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Nel 1947, un laboratorio segreto sovietico condusse degli esperimenti sul sonno, utilizzando come soggetti alcuni detenuti. Questi ultimi furono rinchiusi in uno spazio ermetico riempito con un gas stimolante sperimentale che impediva il sonno. L’obiettivo era osservare gli effetti della privazione del sonno attraverso microfoni nascosti e specchi a due vie.

 

Inizialmente, l’esperimento procedette senza intoppi, ma dopo una settimana i soggetti iniziarono a mostrare segni di stress, diventando paranoici e ritirati. Successivamente, si verificarono episodi di isteria collettiva durante i quali i prigionieri urlavano fino a danneggiarsi le corde vocali. Dopo un silenzio inquietante, quando gli sperimentatori tentarono di interrompere lo studio e aprire la camera, una voce tra i prigionieri disse: “Non desideriamo più essere liberati”.

 

All’apertura della camera giorni dopo, la maggior parte dei detenuti era morta per autolesionismo o aggressioni reciproche; alcuni sembravano essersi dati al cannibalismo. I sopravvissuti si trovavano in uno stato psicotico e rifiutavano sia di lasciare la stanza sia di dormire nuovamente.

 

Questo racconto è noto come l’Esperimento del Sonno Russo, nata come una storia horror su internet (creepypasta) che ha acquisito lo status di leggenda metropolitana moderna.

 

Le leggende metropolitane sono considerate una forma contemporanea di folklore che spesso mescola elementi realistici con altri fantastici per creare narrazioni al limite della credibilità. La loro sopravvivenza nel tessuto culturale dipende dalla capacità di inserire dosaggi misurati dell’insolito nell’ordinario.

 

La ricerca ha dimostrato che le storie popolari mantengono pochi elementi soprannaturali per rimanere credibili e interessanti; troppi dettagli sorprendenti possono rendere il racconto meno godibile o credibile.

 

Dal punto di vista psicologico, secondo il modello del doppio processo cognitivo descritto da Dr Neil Dagnall dell’Università Metropolitana di Manchester, esistono due modalità distinte ma correlate nella gestione delle informazioni: una emotiva ed istintiva (sistema uno) e l’altra logica e critica (sistema due). Le leggende urbane tendono ad attirare perché stimolano il sistema uno più immediato ed emotivo piuttosto che quello critico.

 

Inoltre, con l’avvento dell’internet e dei social media la diffusione delle storie è cambiata radicalmente; molte persone non dedicano tempo sufficiente alla valutazione critica delle informazioni ricevute online.

 

Alcune leggende come quella degli alligatori nei tombini trovano terreno fertile perché basate su precedenti storici plausibili o su eventi realmente accaduti altrove. Analogamente l’Esperimento del Sonno Russo trae forza dalla percezione storica dell’Unione Sovietica sotto Stalin combinata con notizie reali riguardanti sperimentazioni umane non etiche durante eventi storici passati come quelle naziste o il Progetto MKUltra della CIA.

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