Il mese di febbraio, l’ultimo dell’inverno meteorologico, è tradizionalmente caratterizzato da freddo intenso e nevicate abbondanti, specialmente al Nord Italia. Tuttavia, negli ultimi anni, il cambiamento climatico ha profondamente modificato questa tendenza, facendo emergere scenari più miti, spesso più vicini a un anticipo di primavera piuttosto che a un prolungamento dell’inverno.
Ma cosa ci aspetta quest’anno? Anche se prevedere con assoluta certezza l’evoluzione del meteo è complesso, possiamo individuare alcune tendenze che potrebbero caratterizzare le prossime settimane di febbraio.
Il vortice polare perde forza
Attualmente, si sta osservando un indebolimento significativo del vortice polare, una dinamica che sta favorendo la spinta dell’alta pressione delle Azzorre verso latitudini più elevate, in prossimità delle zone subpolari. Questo potrebbe innescare l’arrivo di aria molto fredda, se non addirittura gelida, nell’Europa orientale, con possibili ripercussioni anche sull’Italia, in particolare tra il 7 e l’8 febbraio.
Se questa tendenza dovesse confermarsi, non si esclude la possibilità di nevicate a bassa quota, soprattutto al Nord Italia. Tuttavia, l’esatta estensione e l’intensità del freddo restano ancora da definire con maggiore precisione nei prossimi aggiornamenti meteo.
Ritorna l’Atlantico?
Nella seconda parte di febbraio, il vortice polare potrebbe nuovamente ricompattarsi, con effetti importanti sulla circolazione atmosferica. Tra il 10 e il 20 febbraio, è previsto il ritorno delle correnti atlantiche, le quali porteranno una sequenza di perturbazioni che interesseranno in particolar modo l’Europa centro-occidentale, coinvolgendo anche il Nord Italia e il Medio-Alto Tirreno.
Questo scenario determinerà un aumento della piovosità, condizioni ventose e, nelle aree più esposte, nuove possibilità di nevicate sui rilievi. Un contesto che potrebbe ricordare più un clima autunnale piuttosto che invernale, con alternanza tra giornate instabili e brevi pause più asciutte.
Cenni di Primavera, che sta succedendo?
Con l’avanzare di febbraio, si potrebbero registrare anche episodi di mitezza o addirittura di caldo anomalo, soprattutto nelle regioni del Sud Italia e sulle Isole Maggiori. In queste zone, non è da escludere il superamento dei 20°C, una temperatura ben superiore alla media del periodo.
Ciò è dovuto al fatto che, tra febbraio e marzo, il Nord Africa inizia a riscaldarsi, favorendo l’afflusso di aria calda verso il bacino del Mediterraneo. Se le correnti sub-tropicali dovessero imporsi, alcune città del Centro-Sud Italia potrebbero sperimentare un clima decisamente primaverile, con valori termici sensibilmente superiori alla norma.
Se nella terza decade di febbraio questa tendenza dovesse consolidarsi, si potrebbe avere un vero e proprio assaggio di primavera, con temperature elevate su gran parte del Centro-Sud Italia e sulle Isole Maggiori. Questo, però, potrebbe rappresentare un pericolo per l’agricoltura, poiché il mese di marzo può ancora riservare ondate di freddo tardive.
Un repentino calo delle temperature, successivo a un periodo insolitamente mite, potrebbe compromettere le coltivazioni già risvegliate dal caldo precoce, causando danni significativi alla produzione agricola.