Nel corso dell’anno, i valori morali delle persone subiscono variazioni che potrebbero influenzare decisioni significative come il voto durante le elezioni. Uno studio condotto dall’Università della Columbia Britannica ha esaminato come i valori di purezza, lealtà e rispetto per l’autorità, comunemente associati al conservatorismo tradizionale, tendano a essere più apprezzati durante la primavera e l’autunno piuttosto che nei mesi estivi o invernali. Questa tendenza è stata confermata attraverso un’analisi statistica robusta su un campione di 232.975 persone raccolte tramite il sito yourmorals.org.
D’altra parte, valori come la giustizia e la cura verso gli altri, spesso enfatizzati da liberali e progressisti, mostrano minori fluttuazioni stagionali. Tuttavia, quando variano, sembrano avere maggiore rilevanza in estate e inverno rispetto alle altre stagioni.
Queste scoperte suggeriscono che le elezioni negli Stati Uniti potrebbero essere indirettamente influenzate dalla scelta di novembre come mese per votare, dato che questo periodo coincide con una maggiore valorizzazione dei valori conservatori legati al gruppo e alla conformità. La ricerca indica anche una correlazione tra i livelli più elevati di ansia registrati in primavera ed autunno e una maggiore aderenza ai valori tradizionalisti.
Il team di ricerca ha osservato pattern simili anche in altri paesi anglofoni come Australia e Canada; tuttavia nel Regno Unito si è notato un picco nei valori vincolanti durante l’inverno anziché nell’estate.
L’impatto delle stagioni sui valori morali non solo modella comportamenti legati alle urne ma potrebbe estendersi ad altre aree quali il sistema giudiziario o le campagne di salute pubblica. Durante la pandemia da COVID-19 ad esempio, comprendere queste dinamiche avrebbe potuto ottimizzare l’efficacia delle strategie comunicative relative al rispetto delle normative sanitarie.