Potrebbe succedere tutto e il contrario di tutto. Difficile, in questo momento, capire da che parte penderà l’ago della bilancia. L’evoluzione meteo climatica dell’ultima settimana d’ottobre potrebbe dipendere, pesantemente, da quel che sta per succedere e quindi dalla profonda crisi ciclonica che sta per investire l’Italia.
Sì, perché la ferita depressionaria sarà profonda ma soprattutto sarà imprevedibile. Dopo l’affondo ciclonico nord atlantico si andrà a scavare una depressione afro-mediterranea la cui traiettoria è di difficile lettura. Lo è per i centri di calcolo internazionali, figuriamoci per noi…
Fin tanto che non verrà assegnato un ruolo preciso a tale struttura non si potrà stabilire con esattezza quel che accadrà successivamente. Perché da un lato c’è chi vedrebbe la goccia fredda sprofondare sul Nord Africa, dando modo all’Alta Pressione Subtropicale di ripresentarsi in Italia.
Dall’altro lato c’è chi invece vedrebbe una goccia fredda molto più coriacea sui nostri mari, il che potrebbe fungere da calamita per i nuovi assalti ciclonici nord atlantici. Assalti che, peraltro, in talune proiezioni modellistiche appaiono piuttosto evidenti e che vuoi o non vuoi potrebbero comunque riuscire a sfondare entro fine mese.
Sì, perché negli ultimi giorni del mese sembra che il tempo sia destinato a peggiorare nuovamente e in tal senso dobbiamo dirvi che l’ipotesi è presa seriamente in considerazione da tutti i più autorevoli modelli di previsione. Che poi lo sappiamo, non è giusto parlare di previsione bensì di evoluzione o meglio, di trend evolutivo.
Quindi, tornando a noi, anche qualora dovesse riuscire a prendere il sopravvento l’Anticiclone del Nord Africa si tratterebbe di un dominio temporaneo, destinato a soccombere entro fine mese. Vero è che qualora dovesse realizzarsi tale scenario le temperature tornerebbero a salire parecchio, certamente al di sopra delle medie stagionali e sappiamo fin troppo bene cosa ciò significhi…
Dobbiamo sperare che lo step evolutivo successivo sia un normale step autunnale, magari con altre perturbazioni oceaniche che riescano sì a sfruttare la ferita ciclonica presente sul Mediterraneo – conseguenza, lo ripetiamo, dell’attuale peggioramento – ma senza che si inneschino quei contrasti termici capaci di generare a loro volta fenomeni atmosferici violenti.
Ipotesi, quest’ultima, che potrebbe realizzarsi nuovamente qualora dovesse ripresentarsi l’Anticiclone seguito da un nuovo assalto ciclonico nord atlantico. Che poi è ciò che potrebbe accadere negli ultimi giorni d’Ottobre, allorquando il freddo potrebbe persino farsi largo a spallate. Ma avremo modo di riparlarne.