Una recente ricerca condotta da un team di scienziati ispano-giapponese ha rivelato la presenza di una notevole quantità di specie microbiche nell’alta troposfera sopra il Giappone. Questo studio ha identificato oltre 266 generi di funghi e 305 generi di batteri, tra cui alcuni patogeni per l’uomo, in grado di sopravvivere e viaggiare per migliaia di chilometri grazie ai venti ad alta quota.
La troposfera, che si estende dal livello del suolo fino a circa 18 chilometri di altezza, include al suo interno uno strato chiamato peplosfera, situato a un’altitudine che varia tra i 1.000 e i 3.000 metri sopra il livello del mare, a seconda della geografia sottostante. I campioni microbici sono stati raccolti sopra questo strato durante dieci voli.
I risultati dello studio hanno evidenziato una sorprendente diversità biologica oltre la peplosfera, comprendente non solo organismi estremofili come Deinococcus radiodurans, ma anche specie potenzialmente dannose come E. coli e Staphylococcus. Nonostante le condizioni ostili di bassa temperatura, elevata radiazione solare e scarsità di nutrimento, molti dei microrganismi raccolti si sono dimostrati vitali quando coltivati in laboratorio.
Questa scoperta suggerisce che batteri patogeni possono legarsi a particelle di polvere e disperdersi attraverso le correnti atmosferiche per grandi distanze. Questo fenomeno era già stato osservato, ma solo in casi isolati, come nel trasporto di polveri dall’Africa ai Caraibi, che danneggia le barriere coralline.
L’origine di questi microrganismi è stata collegata alle regioni agricole del nord-est della Cina, spinti verso il Giappone dal sistema di alta pressione noto come Alta Siberiana. La distanza percorsa dai microrganismi è stata di circa 2.000 chilometri, la più lunga mai registrata per il trasporto atmosferico di specie nocive per l’uomo.
Anche se lo studio non dimostra un legame diretto tra la presenza di questi patogeni nei bioaerosol e l’impatto sulla salute umana, solleva preoccupazioni riguardo alla possibilità di epidemie derivanti da una cattiva gestione dei rifiuti sanitari, che potrebbero facilitare la diffusione su larga scala di malattie.
Inoltre, è stato notato un aumento di specie microbiche tipiche del cavo orale e dell’intestino umano nel mese di aprile rispetto a febbraio, suggerendo un possibile andamento stagionale, anche se ulteriori ricerche sono necessarie per confermare questo modello. Anche i funghi patogeni opportunistici sono risultati abbondanti nei campioni raccolti in entrambi i mesi.
Questi risultati sono stati pubblicati sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, contribuendo a una migliore comprensione del trasporto atmosferico di microrganismi e delle sue implicazioni per la salute pubblica.