativo, soprattutto nella notte di Natale, garantendo ulteriori precipitazioni e un graduale abbassamento della quota neve.

 

Il maltempo nel corso di questo Natale interesserà ancora:

  • Emilia-Romagna
  • Lombardia
  • Piemonte
  • Valle d’Aosta
  • A tratti anche la Liguria

Il freddo diverrà via via sempre più acuto, considerando che le temperature anche in pieno giorno faticheranno a salire al di sopra dei 5-6°C sulla Val Padana e nelle principali città del Nord.

 

Quota neve in calo e nuovi accumuli abbondanti

La neve, che al momento si attesta attorno ai 1000 metri di altitudine, scenderà lentamente di quota portandosi:

  • Attorno ai 600-700 metri sulle Alpi occidentali
  • Fino a 800 metri sull’Appennino emiliano-romagnolo

Alle alte quote è attesa un’ulteriore abbuffata di neve: nel corso della giornata di Natale potrebbero scendere oltre 40 cm di neve fresca, specie su Valle d’Aosta e Piemonte. Tutta questa neve andrà a sommarsi a quella caduta nei giorni precedenti, creando accumuli davvero degni di nota, in particolar modo sul Cuneese, dove a fine evento si prevede un manto nevoso oltre i 130 cm sopra i 1200 metri di altitudine.

 

Fenomeni intensi ma neve in pianura difficile

Difficilmente arriveranno fiocchi di neve in Val Padana, eccezion fatta per qualche episodio di gragnola o neve tonda in presenza di fenomeni particolarmente intensi, soprattutto tra Emilia, Lombardia e Piemonte. Fenomeni di passaggio sono attesi anche su Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli, per lo più sulle zone montuose.

Un graduale miglioramento arriverà nel giorno di Santo Stefano, dopodiché l’alta pressione ingloberà tutto il Nord per qualche giorno, garantendo anche un cospicuo aumento termico, nella speranza che non vada a intaccare con violenza il manto nevoso.

Seguici su Google