Nel campo dell’immunologia, i vaccini sono strumenti essenziali per l’addestramento delle cellule immunitarie adattative nel riconoscimento e combattimento di patogeni specifici. Tuttavia, le cellule immunitarie innate, che agiscono come primi soccorritori di fronte agli invasori, non possiedono una memoria specifica a lungo termine. Recentemente, un team di ricercatori della Pritzker School of Molecular Engineering dell’Università di Chicago ha scoperto che è possibile potenziare la risposta di queste cellule attraverso piccole molecole, inclusi alcuni steroidi, senza causare effetti collaterali negativi.
Queste scoperte, pubblicate sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, suggeriscono nuove strategie per il trattamento delle malattie e il miglioramento dei vaccini. I ricercatori hanno identificato diverse molecole capaci di indurre un’immunità allenata, una forma di riconfigurazione epigenetica e metabolica delle cellule immunitarie, che potrebbe proteggere contro malattie stagionali come il raffreddore comune o nuove malattie virali ancora senza vaccino.
Sorprendentemente, tra i candidati più promettenti figurano i glucocorticoidi, noti per la loro capacità di sopprimere il sistema immunitario. Tuttavia, in questo contesto, hanno mostrato di potenziare la produzione di citochine, proteine che attivano la risposta immunitaria, senza promuovere ulteriori risposte infiammatorie. Questo fenomeno è stato confermato attraverso esperimenti su modelli murini, dove l’induzione di citochine è stata da quattro a sei volte superiore alla norma.
Il team ha anche scoperto che l’addestramento immunitario indotto da queste molecole dipende dalla glicolisi, il processo di degradazione del glucosio per produrre energia. Questa scoperta apre nuove direzioni di ricerca per migliorare la risposta ai vaccini e prevenire la metastasi del cancro, oltre a indagare come questi steroidi possano essere veicolati direttamente nelle aree target del corpo tramite nanoparticelle.