La missione spaziale europea PLATO (PLAnetary Transits and Oscillations of stars), prevista per il lancio nel dicembre del 2026, rappresenta un significativo passo avanti nella ricerca di pianeti rocciosi simili alla Terra in orbita attorno a stelle simili al Sole. Questo telescopio spaziale, che sarà messo in orbita dal nuovo razzo europeo Ariane-6, è stato sviluppato con un investimento di circa 4 miliardi di euro.
PLATO è dotato di 26 telecamere, che gli permetteranno di osservare e studiare esopianeti terrestri fino alla zona abitabile delle stelle luminose simil-solari. L’obiettivo principale della missione è scoprire nuovi mondi potenzialmente abitabili e analizzare dettagliatamente le caratteristiche fisiche degli esopianeti trovati, come la massa, il raggio e la densità complessiva.
Oltre alla ricerca degli esopianeti, PLATO si dedicherà anche allo studio delle stelle ospiti attraverso tecniche avanzate come l’asterosismologia, che permette di determinare massa, raggio ed età delle stelle analizzando le loro vibrazioni e oscillazioni. Queste informazioni sono cruciali per comprendere meglio i sistemi planetari esterni al nostro.
Il sistema avanzato delle telecamere include 24 telecamere “Normali” (N-CAMs) e 2 telecamere “Veloci” (F-CAMs), organizzate in quattro gruppi da sei ciascuno. Questa configurazione non solo amplia il campo visivo del telescopio ma migliora anche le prestazioni scientifiche offrendo ridondanza contro eventuali guasti e una modalità integrata per identificare segnali che potrebbero simulare transiti di falsi positivi.
Le strategie osservative pianificate prevedono lo studio approfondito di due aree del cielo, una nel nord e una nel sud, ciascuna per un periodo biennale. La selezione dell’area meridionale è già stata effettuata mentre quella settentrionale sarà definita nei prossimi anni.
Al momento diversi componenti della navicella hanno completato i programmi di produzione e sono vicini al termine dei test calibrativi. Tra questi vi sono l’elettronica front-end (FEE) fornita dal Regno Unito per le N-CAMs prodotta dal Mullard Space Science Laboratory dell’University College London; questo sistema gestisce le operazioni delle camere digitalizzando immagini e trasferendole all’apparato onboard per l’elaborazione dei dati.
Dieci tra le ultime camere costruite sono state testate con successo; la prima tra queste è stata montata sul banco ottico all’inizio dell’anno corrente – superficie essenziale per mantenere tutte le camere orientate correttamente durante la missione.
PLATO non solo cerca nuovi mondi ma si propone anche come una missione dedicata allo studio approfondito della scienza stellare attraverso tecnologie innovative ed un ampio campo visivo garantito dalla sua struttura multi-camera.