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      A La notizia del giornoA Scelta dalla RedazioneMeteo News

      Oscillazione artica, inverno nevoso in Europa o Nord America?

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 21/08/2025
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      8 Min Lettura
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      Neve a Milano

      Lโ€™oscillazione artica (AO), nota anche come Northern Annular Mode (NAM), รจ un fenomeno atmosferico che interessa le aree polari al di sopra del 55ยฐ parallelo nord. Si tratta di una delle piรน importanti modalitร  di variabilitร  climatica dellโ€™intero emisfero settentrionale. Lโ€™equivalente nellโ€™emisfero australe prende invece il nome di oscillazione antartica o Southern Annular Mode (SAM).

      Contents
      • Caratteristiche e funzionamento dellโ€™oscillazione artica
      • Periodi e oscillazioni nel tempo
      • Effetti climatici delle diverse fasi
      • Oscillazione artica e il paradosso degli inverni freddi in Europa
      • Eventi storici legati allโ€™AO negativa

      Lโ€™indice AO non segue una cadenza regolare: si manifesta infatti attraverso anomalie della pressione al livello del mare di segno opposto tra Regione Artica e fasce comprese tra i 37ยฐ e i 45ยฐ di latitudine nord.

      Una stretta parente dellโ€™AO รจ la North Atlantic Oscillation (NAO), che descrive dinamiche molto simili ma circoscritte soprattutto allโ€™Oceano Atlantico settentrionale. Gli studiosi non concordano pienamente su quale delle due rappresenti meglio i processi atmosferici, ma la NAO sembra avere un impatto piรน diretto su eventi meteorologici osservabili.

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      Caratteristiche e funzionamento dellโ€™oscillazione artica

      Lโ€™AO si manifesta come un anello di anomalie pressorie attorno al Polo. Nellโ€™Artico, la presenza di masse continentali rompe la regolaritร  circolare di questo schema, mentre nellโ€™Antartico la disposizione rimane quasi perfettamente simmetrica.

      Gli scienziati ritengono che lโ€™AO sia collegata a cambiamenti su scala globale, con una parziale capacitร  di prevedere lโ€™andamento meteo-climatico. Secondo le osservazioni, quando lโ€™indice รจ positivo, si riscontrano basse pressioni sulla regione polare e venti occidentali piรน forti e costanti. Questo rinforzo del getto polare mantiene lโ€™aria gelida confinata nelle alte latitudini. Al contrario, con indice negativo, la pressione cala ulteriormente al Polo, i venti zonali si indeboliscono e masse dโ€™aria artica possono scivolare verso le medie latitudini, portando condizioni molto fredde.

      Dal punto di vista tecnico, lโ€™AO viene calcolata tramite le anomalie del geopotenziale a 1000 hPa tra i 20ยฐ e i 90ยฐ di latitudine nord, confrontate con un modello di riferimento derivato dai dati medi del periodo 1979-2000.

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      Periodi e oscillazioni nel tempo

      Nel corso del XX secolo, lโ€™AO ha alternato fasi positive e negative senza ciclicitร  precisa. Una tendenza a valori piรน positivi รจ stata osservata dagli anni โ€™70, mentre lโ€™ultimo decennio ha mostrato un ritorno a condizioni piรน neutre.

      Sebbene le oscillazioni avvengano su base giornaliera, mensile, stagionale e annuale, i meteorologi riescono oggi a stimarne lโ€™andamento a breve termine con una buona precisione: i modelli del Global Forecast System (GFS) raggiungono infatti una correlazione di circa 0,9 sulle previsioni a 7 giorni.

      Il fenomeno, identificato per la prima volta da Edward Lorenz, ha ricevuto il nome ufficiale di Arctic Oscillation nel 1998 grazie a David W.J. Thompson e John Michael Wallace.

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      Effetti climatici delle diverse fasi

      Nella fase positiva, le perturbazioni atlantiche tendono a scorrere piรน a nord, portando piogge abbondanti su Alaska, Scozia e Scandinavia, mentre zone come lโ€™ovest degli Stati Uniti e il Mediterraneo vivono condizioni piรน secche. Le aree a est delle Montagne Rocciose registrano in genere inverni piรน miti, mentre Groenlandia e Terranova restano piรน fredde.

      La fase negativa, invece, spinge le masse dโ€™aria artica verso sud, determinando ondate di gelo sullโ€™Europa, sul Nord America e su altre regioni temperate.

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      Oscillazione artica e il paradosso degli inverni freddi in Europa

      Lโ€™oscillazione artica (AO) รจ uno dei principali indici climatici che influenzano il comportamento degli inverni europei. Si tratta di una variazione della pressione atmosferica tra lโ€™Artico e le medie latitudini, capace di modulare la traiettoria delle correnti occidentali. In fase positiva, lโ€™AO mantiene il vortice polare compatto, trattenendo il freddo gelido oltre il Circolo Polare e favorendo inverni piรน miti sullโ€™Europa. Quando perรฒ lโ€™oscillazione entra in fase negativa, la cintura di venti che contiene le masse dโ€™aria artiche si indebolisce e le irruzioni fredde possono precipitare verso sud.

      Anche in un contesto di cambiamento climatico, con temperature medie stagionali piรน alte, questa dinamica non perde efficacia. Lโ€™amplificazione artica, ossia il riscaldamento accelerato delle regioni polari, puรฒ destabilizzare il vortice polare e aumentare la probabilitร  di episodi di AO negativa. In questi casi, lโ€™aria gelida riesce a scendere rapidamente verso il Mar Mediterraneo, scontrandosi con masse piรน miti e umide. Questo contrasto termico genera precipitazioni che, in presenza di freddo sufficiente, si trasformano in nevicate anche a bassa quota, soprattutto in aree interne dellโ€™Italia e lungo gli Appennini.

      La combinazione tra AO negativa e blocchi atmosferici sullโ€™Atlantico puรฒ mantenere a lungo queste configurazioni, dando vita a periodi freddi e nevosi nonostante una tendenza globale al riscaldamento. Lโ€™inverno europeo, dunque, resta caratterizzato da una forte variabilitร : puรฒ essere complessivamente piรน caldo, ma con episodi localizzati di gelo e neve che diventano ancora piรน sorprendenti e intensi proprio a causa delle nuove dinamiche climatiche.

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      Eventi storici legati allโ€™AO negativa

      Lโ€™inverno del 2010 rappresenta uno degli esempi piรน eclatanti. Nel mese di febbraio lโ€™AO raggiunse il valore negativo piรน marcato dellโ€™era moderna, con una media mensile di โˆ’4,266.

      In quellโ€™occasione si verificarono tre storiche nevicate negli Stati Uniti centro-orientali:

      • a Baltimora caddero 64 cm di neve il 5-6 febbraio e altri 50 cm il 9-10 febbraio;
      • a New York City una tempesta tra il 25 e il 26 febbraio depositรฒ 53 cm di neve.

      Nello stesso periodo, unโ€™intensa perturbazione imbiancรฒ anche la Catalogna e il sud della Francia, lasciando fino a 60 cm di neve a Girona.

      Questi valori estremi spinsero masse dโ€™aria gelida molto piรน a sud del normale, con effetti persino sulla Florida meridionale e sulle spiagge di Cancรบn, dove le temperature risultarono fino a 4 ยฐC sotto le medie stagionali.

      Un altro episodio significativo si verificรฒ nel gennaio 1977, quando lโ€™indice AO scese a โˆ’3,767, coincidendo con i valori di temperatura piรน bassi mai registrati in quel mese a New York, Washington D.C. e Baltimora.

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      Fonti

      โ€ข Lorenz, E.N. (1951) โ€“ Journal of Meteorology
      โ€ข Thompson & Wallace (1998) โ€“ Geophysical Research Letters
      โ€ข NOAA Climate Prediction Center
      โ€ข Hansen et al. (2009) โ€“ NASA GISS
      โ€ข Ripesi et al. (2012) โ€“ Royal Meteorological Society
      โ€ข Llasat et al. (2014) โ€“ Natural Hazards and Earth System Sciences
      โ€ข NOAA State of the Climate โ€“ December 2010
      โ€ข Arctic Oscillation Time Series (1899-2002)
      โ€ข Ambaum et al. โ€“ Arctic vs North Atlantic Oscillation
      โ€ข National Weather Service โ€“ Climate Prediction Center
      โ€ข Arctic Oscillation influence on European winters
      โ€ข Climate change, Arctic amplification and mid-latitude weather
      โ€ข The polar vortex and extreme cold events in Europe

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