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Dopo un avvio di novembre apparentemente promettente, in termini di apporti nevosi per le nostre Alpi, con il transito, nel fine settimana trascorso, di una interessante perturbazione che ha portato anche diffuse nevicate sui 2000 m, solo temporaneamente e localmente verso quote medie, il tempo è andato ristabilendosi in via generale, con penuria di neve sulle nostre località sciistiche alpine.

E non si vedono, ancora per un po’ di giorni, le condizioni per nevicate, poichè, pur in presenza di un peggioramento atlantico prossimo, esso sostanzialmente non riguarderà buona parte del Nord e delle Alpi, fatta eccezione per la parte estrema sudoccidentale dell’arco alpino, Alpi Marittime e Liguri, localmente Cozie, dove arriverà un po’ di neve proprio nel corso di domani, ma si tratterà di un evento piuttosto circoscritto e rapido.

 

Stando agli ultimissimi aggiornamenti, dunque, fino all’11/12 novembre scarse opportunità di neve per i nostri settori alpini o un apporto rapido nelle prossime 24/36 ore sull’estremo angolo sud-occidentale.

Ci sarebbero, però, indicazioni, per l’instaurazione di una circolazione umida atlantica, verosimilmente anche abbastanza duratura, in grado di apportare un carico di neve più significativo per le località sciistiche alpine e, con buona probabilità, anche in maniera estesa.

 

La fase propizia dovrebbe prendere il via da metà della settimana prossima, dal 13/14 Novembre circa, e potrebbe continuare, poi, per tutta la seconda decade e magari anche con protrazione in terza decade.

Il flusso instabile atlantico, infatti, in attivazione già dalle prossime ore, potrebbe via via divenire il regime circolatorio prevalente per gran parte di questo mese e, dopo ancora qualche fugace intermezzo anticiclonico a inizio seconda decade, potrebbe favorire diverse giornate instabili per molte regioni italiane.

 

In più, dalle linee bariche generali inquadrate dai centri di calcolo, sembrerebbe che l’azione instabile possa alzarsi leggermente in latitudine e interessare in maniera più intensa, appunto dal 13-14 del mese e poi verso il 20 se non anche oltre, in particolare le regioni tirreniche e settentrionali italiane.

Dunque, buone prospettive nel giro di una settimana circa, giorno più, giorno meno, per l’arrivo di interessanti nevicate per tutto il settore alpino.

 

Nell’immagine interna abbiamo evidenziato la possibile intensità di massima della neve in arrivo verso metà mese, con apporti, nella settimana dal 13 al 20, abbastanza interessanti. In particolare, sulle aree in blu tenue e scuro, gli accumuli alla quota media di 2000 m, potrebbero aggirarsi dai 20/30 cm, fino ai 40/50 cm;

su diversi settori delle Alpi Retiche, poi, l’accumulo potrebbe spingersi anche fino a 70/80 cm. Naturalmente nevicate, in talune fasi, sarebbero computate anche a quote più basse, fino a 1400/1500 m, specie sul finire della seconda decade, ma alle quote sotto i 2000m, neve in forma più discontinua e per brevi fasi.

 

Ci sarebbero indicazioni ultime per una possibile componente più fredda settentrionale, in innesto sul flusso oceanico e ciò per il corso della terza decade. Per quella fase, potrebbero esserci le condizioni anche per neve a quote medio-basse su Alpi.

Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

 

 

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