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      Novembre: stop al caldo, aria artica. Ma allora arriva davvero la neve?

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 11/11/2025
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      6 Min Lettura
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      Tra caldo anomalo e primi segnali dโ€™autunno avanzato

      Annunciato e, diciamolo, ormai atteso: un cambiamento atmosferico si affaccia sul prossimo fine settimana. Non solo. Nel seguito, la variabilitร  potrebbe restare di casa, con scambi dโ€™aria piรน vivaci del solito. In poche parole: condizioni meteo in mutamento nel weekend e, probabilmente, anche oltre. Forse con un certo vigore, persino con unโ€™incursione di Aria Artica. Quadro autunnale avanzato, dunque, con una prima fase tra 15-16 Novembre e una seconda nella settimana successiva, da Lunedรฌ 18 fino a circa 20-22 Novembre โ€“ magari anche qualche giorno in piรน. Sono previsioni che guardano lontano, e quindi โ€“ va detto โ€“ suscettibili di aggiustamenti.

      Contents
      • Tra caldo anomalo e primi segnali dโ€™autunno avanzato
      • Il contesto: anticiclone caldo
      • Primo cambiamento attorno al 16
      • Modelli matematici a confronto
      • Terza decade: rischio alta pressione africana
      • Cosa aspettarsi in concreto
      • Il punto finale provvisorio

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      Il contesto: anticiclone caldo

      Nellโ€™intervallo che ci separa dal cambio di rotta, una robusta espansione anticiclonica a matrice nordafricana manterrร  temperature sopra la media. Unโ€™onda calda, sรฌ, ma con effetti diversi dallโ€™Estate: le inversioni termiche proteggono le pianure โ€“ non perรฒ le montagne. E qui si apre un capitolo delicato: i ghiacciai delle Alpi, giร  poveri di neve autunnale. In Ottobre e Novembre le regioni settentrionali hanno visto poche precipitazioni โ€“ salvo eccezioni โ€“ con un deficit pluviometrico marcato, in linea con quanto suggerito dai modelli stagionali. Modelli che, va riconosciuto, avevano indicato frequenti piogge su Tirreno e Isole Maggiori: previsione che, fin qui, si รจ concretizzata.

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      Primo cambiamento attorno al 16

      Stop allโ€™onda calda attorno al 16 Novembre. Non un passaggio dirompente, ma importante: la perturbazione spazzerร  via lโ€™Anticiclone Africano riportando le temperature โ€“ anche in quota โ€“ su valori piรน vicini alle medie stagionali. Lโ€™aria nei bassi strati verrร  rimescolata, un poโ€™ meno sulla Pianura Padana a meno di un vero richiamo di scirocco con correnti sostenute โ€“ che al momento non sembra il caso. In altri autunni abbiamo visto basse pressioni profonde; questโ€™anno, per ora, no. E quando si va troppo in lร  con le proiezioniโ€ฆ si rischia la fantasia.

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      Modelli matematici a confronto

      Osservando ECMWF, si nota una discesa di Aria Artica verso il **Centro-**Europa con parziale coinvolgimento dellโ€™Italia, specie il settore orientale del Nord Italia e poi le regioni centrali adriatiche, complice una bassa pressione associata. Il modello americano โ€“ il riferimento operativo NOAA/GFS โ€“ propone una dinamica un poโ€™ diversa nei dettagli, ma alla fine tende a scivolare verso la stessa linea di tendenza di ECMWF: dopo il cambio del weekend, un nuovo impulso in settimana. Per NOAA/GFS un minimo attorno a metร  settimana; per ECMWF qualche giorno piรน avanti. Insomma, la settimana prossima cambia aria: questo sรฌ. Quanto forte e con quali effetti, perรฒ, lo si definirร  avvicinandosi allโ€™evento, perchรฉ lโ€™ingerenza di Aria Artica complica parecchio lโ€™evoluzione al Nord Italia โ€“ meno al Centro e Sud, ma comunque non poco.

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      Terza decade: rischio alta pressione africana

      Cโ€™รจ una novitร  โ€“ da prendere con le molle โ€“ che entrambi i modelli prospettano sul lungo termine: verso la terza decade di Novembre lโ€™alta pressione potrebbe tornare a distendersi in modo deciso sullโ€™Italia, addirittura con massimi in sede mediterranea. Lo propongono sia ECMWF sia NOAA/GFS. Linea di tendenza che, per certi versi, sembra solida โ€“ ma quando si guarda cosรฌ lontano, meglio attendere conferme. Curioso, e un poโ€™ inquietante: unโ€™alta pressione cosรฌ estesa andrebbe in controtendenza rispetto a una NAO negativa, che di norma favorirebbe un susseguirsi di perturbazioni atlantiche. Gli indici climatici โ€“ AO, NAO e compagnia โ€“ appaiono sempre piรน stiracchiati dai Cambiamenti Climatici: lo temevano molti scienziati, e i segnali non mancano. La scala locale, poi, fa storia a sรฉ.

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      Cosa aspettarsi in concreto

      A partire dal prossimo fine settimana: calo termico, sensazione a tratti invernale su diverse regioni della Italia, venti in rinforzo nelle zone esposte, precipitazioni irregolari con episodi anche intensi e temporali soprattutto sulla Penisola e sulle Isole. Con lโ€™intrusione di Aria Artica aumenta il rischio di grandinate e di nevicate: su Alpi e, a tratti, sullโ€™Appennino centro-settentrionale sopra 1200 โ€“ forse 1000 โ€“ metri. Un poโ€™ di neve dovrebbe arrivare. Ma โ€“ ed รจ un ma pesante โ€“ se venisse confermata una nuova rimonta dellโ€™Anticiclone Africano, la forte efficacia in quota rischierebbe di intaccare la neve fresca: la compatta, la โ€œaffondaโ€. Siamo in Autunno, non in pieno Inverno. รˆ vero, unโ€™aria piรน secca in alta quota limiterebbe la fusione; tuttavia la tenuta del manto dipenderร  dalla quantitร  che cadrร  e dalla durata della fase fredda.

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      Il punto finale provvisorio

      Il quadro a due settimane non entusiasma. Sรฌ, il cambiamento arriva, ma mancano le perturbazioni oceaniche tipiche del cuore dellโ€™Autunno. Novembre, ultimo mese dellโ€™Autunno meteorologico, resta anomalo: pochi treni atlantici, molte pause anticicloniche. Cโ€™รจ da augurarsi che lโ€™Inverno riporti neve copiosa sulle Alpi โ€“ anche in vista dellโ€™appuntamento di Milano-Cortina โ€“ perchรฉ, questโ€™anno piรน che mai, serve davvero. Nel frattempo, occhi puntati sulle prossime corse modellistiche: i dettagli โ€“ quelli concreti โ€“ si giocano lรฌ.

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      TAG:Anticiclone africanoaria articacambio weekendneve alpiperturbazioni atlanticheprevisioni meteo
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