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Le temperature in Siberia stanno subendo un drastico calo, con fenomeni estremi e precoci di nevicate e tempeste di neve che si registrano persino nelle aree meridionali, confinanti con la Mongolia. Tra i fenomeni atmosferici intensi, si è verificato anche il gelicidio, ossia pioggia gelata che, al contatto con il suolo, si trasforma in una lastra ghiacciata. Questa immensa ondata nevosa sta causando un rapido raffreddamento, capace di influenzare significativamente il meteo dell’intero emisfero settentrionale.

 

 

 

 

I meteorologi e climatologi osservano attentamente queste dinamiche, poiché il precoce innevamento della Siberia potrebbe influenzare anche l’inverno europeo, provocando intense ondate di gelo. In presenza di tale scenario, è probabile che l’inverno di quest’anno nel nostro continente sarà contraddistinto da ripetuti afflussi di aria fredda. Tuttavia, data l’incidenza del cambiamento climatico, non sarà esclusivamente gelido, ma alternato a periodi miti e temperature superiori alla media stagionale.

 

Venerdì 15 dicembre 2023, una storica bufera di neve ha colpito la Russia centrale, seppellendo le strade di Mosca e delle principali città siberiane sotto uno spesso manto nevoso. Si è trattato della nevicata più intensa degli ultimi sessant’anni nella capitale russa, con un accumulo che in sole 24 ore ha rappresentato oltre un quinto della media nevosa di dicembre. La situazione di Mosca e della Siberia ha colpito le aree settentrionali e orientali della Russia con tempeste di neve che hanno creato ingenti disagi, bloccando infrastrutture e rallentando le attività quotidiane della popolazione locale.

 

Gli effetti di queste condizioni estreme si riflettono anche sull’Europa. Infatti, le stagioni invernali nel nostro continente sono spesso influenzate dalla presenza di forti anticicloni, i quali ostacolano l’ingresso delle perturbazioni oceaniche e il passaggio di correnti fredde di origine artica e siberiana. Questa dinamica contribuisce al riscaldamento invernale, analogamente a quanto accade durante l’estate, con l’alta pressione africana che si estende progressivamente sull’Europa e il Mediterraneo. Tuttavia, il clima europeo si distingue per la sua complessità: mentre in Nord America le masse d’aria fredda scorrono rapidamente senza incontrare barriere, in Europa sono mitigate dalla Corrente del Golfo, che contribuisce a mantenere l’Atlantico settentrionale privo di ghiaccio fino a latitudini molto elevate.

 

Anche altre regioni dell’emisfero settentrionale, come il Giappone e gli Stati Uniti d’America, registrano ondate di gelo e nevicate abbondanti invernali, nonostante le differenze climatiche. Il Giappone, ad esempio, è stato soggetto a frequenti e intense nevicate negli ultimi inverni, mentre negli USA il clima freddo si concentra in particolar modo lungo la costa orientale. In questa zona, le masse d’aria gelida provenienti da nord-ovest trovano pochi ostacoli, a differenza della costa occidentale, mitigata dalle correnti marine del Pacifico.

 

Per quanto riguarda l’Europa, le correnti fredde provenienti da nord-nord-est possono portare repentine ondate di gelo, soprattutto quando si instaurano correnti stabili di aria fredda siberiana. È proprio questo flusso, alimentato dal gelo russo, a costituire la principale fonte di freddo per il nostro continente, al contrario delle correnti nord-occidentali, più temperate. Un esempio è la città di New York, negli USA, che può passare in poche ore da temperature miti sopra lo zero a valori ben al di sotto dello zero, con picchi che talvolta raggiungono -10°C.

 

In Europa, quindi, la situazione è meno diretta: il freddo più intenso non arriva dall’Atlantico, ma attraversa la vasta pianura russa e siberiana, per poi spingersi verso il Nord Italia, il Centro Italia e, in misura minore, il Sud Italia. Questo processo potrebbe favorire nevicate precoci sulle catene montuose italiane, ma trattandosi di previsioni a lungo termine, si attendono conferme man mano che la stagione avanza.

 

L’eccezionale raffreddamento siberiano riveste dunque una grande importanza per il clima europeo, poiché la persistenza del gelo su così ampia scala influenza direttamente l’andamento invernale. I modelli di previsione a lungo termine suggeriscono che il freddo potrebbe arrivare anche in Europa con discreta intensità, seppur alternato da fasi di mitigazione. Tuttavia, si tratta di tendenze stagionali più che di previsioni meteo di breve periodo, elaborate sulla base di indici climatici globali studiati dai principali climatologi.

 

In conclusione, l’evoluzione del clima in Siberia ha ripercussioni significative sull’inverno europeo. Mentre gli scenari climatici per il nostro continente non suggeriscono un inverno completamente rigido, la complessa interazione tra cambiamento climatico e variabili atmosferiche manterrà alta la probabilità di eventi meteo estremi, tra cui le ondate di gelo.

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