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Metà marzo, è vero, quindi mancherebbe ancora una settimana a quanto stiamo per scrivere. Anzi, per essere precisi mancherebbero circa una decina di giorni… Stiamo parlando del cambiamento meteo climatico che potrebbe investirci e se dovesse andare come pensiamo si tratterebbe di uno schiaffo non indifferente.

 

Dobbiamo essere ancora più precisi… Avete letto senz’altro i numerosi approfondimenti dedicati al colpo di coda dell’Inverno e nelle ultime ore alcuni centri di calcolo internazionali hanno fiutato la “preda”. I segnali ci sono e il fatto che qualche modello previsionale cominci a supportare la nostra idea significa che i presupposti ci sono.

 

Certo, dovranno incastrarsi alla perfezione alcuni tasselli ma stavolta confidiamo nel fatto che siamo in Primavera. Primavera che porterà il Vortice Polare in crisi esistenziale, significa che non riuscirà – come successo nel corso dell’Inverno – a prendere nuovamente il sopravvento.

 

Quindi occhi aperti, l’Artico potrebbe scatenarsi tra fine mese e la prima decade d’Aprile. Sarebbe senz’altro una grossa novità, si tratterebbe dell’ingrediente pienamente invernale mancato nel precedente trimestre. E chissà che stavolta, con un pizzico di fortuna, non si possa portare a casa qualcosa di buono.

 

Poi sì, ovviamente il freddo tardivo potrebbe causare problematiche soprattutto al comparto agricolo, ma se la natura deciderà per quella direzione ci sarà poco da fare. D’altronde dobbiamo recuperare qualcosa, che poi sia semplicemente neve o magari anche qualche nevicata a bassa quota lo vedremo.

 

Fatto sta che alcuni modelli previsionali, lo ripetiamo, vedono una gran bella ondata di freddo piombare nel cuore del vecchio continente e da lì potrebbe espandersi in direzione del Mediterraneo. Mediterraneo centrale, orientale, oppure occidentale, questo lo vedremo e farà tutta la differenza del mondo.

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