Nuove immagini sismiche rivelano il cuore nascosto del vulcano di Yellowstone
Un team di geologi dell’Università dello Utah, in collaborazione con lo Yellowstone Volcano Observatory, ha finalmente tracciato con precisione la sommità del serbatoio di magma situato sotto il Parco nazionale di Yellowstone, portando nuove e importanti informazioni sulla possibile evoluzione futura del vulcano.
La mappatura sismica ad alta risoluzione svela la profondità del serbatoio
Utilizzando vibrazioni artificiali generate da un camion Vibroseis in oltre 100 località distribuite nel parco, i ricercatori hanno inviato onde sismiche attraverso il sottosuolo per catturare immagini ad alta risoluzione della camera magmatica. Sono stati impiegati 650 geofoni portatili, distribuiti strategicamente lungo le strade del parco, per rilevare le onde riflesse e produrre una mappa tridimensionale molto più dettagliata rispetto ai precedenti modelli derivati da terremoti naturali.
I risultati hanno individuato con precisione il bordo superiore del serbatoio di magma a circa 3,8 chilometri di profondità. Questo livello è critico per comprendere le dinamiche eruttive, poiché è qui che i gas volatili come anidride carbonica e vapore acqueo tendono ad accumularsi prima di essere rilasciati.
Il serbatoio è stabile: nessuna eruzione imminente in vista
La ricerca ha anche confermato che circa l’86% della parte superiore del serbatoio è costituita da roccia solida, mentre il restante 14% è formato da materiale poroso contenente roccia fusa, liquidi e gas. La presenza predominante di gas non intrappolati, che riescono a sfuggire attraverso le molteplici caratteristiche geotermiche superficiali del parco, suggerisce che non vi sia un’accumulazione pericolosa di pressione, condizione necessaria per un’eruzione esplosiva.
Secondo Jamie Farrell, sismologo capo dell’osservatorio vulcanico, e Fan-Chi Lin, co-autore dello studio, i dati indicano un sistema geologicamente attivo ma non pronto all’eruzione. La possibilità che il magma risalga rapidamente fino alla superficie è al momento estremamente bassa, proprio perché la pressione interna è in equilibrio grazie alla fuoriuscita costante di gas.
Yellowstone come laboratorio naturale per studiare i supervulcani
Lo studio, pubblicato su Nature, rafforza il ruolo di Yellowstone come modello globale per comprendere i supervulcani. Come spiegato da Mike Poland, coordinatore dello Yellowstone Volcano Observatory, le conoscenze acquisite in questo sito potrebbero essere applicate per studiare vulcani più attivi ma meno accessibili, contribuendo alla prevenzione dei rischi vulcanici in altre regioni del mondo.
Yellowstone, celebre per i suoi geyser, fumarole e sorgenti termali, continua a offrire agli scienziati una finestra privilegiata sulle dinamiche interne del nostro pianeta, rivelando oggi, con tecnologia avanzata, segreti millenari nascosti sotto le sue foreste e i suoi laghi.