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Le condizioni meteo dei la settimana sono quelle che avevamo prospettato gli scorsi giorni, con aree di bassa pressione che una dopo l’altra sfileranno dal Mediterraneo occidentale verso l’Italia, associate a perturbazioni e sistemi nuvolosi forieri di precipitazioni e anche di temporali.

 

Ma ecco che nel frattempo, aria fredda giunge dalle regioni artiche e ha ormai raggiunto le Isole Britanniche dove questa mattina in molte località la temperatura è scesa sotto 0 °C. Ma da loro c’è una potente area di alta pressione, ed il freddo è stato accentuato soprattutto per la presenza di inversioni termiche.

Ma l’aria fredda sta raggiungendo la Penisola Iberica, dove è prevista neve sui rilievi a quote non più elevate, ma ormai tipiche della stagione invernale. Ben presto anche ciò succederà in Italia, dove in settimana avremo nevicate copiose su tutto l’arco alpino che scenderanno a quote sotto i 1500 metri, approssimandosi poi forse sino ai 1000 metri in alcune aree più fredde, e nelle ore notturne.

Nel frattempo, le calde acque del Mar Mediterraneo risponderanno con temporali di forte intensità che andranno a generarsi quale risposta per i forti contrasti termici. Temporali peraltro già in atto. Siamo in una fase di cambiamento meteo, dove dall’autunno meteorologico stiamo per traslare all’inverno. L’inverno meteorologico giunge esattamente tre settimane prima rispetto a quello astronomico.

 

Ed ecco che quindi le condizioni atmosferiche ormai hanno preso questa naturale via, seppur con marcate anomalie climatiche, peraltro conclamate anche dai maggiori organi istituzionali europei che si occupano di clima.

Quanto detto dai rappresentanti della maggiore organizzazione europea sul clima e le previsioni meteo presso la COP21 di Glasgow è una notizia da prima pagina, perché evidenzia quanto la temperatura sia aumentata come valori medio in Europa. Si parla di circa 2 °C a livello annuale. Tutto questo dimostra come il nostro continente sia ormai soggetto a una variazione delle stagioni così acuta che non le riconosciamo più.

 

E forse abbiamo la risposta sul perché in altri continenti il clima sia diverso, specie quello invernale. Però ecco che vengono avanti degli studi specifici sui cambiamenti climatici derivanti dal notevole riscaldamento dell’Artico. Questi studi sono articolati e complessi, ma che per quel che ci riguarda propongono una novità: le ondate di gelo, che esse giungano dall’Artico o dalla Siberia in Europa, potrebbero essere più forti che in passato. Questo nonostante riscaldamento climatico.

 

Di ciò vi abbiamo parlato in vari articoli presenti sul nostro sito web. Tuttavia, ci aspettiamo che gli eventi annunciati come probabili si verifichino anche in Italia, anche perché questi al momento non li abbiamo vissuti. La più forte ondata di gelo che l’’Italia ha visto nell’ultimo decennio è stata quella del febbraio 2012, seguita da quella piuttosto tardiva che avvenne tra la fine di febbraio 2018 e i primi di marzo. Ormai eravamo al termine dell’inverno e la radiazione solare ne ha diminuito la sua forza. Altre ondate di gelo si sono verificate, negli anni, ma nessuna avuto una particolare eccezionalità senonché su aree di molto ristrette.

 

Gli studi americani parlano della gran neve gelo che si sono avuti nella Penisola iberica, ma ora come ora questo ci sembra un evento estremamente sporadico in un contesto europeo dove le ondate di gelo eccezionali sembrano essere per ora una rarità. Tuttavia, l’estrema variabilità del nostro emisfero, e l’anomalia climatica che interessa l’Europa, non essendo giustificabile, potrebbe derivare da una fluttuazione climatica che ha accentuato i cambiamenti del clima derivanti da attività umane. Quindi non essere permanente.

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