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L’UC Davis ⁢Health ha sviluppato un’innovativa ⁣ interfaccia cervello-computer (BCI) che permette a persone con disturbi del linguaggio, in⁣ particolare⁢ affette da SLA (sclerosi‍ laterale amiotrofica), di⁢ comunicare ​efficacemente.‍ Questo sistema ⁢rivoluzionario è in grado di tradurre i segnali cerebrali in parole con una precisione fino al 97%, rappresentando un notevole progresso nel campo delle⁣ neuroprotesi.

 

Un partecipante alla sperimentazione clinica, Casey Harrell, affetto da SLA, ha utilizzato con ⁤successo il dispositivo per recuperare la sua capacità di comunicazione. La tecnologia impiega array di microelettrodi impiantati nel cervello e ha dimostrato risultati ⁣eccezionali ‍nella decodifica della parola in tempo reale, offrendo speranza e nuove possibilità a chi ha perso ⁤la capacità‍ di ​parlare.

 

Il sistema BCI sviluppato⁢ trasforma ⁤l’attività ‍cerebrale dell’utente che tenta di parlare in testo visualizzato su uno schermo e successivamente ​letto ad alta voce dal computer. Durante lo sviluppo del⁣ sistema è stato ⁣coinvolto Casey Harrell, un uomo ⁤di ⁢45 anni con⁤ SLA. A luglio 2023 sono stati impiantati quattro array di microelettrodi nella regione del giro precentrale sinistro del suo cervello, una⁢ zona cruciale per la coordinazione⁢ della parola.

 

Questi array sono progettati per registrare⁣ l’attività cerebrale tramite 256 elettrodi⁤ corticali. Il processo consiste nell’intercettare i ​tentativi dell’utente di muovere i muscoli​ per parlare e tradurre questi schemi d’attività cerebrale nei fonemi corrispondenti⁢ alle⁣ parole intenzionate​ dall’utente.

 

Nonostante le ‍sfide precedenti incontrate dalle tecnologie BCI nella decodifica della parola a causa degli errori​ frequenti nelle parole interpretate dai programmi basati su machine learning – che ​richiedevano estesi periodi d’apprendimento – ⁣questo​ nuovo approccio ha permesso‌ una calibrazione rapida ⁤ed efficiente. Infatti⁤ già durante la prima sessione si è raggiunta una​ precisione delle parole del 99.6% con un vocabolario limitato a 50 parole; ‌successivamente il vocabolario potenziale ‌è stato amplificato fino ‍a 125000 termini.

 

La ricerca pubblicata sul New England Journal of Medicine il 14 agosto evidenzia ‍come ⁤questa tecnologia non solo abbia migliorato significativamente l’autonomia comunicativa ‌dei pazienti ma​ abbia anche ⁣contribuito al loro reinserimento sociale​ grazie alla possibilità riacquisita‍ di interagire verbalmente sia personalmente sia attraverso ​videochiamate.

 

In totale‍ Harrell ha utilizzato⁤ il BCI per oltre 248 ore, dimostrando come tale tecnologia possa essere trasformativa non solo ⁢restituendo ai ‍pazienti la dignità della comunicazione ma⁢ anche offrendogli nuove opportunità quotidiane.

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