Nei prossimi giorni è previsto un refrigerio, ovvero un abbassamento delle temperature, come indicano i principali modelli matematici di previsione meteorologica. In questo approfondimento, però, andremo oltre la semplice previsione: analizzeremo l’entità reale del calo termico, la sua efficacia e soprattutto le aree del nostro Paese che saranno coinvolte da questo temporaneo sollievo dal caldo intenso.
Attualmente siamo interessati da una forte ondata di alta pressione africana che sta caratterizzando questa prima metà di giugno, soprattutto al Nord Italia. Questa situazione determina un caldo eccezionale, con anomalie termiche rispetto alle medie stagionali che superano spesso i 7°C sopra la norma e punte massime che raggiungono addirittura i 35°C. Il caldo si fa sentire in modo particolare nelle aree urbane, dove si sviluppa il fenomeno dell’isola di calore notturna: qui, infatti, la dispersione termica dopo il tramonto è limitata a causa delle superfici cementate e degli edifici, che trattengono calore e rilasciano lentamente energia durante la notte.
Questo provoca temperature notturne molto elevate, con valori che, a partire dalla prossima notte, resteranno attorno ai 30°C fino quasi a mezzanotte. Questi dati sono ben lontani dal valore di 20°C, soglia che definisce la cosiddetta “notte tropicale”. La persistente elevata temperatura notturna è particolarmente fastidiosa e peggiora il comfort abitativo e il riposo, con possibili ripercussioni sulla salute, soprattutto per anziani e soggetti fragili. Inoltre, l’aumento del tasso di umidità relativa contribuisce ad accentuare la percezione del caldo, rendendo l’aria ancora più afosa e opprimente.
Ma veniamo ora al tanto atteso refrigerio. Questo sarà guidato dall’ingresso di una massa d’aria fresca che si muoverà dall’Europa centrale verso sud, raggiungendo le regioni del Nord Est, in particolare le Venezie, intorno a martedì 17 giugno. Da lì, questa corrente fresca si estenderà rapidamente verso sud, anche se con un progressivo calo dell’efficacia rinfrescante mano a mano che si sposterà verso le regioni più meridionali.
Purtroppo, va detto subito che il refrigerio previsto sarà breve e non sufficiente a riportare le temperature nella media stagionale. L’aria più fresca sarà infatti rapidamente sostituita da una nuova bolla d’aria calda di origine africana, che è prevista avanzare già a partire dal 19-20 giugno, annunciandosi addirittura più intensa e calda della precedente ondata.
Nel frattempo, dove si verificheranno dei temporali, si potranno osservare cali termici temporanei anche significativi, ma tali fenomeni saranno di breve durata e localizzati. Queste zone sperimenteranno alcune ore di fresco. Le temperature, in ogni caso, resteranno comunque tipiche di un clima tropicale, quindi molto caldo, e non di un clima sub-tropicale, che sarebbe invece meno afoso e meno torrido.
È importante sottolineare questo aspetto: il refrigerio non porterà un clima fresco o temperato, ma semplicemente un temporaneo sollievo da un caldo intenso che, ormai, si presenta con una persistenza e una durezza fuori dal comune. Ogni minima riduzione della temperatura sarà quindi particolarmente gradita, anche se temporanea, in un contesto estivo che sembra non dare tregua.
Dal punto di vista geografico, le regioni più favorite da questo passaggio di aria fresca saranno quelle del Nord Est, soprattutto nelle zone montuose e collinari, dove l’altitudine alpina e la conformazione del territorio amplificheranno il calo termico. In pianura e nelle regioni centrali e meridionali, invece, l’effetto rinfrescante sarà più limitato e di breve durata.
In conclusione, anche questa estate sembra confermare un trend ormai consolidato di ondate di calore sempre più intense e durature, con un susseguirsi di periodi di caldo torrido intervallati da brevi e quasi inefficaci fasi di refrigerio. Un fenomeno che si fa sentire con sempre maggiore forza e che impone una riflessione seria sulle conseguenze ambientali, sociali e sanitarie di queste condizioni meteorologiche estreme, oltre che sull’adattamento necessario al nuovo clima.
Insomma, ci troviamo davanti a un’estate che sembra non voler concedere davvero tregua al caldo e che ci costringe a convivere con temperature spesso al limite della sopportazione.