C’è una strana sensazione nell’aria. Visitando molti siti web italiani, oppure rivolgendovi ai centri meteo europei, avrete probabilmente letto che si parla di un raffreddamento del clima europeo alla fine dell’anno; in questo scenario verrebbe coinvolta l’Italia, anche se non probabilmente in uguale misura. Un nocciolo di aria fredda dovrebbe giungere addirittura il giorno di Natale, e probabilmente un secondo molto più corposo alcuni giorni dopo. Entrambi, parrebbe, provenienti addirittura dalla Siberia. Quando parliamo di Siberia, non parliamo di quella della Jacuzia, bensì di quelle regioni appena ad est dei Monti Urali.
Il caos dei modelli matematici
Di sicuro, osservando i modelli matematici che appaiono ogni poche ore, si resta disorientati nella previsione. Onestamente il mio metodo di analisi è un po’ diverso, perché “stare addosso” a tutti gli aggiornamenti e a tutte le opinioni diventa un lavoro praticamente impossibile. Oggi probabilmente sarebbe facilitato dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale, oppure – come già facciamo da molti anni senza l’IA – dall’utilizzo di una sorta di vere e proprie ensemble che riuniscono i vari modelli matematici e le loro proiezioni. Devo dire che questa idea venne da una persona molto intuitiva e nessuno la propone. Quale validità può avere una previsione che è un mix di tutte? È migliore?
In tutta sincerità si potrebbero fare varie considerazioni su questo. Innanzitutto, ci dà una linea di tendenza non da poco, che è una media fra tutte le proiezioni ufficiali, e questo è molto utile.
Ma torniamo alle probabili evoluzioni meteo. A supporto della previsione che vede un raffreddamento soprattutto della parte orientale dell’Europa fino al 28 Dicembre all’incirca, e poi in seguito ancor più sull’Europa, c’è una previsione per Natale di un’ondata di caldo invernale su gran parte del Nord America, con anomalie della temperatura previste allucinanti.
Amplificazione Artica e Meteo estremo
Questo tipo di condizione atmosferica, se poi sommata all’ondata di freddo che si concretizzerà sulla parte orientale dello scenario europeo e che poi si metterà in moto verso ovest, è un indizio non poco trascurabile, perché solitamente questi fenomeni sono abbastanza collegati, quindi può essere una previsione affidabile. Inoltre, secondo numerosi studi recenti e no, questo tipo di situazione atmosferica è fortemente collegata a un fenomeno chiamato Amplificazione Artica. L’Amplificazione Artica genera uno squilibrio estremo in atmosfera: ecco perché, nonostante vi sia un Riscaldamento Globale conclamato – peraltro con una temperatura che oscilla a livello globale periodicamente – questo squilibrio va a innescare fenomeni atmosferici insolitamente violenti. Questi originano il Meteo Estremo, con ondate di caldo estreme e ondate di freddo altrettanto forti. Tutti questi eventi, però, a seconda della loro persistenza, vanno a rimodellare una stagione che magari era iniziata con una certa tendenza atmosferica e che poi vediamo totalmente cambiata.
Il paradosso del freddo in un Mondo che si scalda
In una visione mondiale, stiamo osservando dei fenomeni atmosferici che sono fuori dal comune. Quindi, anche quando noi parliamo di freddo – mentre attualmente in Italia ci sono temperature decisamente superiori alla media e sembra fantascienza quello che diciamo – è proprio quello che sta succedendo oggi che può dar luogo agli eventi di grande freddo. La spinta calda che si porta verso nord richiama aria fredda dall’Artico che si sposta sulla Siberia e sulla Scandinavia, ovvero su terre emerse. Qui, a causa della bassissima radiazione solare, della formazione di alte pressioni e di un irraggiamento notturno considerevole, la temperatura si abbassa sensibilmente. Abbiamo quindi un freddo detto anche “pellicolare”, un freddo che è decisamente più rigido di quei 1500 metri di quota di cui guardiamo le mappe. È sufficiente osservare in Europa quello che succede, ad esempio nella Scandinavia settentrionale, dove si registrano temperature anche di -30°C, eppure non c’è un’ondata di gelo stratosferica.
Queste situazioni sono così complesse che vanno a disturbare fortemente i modelli matematici. L’utilizzo di un Multi Model – che contiene le informazioni di tutti i modelli e ne crea una media – può essere molto utile indubbiamente, poi però ci dobbiamo rivolgere ad un modello matematico più affidabile per comprendere quale sarà la linea di tendenza. Nel nostro caso siamo ben oltre il modello matematico tradizionale, perché andiamo a verificare gli indici di comportamento del clima e altri parametri che si vanno a insinuarsi nel tempo atmosferico e quindi a rimodellarlo.
Attualmente, sono questi attori del clima, talmente complessi, a creare un caos infinito nei modelli matematici, tanto che – come ho detto all’inizio – ciò che osservate nei modelli matematici al mattino non c’è più la sera. Questo non vuol dire che sia stato smentito, bensì che il modello matematico ha elaborato una proiezione diversa.
Limiti e potenzialità della previsione
Sembra una contraddizione anche questa, ma in teoria non lo è: il modello matematico sceglie la linea di tendenza più probabile durante quell’emissione sulla base di dati che sono stati inseriti in automatico, provenienti da una miriade di rilevazioni. Indubbiamente ci si domanda: come mai un modello matematico, se ha dei dati di partenza che sono quelli in diretta o appena rilevati, riesce a prevedere il futuro? Qui entrano i calcoli matematici – miliardi di calcoli attraverso dei super computer – che giungono a un risultato. E questo risultato ha comunque un margine di errore, non è infallibile.
Oggi, nonostante la meteorologia in Italia sia diffusa e raccontata a differenza di altri paesi nel mondo e soprattutto dell’Europa, si cade nell’errore di pretendere la previsione esatta. Ciò non esiste, e non succede neppure in uno stato come gli Stati Uniti d’America, dove abbiamo previsioni meteo avanzatissime. Immaginate voi i modelli matematici che vengono utilizzati per la previsione dei tornado, per esempio, oppure quelli per individuare la rotta degli uragani, che sono entrambi fenomeni atmosferici devastanti. Questi modelli matematici, insieme ad altri, riescono anche a intercettare le ondate di freddo.
Cosa aspettarci per la fine dell’anno
Sostanzialmente la fine dell’anno 2025 sembra essere estremamente candidata ad avere una fase di freddo accentuata, come non vediamo da molto tempo. Sono molti anni che non vediamo un evento meteo rigido alla fine dell’anno, verso Capodanno. Poi abbiamo il seguito, e questo seguito è molto incerto ovviamente, però viene a prospettare una situazione atmosferica dove proseguirà il flusso d’aria fredda e dove avremo una maggiore instabilità atmosferica.
A questo punto si potrebbero verificare delle nevicate anche copiose, visto che il Mar Mediterraneo ha una risposta consistente per lo sviluppo di nubi e precipitazioni; quindi, questo freddo potrebbe maturare anche in nevicate. Dove saranno non lo sappiamo, ma regioni facilmente esposte a questi fenomeni sono gran parte del Nord Italia, le zone interne del Centro e i rilievi della Sardegna. Ciò a seconda anche della temperatura, comunque, per quanto riguarda la Penisola, perché potrebbe anche esserci una situazione ideale per la neve persino in pianura, quantomeno nel Centro Italia. Non è finito il tempo della neve: ad esempio su Roma l’ultima nevicata è del fine Febbraio 2018, cioè “l’altro ieri”.
Negli ultimi anni sono mancate le sinottiche atmosferiche, quelle che hanno il potere di portare il freddo. Il potere di portare il freddo si realizza quando ormai non è inverno, si realizza addirittura a metà primavera: abbiamo visto le gelate durante i primi giorni di Maggio in alcune località. Ciò è estremamente anomalo ed è chiaro che, se eventi meteo di quella tipologia – ovvero tale sinottica – si verificasse in pieno inverno, avremmo forse la neve, sicuramente il gelo.
Ora però ci siamo nella fine della seconda decade di dicembre, d’inverno: quelle sinottiche atmosferiche che abbiamo visto varie volte a Maggio sembra che si vogliano realizzare in pieno inverno. Staremo ad assistere assieme a voi l’evoluzione meteo e stavolta potrebbe nevicare veramente anche laddove non si immagina ad oggi.
Fonti e approfondimenti
- ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts): https://www.ecmwf.int/
- NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration): https://www.noaa.gov/
- NCEP (National Centers for Environmental Prediction): https://www.ncep.noaa.gov/