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L’inverno è cominciato da pochi giorni e le condizioni meteo sembrano propendere verso una stagione decisamente scoppiettante e più fredda del solito. Ad esempio nel corso della settimana in arrivo ci saranno almeno due occasioni di neve in Italia, essenzialmente al nordovest.

 

 

Potrebbe esserci addirittura una bianca Immacolata su diverse località del nord, specie su Piemonte, Lombardia, Valle d’Aosta, Trentino ed Emilia. La neve potrebbe raggiungere le pianure grazie al consolidamento di un cuscinetto freddo nei bassi strati, i quali vanno a nozze con le perturbazioni atlantiche che, nei prossimi giorni, continueranno a raggiungere l’Italia.

 

Quali aspetti meteo ci offrirà il prosieguo del mese di dicembre?

Il prosieguo del mese potrebbe essere movimentato, con numerose perturbazioni atlantiche in arrivo sull’Italia. Queste perturbazioni sono influenzate dalle masse d’aria fredda provenienti dall’Europa centro-orientale, che potrebbero raggiungere l’Italia, provocando bruschi cali di temperatura e nevicate a quote basse. Questo è previsto per la prossima settimana nelle zone settentrionali.

 

Feste di Natale da ricordare?

Ma che succederà per le festività natalizie? È ancora presto per dettagli precisi sul meteo di Natale, periodo in cui la neve ha sempre fatto fatica ad arrivare. Tuttavia, sembra che il periodo sarà caratterizzato da frequenti perturbazioni e possibili ondate di freddo artico nel Mediterraneo, considerando prevalentemente le correnti atlantiche per le prossime settimane.

 

Un tuffo nel passato

Ripercorrendo il dicembre del 1986, si nota un’onda di freddo e neve durante il periodo natalizio, evento davvero raro se prendiamo in considerazione gli ultimi decenni. Le festività furono fredde e innevate, circostanza insolita per la nostra penisola anche per una questione di coincidenze.

 

L’inverno del ’86-’87 è rimasto memorabile: tra Natale e la prima metà di gennaio, arrivarono numerose masse d’aria gelida dalla Russia settentrionale, portando abbondanti nevicate anche nelle zone pianeggianti.
Quel freddo tra il 25 e il 26 dicembre fu eccezionale e fu responsabile di nevicate intense e abbondanti fino in pianura e anche sulle coste del centro e del sud.

 

 

Nella nostra storia meteorologica, solitamente la fine di dicembre è piuttosto mite, grazie alla prevalenza delle correnti occidentali atlantiche, che di solito portano piogge e temperature miti in Europa occidentale. Questo spiega perché un Natale innevato nelle pianure italiane sia spesso solo un’illusione, nonostante alcune eccezioni, come nel 1986.

 

Nel 1986, un movimento insolito dell’Anticiclone delle Azzorre verso nord portò un’importante massa d’aria artica nel Mediterraneo Centrale, venti forti da nord-est e temperature sotto lo zero in molte parti d’Italia.

 

La neve del Natale 1986

Le mappe del 25 dicembre 1986 mostrano un’intensità eccezionale, con temperature di -10°C e nevicate su gran parte della Penisola. Ma furono centro e sud Italia i principali obiettivi dell’ondata di gelo dai Balcani.

 

A Pescara, la sera del 24 dicembre, la temperatura scese fino a -3°C, iniziando a nevicare durante la notte, accumulando più di 12 mm di neve fusa e circa 20 cm di neve. Anche Ancona, Puglia e Sardegna sperimentarono nevicate, evento insolito per quelle zone.

 

 

La magia di quel Natale si materializzò proprio nella notte, con i fiocchi bianchi che iniziarono a scendere poco dopo la mezzanotte del 25 dicembre, donando un’atmosfera unica in molte zone, rarità per le nostre regioni.

 

Da allora, non si è verificata un’onda di freddo con nevicate così intense proprio il giorno di Natale. Eventi simili sono stati sporadici, più frequenti in zone collinari o montane.

 

Il vortice polare deciderà le sorti natalizie

Sarà proprio il vortice polare a dirci che tempo troveremo durante le feste di Natale. Un suo rinforzo nelle prossime due settimane potrebbe spazzar via ogni speranza di bianco Natale per l’Italia e addirittura rischieremmo di ritrovarci sotto un forte campo di alta pressione. Per il momento, tuttavia, il vortice polare pare proprio che possa mostrare ancora tante debolezze.

 

Il vortice polare, una vasta area di bassa pressione e venti ad alta quota che circondano i poli della Terra, svolge un ruolo cruciale nella regolazione del clima. Quando è robusto, il vortice polare trattiene le masse d’aria fredda all’interno delle regioni artiche. Tuttavia, quando questo vortice si indebolisce, le conseguenze possono essere rilevanti e possono impattare diverse regioni del globo, incluso l’Italia.

 

L’indebolimento del vortice polare può dar luogo a un’oscillazione negativa dell’Artico, causando l’emergere di condizioni meteorologiche insolite. Una delle manifestazioni più evidenti di questo indebolimento è la possibilità di ondate di freddo provenienti sia dall’ovest, solitamente dalla zona atlantica, che dall’est, dall’Europa orientale o dalla Russia settentrionale.

 

Durante un periodo in cui il vortice polare è indebolito, l’Artico può subire un riscaldamento anomalo, determinando un’espansione delle masse d’aria fredda verso sud. Questo fenomeno può portare ondate di freddo straordinarie verso l’Europa e l’Italia. Le temperature invernali possono scendere drasticamente, causando gelate più intense e nevicate in zone inusuali o a quote più basse rispetto alla media stagionale.

 

Le conseguenze dell’indebolimento del vortice polare

Le ondate di freddo da ovest, solitamente associate a un vortice polare debole, possono raggiungere l’Italia attraverso il continente europeo, portando temperature sotto lo zero e nevicate che investono diverse regioni. Questi eventi possono influenzare la vita quotidiana, dal trasporto ai sistemi di riscaldamento, oltre a comportare rischi per la sicurezza stradale.

 

D’altro canto, le ondate di freddo da est sono spesso connesse all’afflusso di aria gelida proveniente dall’Europa orientale e dalla Russia settentrionale. Durante periodi di indebolimento del vortice polare, questa massa d’aria fredda può avanzare verso l’Europa occidentale, coinvolgendo l’Italia. Tale fenomeno può portare a condizioni meteorologiche estreme, con temperature rigide, gelate e nevicate che possono colpire anche regioni solitamente meno esposte a tali eventi.

 

Le conseguenze di queste ondate di freddo possono essere significative, con impatti sulle infrastrutture, sull’agricoltura e sulla salute pubblica. Tuttavia, è importante notare che le ondate di freddo non sono esclusivamente legate all’indebolimento del vortice polare, ma sono il risultato di una complessa interazione tra vari fattori climatici.

 

In conclusione, un vortice polare debole può favorire l’arrivo di ondate di freddo sia da ovest che da est, influenzando il clima e portando condizioni meteorologiche invernali insolite e più severe, con impatti che possono estendersi su vasti territori, Italia inclusa.

 

Che ne sarà del Natale?

Le ultimissime previsioni meteo ci indicano un Natale sotto tempo spesso perturbato a causa di altre perturbazioni in arrivo dal nord Atlantico. Insomma il vortice polare potrebbe restare molto debole e quindi in grado di spedire alle basse latitudini varie ondate di freddo. Ovviamente è ancora presto per valutare se ci saranno nevicate a bassa quota in Italia, ragion per cui ci ritorneremo nei prossimi editoriali.

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