Il comparto centro-occidentale europeo, così come l’Italia, attualmente, sono alle prese con meteo stabile sotto l’influenza di un’ampia area di alta pressione che sta determinando uno scenario privo di eventi tipicamente invernali. Questa situazione è caratterizzata da cieli sereni e temperature gradevoli.
Nonostante questo contesto anticiclonico, ora è imminente un leggero abbassamento delle temperature nel Sud Italia, ma non abbastanza marcato da determinare un cambiamento significativo nel clima. La novità è legata al fatto che questo maestoso campo di alta pressione ha chiuso la porta al flusso atlantico.
Un altro elemento da non sottovalutare è legato al cambio di circolazione che sta riportando il gelo sui paesi dell’Europa dell’Est. L’Inverno è pronto ad invertire marcia, dopo un lungo periodo dal meteo non propriamente invernale, proprio grazie a questo serbatoio gelido in costruzione sull’Europa Orientale.
Lo sbilanciamento dell’anticiclone verso il Mare del Nord e la Scandinavia favorirà la retrogressione del lago d’aria fredda dall’Est Europa verso il resto del Continente. Questo avverrà già a metà settimana, ma inizialmente senza conseguenze di rilievo sull’Italia, che resterà relativamente protetta da un campo di alta pressione.
Questa spinta dell’anticiclone verso nord-nord/est, fino a formare un ponte con l’Anticiclone Russo, determinerà un flusso d’aria fredda da est sull’Europa Centro-Occidentale. Sul finire della settimana anche l’Italia risentirà di un peggioramento e di un netto raffreddamento almeno su alcune regioni.
Dal weekend scenari più invernali, ma sarà solo l’inizio
Parte dell’aria fredda traboccherà sul Mediterraneo dalla Francia, stimolando la genesi di un nuovo vortice ad ovest della nostra Penisola da Venerdì 7. Il tempo si guasterà e con connotati più invernali, ma sarà più il Nord a trovarsi nel mix tra aria fredda ed aria umida, che potrebbe favorire l’arrivo di neve a quote basse.
Guardando in avanti, sembra prospettarsi la persistenza del blocco anticiclonico in Scandinavia per la prossima settimana con il possibile afflusso d’aria più fredda, se non gelida da est. L’Italia potrebbe risentire in modo più marcato dal 12-13 Febbraio, con scenari più rigidi e potenzialmente nevosi tutti da valutare.
La speranza di un risveglio invernale si concentra quindi sul cuore di Febbraio che storicamente è il periodo più propenso a condizioni climatiche severe, come talvolta avvenuto negli ultimi 10-15 anni. Si prevede un indebolimento del Vortice Polare all’inizio del mese, che potrebbe favorire la discesa di masse d’aria gelida.
Questo fenomeno è associato a un calo dell’indice NAO, che monitora la forza delle depressioni sull’Atlantico settentrionale. Tutto è quindi legato alle dinamiche meteo del Vortice Polare che, perdendo forza dalla stratosfera, non sarebbe più in grado di inibire il possibile ingresso del gelo alle nostre latitudini.