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I terremoti cosmici delle magnetar riscrivono l’origine dei metalli preziosi

Un gruppo internazionale di scienziati ha riacceso l’interesse su un misterioso evento spaziale osservato nel 2004, ipotizzando che esso possa fornire una nuova spiegazione sull’origine di elementi pesanti come oro, platino e altri metalli rari. Il protagonista è un tipo raro di stella di neutroni, noto come magnetar, dotato di un campo magnetico estremamente potente, stimato fino a un trilione di volte più intenso di quello terrestre.

L’analisi di quell’esplosione avvenuta più di vent’anni fa suggerisce che i “terremoti stellari”, ossia improvvise fratture nella crosta di una magnetar, possano non solo generare colossali esplosioni gamma, ma anche forgiare elementi pesanti che vengono successivamente espulsi nello spazio.

Una miniera cosmica dimenticata: l’esplosione del 2004

L’evento al centro di questo studio era stato originariamente registrato nel Dicembre 2004, ma mai compreso appieno. Solo grazie a nuovi modelli sviluppati nel 2024, lo stesso gruppo di ricercatori ha ricollegato quel lampo di raggi gamma a un possibile processo di nucleosintesi rapida — il cosiddetto processo r, noto per essere responsabile della formazione di molti elementi più pesanti del ferro.

Secondo lo studio, pubblicato su The Astrophysical Journal Letters, quella singola esplosione potrebbe aver generato una quantità di metalli pesanti pari a un terzo della massa della Terra in soli pochi secondi. Una scoperta che potrebbe colmare un vuoto nella nostra comprensione dell’evoluzione chimica dell’Universo.

Perché le fusioni stellari non bastano

Le fusioni tra stelle di neutroni, già considerate una fonte primaria per la creazione di oro e platino, sembrano non essere abbastanza frequenti — e soprattutto non abbastanza antiche — per spiegare la quantità di questi metalli già presente nelle galassie primordiali. Questo ha spinto gli astrofisici a cercare meccanismi alternativi, e gli scoppi delle magnetar sembrano ora candidati credibili per questo ruolo.

Verso nuove conferme con la missione COSI della NASA

Il prossimo passo per testare definitivamente questa ipotesi spetta a COSI (Compton Spectrometer and Imager), un nuovo telescopio spaziale gamma della NASA. Questo strumento, progettato per rilevare i segnali elettromagnetici dei processi rari nell’Universo, potrebbe offrire la conferma definitiva che terremoti stellari su magnetar ultra-dense siano responsabili della creazione di parte degli elementi più preziosi del nostro pianeta.

Un’idea affascinante che connette gioielli, circuiti elettronici e il cuore stesso delle stelle morenti.

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