Un coinvolgimento emotivo talvolta esagerato, anzi ormai l’esagerazione è diventata regola. Quando c’è caldo si parla del riscaldamento globale, dei cambiamenti climatici, della fine di un’epoca e dell’inizio di un’altra. Quando fa freddo il contrario, il riscaldamento globale è una bufala, i cambiamenti climatici non esistono e bla bla bla.
Se ne leggono e sentono di tutti i colori. Avete notato che i discorsi meteorologici entrano a far parte delle nostre giornate più o meno prepotentemente?
Qual è una delle prime cose che facciamo al mattino? Ovvio, consultare le previsioni meteorologiche. Ci sarà il sole? Bene, allora sono contento. Piove? Male, l’umore è pessimo. Soffia vento? Uff… E’ nuvoloso? Ma quand’è che esce il sole? Quand’è che fa caldo? Del freddo non se ne può più.
Ecco, questi sono tutti i discorsi – o i pensieri – del risveglio. Che sia in casa, al bar o a lavoro poco cambia, le condizioni meteorologiche rappresentano uno degli argomenti principali della giornata. Uno di quegli argomenti capaci di scatenare un coinvolgimento emotivo esagerato, talvolta persino discussioni.
Perché capita di scontrarsi, perché capita di sindacare sui gusti altrui. A me piacciono sole e caldo quindi no, non accetto che al mio collega o amico possa piacere il freddo. O magari la pioggia, o più in generale il brutto tempo. Ma com’è possibile?
Bene, tutto è possibile. Come in ogni ambito della nostra vita si dovrebbe imparare a rispettare gli altri, soprattutto a rispettare le opinioni altrui, i gusti degli altri, le abitudini di chi sta accanto. Ma quando si parla di meteo, così come quando si parla di calcio, purtroppo si trascende nelle quattro chiacchiere da bar. E no, così non va bene.
Ebbene sì, in un’epoca dominata dai social, dominata dal web, dominata da ogni tipo di estremizzazione ecco che le condizioni meteo climatiche sono in grado di coinvolgere un po’ tutti.