Il metodo di ricerca proposto recentemente si concentra sull’analisi dei cambiamenti comportamentali e degli spikes di apprendimento per studiare la coscienza, utilizzando questi improvvisi incrementi di apprendimento, definiti “momenti Eureka”, per identificare i processi cognitivi consci e esplorare i meccanismi cerebrali durante tali periodi.
Il professor Ekrem Dere, dell’Università di Ruhr a Bochum in Germania e membro della Sorbonne Université a Parigi, ha introdotto un approccio innovativo per indagare l’elaborazione delle informazioni cognitive consce. Egli suggerisce di definire le fasi dei processi cognitivi consci attraverso osservazioni comportamentali e curve di apprendimento, utilizzando intuizioni improvvise per determinare i tempi di elaborazione conscia. La coscienza varia a seconda del compito, e lo studio di queste fasi può rivelare i meccanismi cerebrali tramite tecniche di imaging.
Dere spiega che l’apprendimento spesso non avviene in modo graduale, ma si verifica in salti significativi; episodi che potrebbero essere preceduti da processi consci. Questa osservazione è cruciale poiché suggerisce che tali momenti di epifania, sia negli umani che negli animali, possono essere utilizzati come indicatori di attività cognitiva conscia.
La coscienza non è un processo tutto o niente. Esistono diversi livelli di coscienza, che variano a seconda delle attività che stiamo svolgendo, come dormire o scrivere un’email. Al livello più alto di questa gradazione troviamo l’elaborazione delle informazioni cognitive necessarie per affrontare problemi complessi.
Per studiare i correlati neurobiologici di questi processi mediante metodi scientifici, è essenziale presentare a un umano o un animale un compito sperimentale che richieda un processamento cognitivo conscio, senza soluzioni preconfezionate. Nonostante la lunga storia della psicologia comportamentale cognitiva e lo sviluppo di numerosi compiti di questo tipo, la principale difficoltà risiede nel fatto che non sempre l’elaborazione cognitiva conscia è utilizzata per l’intera durata del compito.
Il momento Eureka funge da timbro temporale. Dere propone di utilizzare le curve di apprendimento per circoscrivere le fasi dell’elaborazione delle informazioni consce in relazione alla loro tempistica. In queste curve, la performance in un compito specifico è tracciata nel tempo. L’apprendimento spesso non migliora continuamente, ma piuttosto a salti o in fasi. Questo apprendimento discontinuo dopo un’intuizione può servire come timbro temporale, indicando che un processamento cognitivo conscio deve aver avuto luogo in quel punto e presumibilmente anche nei secondi precedenti.
Armato di questa conoscenza, è possibile utilizzare metodi di imaging o elettrofisiologici per osservare il cervello durante l’elaborazione cognitiva conscia, confrontando i periodi immediatamente prima dell’aumento improvviso dell’apprendimento con momenti precedenti o successivi durante l’elaborazione del compito. Ciò permetterebbe ai ricercatori di scoprire quali meccanismi il cervello utilizza in quale regione per l’elaborazione delle informazioni consce.