Sulle spiagge della Costa Blanca, in provincia di Alicante, le autorità hanno disposto la chiusura temporanea della balneazione a Guardamar del Segura dopo l’avvistamento di due esemplari di un animale tanto affascinante quanto pericoloso: il cosiddetto “drago blu”.

Si tratta del Glaucus atlanticus, un minuscolo mollusco marino della famiglia Glaucidae che non supera i 2-3 centimetri di lunghezza, ma che può provocare conseguenze ben più grandi rispetto alle sue dimensioni. Il suo corpo, caratterizzato da una sorprendente colorazione blu metallizzata e argentea, galleggia capovolto sulla superficie del mare grazie a una sacca d’aria nello stomaco, un adattamento che gli consente di mimetizzarsi sia dall’alto sia dal basso.
Nonostante l’aspetto quasi fiabesco, il drago blu è tutt’altro che innocuo. Si nutre di meduse, tra cui la temutissima caravella portoghese, un celenterato marino appartenente al genere Physalia. Per il suo aspetto viene spesso confusa con una singola medusa, ma è in realtà un sifonoforo, ovvero un organismo formato da più individui altamente specializzati che vivono in simbiosi. Le sue punture sono particolarmente dolorose e potenzialmente pericolose per l’uomo. Il drago blu si nutre di questi animali accumulandone le cellule urticanti, che può rilasciare in caso di contatto con la pelle umana, provocando bruciori intensi, reazioni cutanee, nausea e, nei casi più gravi, difficoltà respiratorie e reazioni allergiche.
Le autorità spagnole hanno invitato i bagnanti a non toccare in alcun modo questi animali, anche se trovati spiaggiati, e a rivolgersi immediatamente a un pronto soccorso in caso di puntura. I medici consigliano di lavare la zona interessata con acqua di mare e mai con acqua dolce, che può favorire la diffusione delle tossine.
La comparsa del drago blu sulle coste europee è un fenomeno recente. Originario delle acque tropicali e temperate degli oceani Atlantico, Indiano e Pacifico, negli ultimi anni ha iniziato a comparire anche nel Mar Mediterraneo, trasportato dalle correnti atlantiche e favorito dal progressivo aumento delle temperature superficiali. Proprio il cambiamento climatico e la crescente proliferazione di meduse, spinta da riscaldamento e inquinamento, offrono condizioni ideali per la diffusione di questa specie.
Il drago blu non si muove autonomamente su lunghe distanze: segue i flussi d’acqua e può percorrere decine di chilometri sospinto dal vento e dalle correnti. Per questo motivo la sua presenza in Spagna è considerata un campanello d’allarme per l’intero Mediterraneo, compreso il bacino italiano, dove le acque sempre più calde potrebbero accoglierlo stabilmente.
Negli ultimi mesi, oltre ai nudibranchi, sono aumentati gli avvistamenti di squali lungo diverse coste mediterranee.
Nell’estate 2025, in Italia, sono stati documentati episodi a Milazzo in Sicilia, dove sono stati osservati squali verdesca e mako, a Deiva Marina in Liguria, dove un esemplare di mako di circa 1,20 metri è stato pescato e poi rilasciato, e a Corigliano Calabro in Calabria. Anche a Torre Faro, sempre in Sicilia, è stata segnalata la presenza di verdesca. Le Isole Pelagie, e in particolare Lampedusa e Lampione, rimangono storici punti di passaggio per squali bianchi e verdesche.
Al di fuori dei confini italiani, in Malta, a maggio 2025 un grande squalo bianco è stato avvistato vicino a Sliema, destando clamore sui social. Nel Canale di Sicilia e nelle acque della Tunisia, i ricercatori hanno confermato la presenza stagionale di squali bianchi, soprattutto durante il periodo di riproduzione dei tonni tra maggio e giugno.
Il Mediterraneo è considerato un vero e proprio “hotspot” mondiale per il rischio di estinzione di squali e razze. La pressione della pesca, la scarsa produttività del bacino e la vulnerabilità biologica delle specie rendono questi avvistamenti fondamentali non solo per la sicurezza dei bagnanti, ma anche per la conservazione di animali spesso minacciati.
Il quadro dell’estate 2025 mostra un aumento significativo degli avvistamenti di mako, verdesca e occasionali squali bianchi, un fenomeno che gli esperti collegano al riscaldamento delle acque superficiali, alla ricerca di prede e ai cambiamenti climatici che stanno modificando gli equilibri marini nel Mediterraneo.
Credit:
- National Geographic
- The Guardian
- NOAA Ocean Service
- MarineBio Conservation Society
- The Olive Press – basking shark sighting near Marbella
- InSpain.news – giant basking shark off Marbella coast
- The Dorsal Fin – great white shark sighting off Mallorca
- SeenBlue.org – sharks of the Mediterranean: the lost kings and queens