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Il rapporto UNICEF e i dati del IDMC

Un recente rapporto dell’UNICEF ha rivelato dati allarmanti riguardo alle dislocazioni interne di persone a causa di fenomeni meteorologici estremi. Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite, le persone che sono costrette o obbligate a lasciare il loro luogo di residenza per un’altra area del loro paese a causa di conflitti armati, violazioni dei diritti umani o disastri naturali e antropogenici sono definiti “Sfollati interni”.

Analizzando i dati del Centro di Monitoraggio degli Sfollamenti Interni (IDMC) per il periodo 2016-2021, l’UNICEF riferisce che in questi 6 anni, 143,1 milioni di persone sono state costrette a fuggire verso altre aree del loro paese a causa o in attesa di inondazioni, cicloni tropicali, tempeste, siccità e incendi. In particolare, abbiamo avuto 69,7 milioni di dislocazioni di persone a causa di tempeste e cicloni tropicali, 58,4 milioni a causa di inondazioni, 3,4 milioni a causa di incendi e 2,6 milioni a causa di siccità.

Dislocazioni per tipo di fenomeno meteorologico

Nel caso di cicloni tropicali, tempeste e inondazioni, la maggior parte delle evacuazioni si sono verificate in India, Cina, Filippine e Bangladesh. Le siccità hanno causato più dislocazioni in Somalia, Etiopia e Afghanistan, mentre la maggior parte delle dislocazioni a causa di incendi si sono verificate negli Stati Uniti.

Dislocazioni in relazione alla popolazione di ciascun paese

Se guardiamo i numeri in relazione alla popolazione di ciascun paese, emergono alcune variazioni nelle classifiche sopra menzionate. Nel caso di cicloni tropicali e tempeste, le Isole dei Caraibi sono particolarmente colpite, nel caso di inondazioni il Sud Sudan e la Somalia, e nel caso di incendi Israele, Grecia e Canada.

Il ruolo dei bambini nelle statistiche di dislocazione

L’UNICEF si concentra sul fatto che all’interno di queste statistiche di dislocazione “si nascondono” anche 43,1 milioni di bambini, che si trovano ad affrontare rischi sproporzionatamente multipli, quindi è necessaria un’azione immediata e un’attenzione speciale.

La possibile sottostima delle dislocazioni interne

Nel rapporto si afferma che i numeri reali delle dislocazioni interne potrebbero essere molto più alti. Spesso queste avvengono in tempi insospettabili (che non possono essere associati a un evento specifico) a causa del deterioramento graduale della qualità della vita a causa di fenomeni meteorologici e non sono facilmente registrabili dalle autorità locali e dalle organizzazioni internazionali.

Il ruolo del cambiamento climatico nelle dislocazioni future

È importante notare che, secondo uno studio separato dell’IMDC, l’anno 2022 (non incluso nel rapporto UNICEF) ha registrato un record decennale di dislocazioni a causa di fenomeni meteorologici estremi. Un ruolo dominante in questo è stato giocato dalle devastanti inondazioni in Pakistan nell’estate del 2022.

Purtroppo, lo sradicamento delle famiglie è un fenomeno che di solito si verifica nell’eco dei disastri naturali, con i riflettori puntati sulle perdite umane e i danni economici. Tuttavia, i dati del rapporto sono implacabili e suonano l’allarme sul fatto che i fenomeni meteorologici estremi, e quindi le dislocazioni di persone, sono aumentati e continueranno ad aumentare a causa del cambiamento climatico. Una prima stima, basata sui modelli dell’IDMC, ha evidenziato in particolare il crescente rischio di inondazioni fluviali in Nigeria, l’aumento improvviso del livello del mare (storm surge) da cicloni tropicali nelle Filippine e i forti venti da cicloni tropicali in Bangladesh.

Fonti dei dati: UNICEF, IDMC

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