Ci risiamo. Arrivano i primi caldi potenti e le condizioni meteo climatiche delle nostre città diventano insostenibili. Non è una novità. Già si parlava di Isola di calore urbana un po’ di decenni fa, quando il cambiamento climatico non era ancora così lampante. Adesso che le ondate di calore sono diventate sempre più potenti e durature, il pericolo di vivere un clima opprimente in città è quanto mai concreto.
Notti roventi
Le notti d’Estate stanno diventando sempre più afose e insopportabili nelle aree urbane, a causa dell’intensificarsi della cementificazione e del pochissimo verde. Si tratta di un processo ampiamente documentato anche in Italia, che determina un surriscaldamento costante nelle città, soprattutto dopo il tramonto, e incide in maniera sempre più marcata sulle uscite serali e sulle nottate. Parliamo di 4-6 gradi oltre quello che si registra nelle campagne (appartenenti ovviamente alla medesima condizione climatica).
Il ruolo essenziale del verde
Come si sa, in prossimità di zone verdi, le temperature massime registrate possono risultare addirittura più basse rispetto alle aree rurali vicine. Non è una anomalia: questa apparente contraddizione si spiega con il cosiddetto effetto mitigante del fogliame.
Il nodo centrale del riscaldamento urbano non sta tanto nei picchi termici diurni, quanto nella mancanza di ventilazione che caratterizza gli spazi cittadini. Le strutture moderne, con i loro grattacieli, strade asfaltate e superfici riflettenti, ostacolano il naturale ricambio dell’aria.
Diversi studi mostrano che le superfici verticali vicine si comportano come riserve di calore che rilasciano lentamente l’energia accumulata. La conseguenza è un’atmosfera immobile e satura di umidità, con scarsa dispersione termica anche di notte. E questo pure con il verde. Quindi la colpa non è solo del cemento, ma dei grattacieli.
6.700 vittime ogni anno in Europa
Uno studio che ha preso in esame 93 città del continente ha evidenziato che l’isola di calore urbana è responsabile di circa 6.700 decessi prematuri ogni anno, equivalenti al 4% della mortalità estiva complessiva. Questi dati rivelano come il fenomeno non sia soltanto una questione ambientale, ma anche una grave emergenza sanitaria.
Alcune considerazioni a carattere personale
Questi dati sono semplicemente sconcertanti e mostrano come la qualità della vita urbana stia peggiorando. Ma non è solo una questione di clima. C’è anche il problema del costo della vita, in alcune realtà come Milano e Roma completamente fuori logica. Sussiste pure il problema della criminalità, della mancanza di investimenti.
Insomma tutta una serie di cose che rendono le megalopoli nostrane, ma pure quelle europee, ben poco appetibili ai giovani che vogliono fare famiglia. Quindi, come vedete, non c’è solo il problema meteo climatico che aggrava su questa realtà.
