Cosa possiamo aspettarci da questo dicembre 2025 che abbandonerร questโanno per traghettarci nel 2026? Innanzitutto, lโalta pressione che sta interessando lโItalia tende a finire. Pertanto, stavolta aveva ragione, l’emissione previsionale di qualche giorno fa del modello matematico europeo.
Attenzione perรฒ: queste alte pressioni saranno insidiose perchรฉ non spariranno completamente dallo scenario europeo, ma si sposteranno migrando verso nord, prima verso la Scandinavia, poi addirittura verso le Isole Britanniche.
Cosรฌ sembrerebbe. In Italia si profilq una situazione atmosferica favorevole alla formazione di basse pressioni. Niente di eccezionale per quanto riguarda i minimi barici, ma torneranno le precipitazioni. Queste non ovunque: sembrano destinate soprattutto a una parte del Paese e, tra lโaltro, e ormai praticamente imminenti, perchรฉ le prime precipitazioni inizieranno a cadere addirittura lunedรฌ, a partire dal settore piรน occidentale, sullโarco alpino.
Qui, complice anche lโabbassamento delle temperature, sarร neve: dapprima a quote piรน elevate, poi la quota neve scenderร sensibilmente, fin sotto i 1000 metri, arrivando in Piemonte fino a 600 metri. Piemonte e cosรฌ anche in Valle dโAosta.
Martedรฌ sarร la giornata in cui comincerร a piovere in Lombardia. La pioggia inizierร a cadere insistente anche su Milano, dove la temperatura si aggirerร attorno a 5ยฐC. Questo vuol dire neve a quote via via piรน basse anche in Lombardia, e le Alpi e le Prealpi saranno presto ben innevate. E lo resteranno per Natale, dato che le proiezioni meteo per la prima parte delle festivitร indicano una situazione di instabilitร , dunque favorevole alle precipitazioni.
Non รจ una situazione molto comune per Natale, diciamocelo, peraltro con temperature che soprattutto sul settore occidentale tenderanno a divenire invernali, prossime alla media. Al momento perรฒ niente freddo intenso, niente gelo: ancora una volta rimandati, o quantomeno si stanno materializzando pian piano. Stiamo infatti per uscire dal tunnel dellโalta pressione di matrice nordafricana, che ha portato le temperature a livelli elevatissimi. Addirittura, sul Nord Italia orientale, nella giornata di sabato si sono raggiunti valori quasi da record, o forse da record storico: bisognerebbe consultare gli annali meteo. In ogni caso, parliamo di valori molto elevati, in alcuni casi 7-8ยฐC superiori alle medie per le massime. Va meglio per le minime: nella mattinata di questa domenica, la temperatura รจ scesa soprattutto sul settore centro-occidentale, con diffuse brinate e anche lievi gelate notturne.
Il clima, come detto, sta cambiando in Italia: si sta avverando la stagione invernale dopo unโinterruzione durata svariati giorni. Quello che stiamo vivendo sono effettivamente estremi meteo, anche se non da record, perchรฉ si passa da una fase fredda (vissuta a novembre, con valori insoliti per il periodo) a un periodo mite. ร la classica situazione derivante da quel fenomeno definito amplificazione artica: complesso da spiegare perchรฉ contraddittorio, รจ un effetto del Riscaldamento Globale che, semplificandone il concetto, vede il caldo richiamare il freddo, il quale poi si spinge alle latitudini medie.
In Europa, per avere molto freddo servono determinate configurazioni atmosferiche; tuttavia si possono comunque avere condizioni meteo avverse, anche in Italia. Da noi il clima non รจ quello della stessa latitudine del Nord America, per ragioni geografiche, e perchรฉ il nostro mare a ovest, lโOceano Atlantico, beneficia della Corrente del Golfo che – quantomeno per il momento – mitiga il clima di tutte le coste occidentali europee e influenza decisamente anche il clima italiano.
Il nostro clima รจ influenzato anche dal calore che arriva da sud, dallโAfrica, dai grandi deserti, che perรฒ in inverno si raffreddano rispetto alla piena estate; mentre il Mar Mediterraneo perde calore molto lentamente. ร questo alternarsi di periodi freddi e fasi eccezionalmente calde a rendere il Mediterraneo un elemento molto attivo del tempo italiano: produrrร nubi e precipitazioni. ร il nostro mare a sviluppare addensamenti nuvolosi sulle coste tirreniche, sulla Sardegna, su gran parte delle regioni meridionali del Sud Italia. Eppure cโรจ lโalta pressione: queste nubi perรฒ riducono lโinsolazione diurna, la radiazione solare, e quindi le temperature non salgono verso vette altissime.
Abbiamo detto che arriveranno le precipitazioni e la neve sul settore Nord-Ovest, fin a quote abbastanza basse: tutto nella norma di un inverno normale. In questa prima fase non ci sarร neve in Pianura Padana, ma di questo ne parleremo, perchรฉ le linee di tendenza, osservando soprattutto gli indici di comportamento del clima, ci dicono qualcosa di diverso soprattutto per gennaio, mese decisamente piรน freddo. E attenzione: febbraio resta il mese principe del freddo, specialmente siberiano.
Crediti e fonti internazionali: ECMWF – NOAA – Met Office
