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Lancette indietro di un'ora e si dormirà un'ora in più
Da stanotte il cambio d’orario

L’ora solare tornerà in vigore su tutta Italia nella notte tra Sabato 24 e Domenica 25 ottobre, quando sposteremo le lancette indietro di un’ora dalle 3 alle 2 del mattino. Si dormirà un’ora in più, ponendo fine ai setti mesi di ora legale iniziata lo scorso 29 marzo. Il sole tramonterà un’ora prima e pertanto farà buio presto, anche se avremo più luce nelle prime ore del mattino. Un tempo dovevamo preoccuparci di spostare gli orologi tradizionali, ma adesso la gran parte dei dispositivi si aggiorna automaticamente al nuovo orario come gli smartphone, i PC, gli smartwatch ed altri ancora.

 

Le giornate continueranno ad accorciarsi ancora per circa due mesi in modo graduale, sino al solstizio d’inverno del 21 dicembre. Ormai da tempo si dibatte sull’opportunità o meno di continuare a cambiare orario due volte all’anno. Ci sono iniziative e richieste di sperimentazione sia a livello parlamentare italiano che europeo. Nonostante le discussioni anche avanzate sull’eventuale abolizione del cambio stagionale dell’ora, il sistema per il momento rimane in vigore. Ci sono i fautori da un lato del mantenimento permanente dell’ora legale, ma c’è chi opterebbe per l’ora solare.

 

Il cambio dell’ora, come noto, può provocare disturbi temporanei legati al cosiddetto «jet-lag» o sindrome da fuso orario. Questo accade alle persone più sensibile, che comporta per il rischio di cambi d’umore, sonnolenza, difficoltà di concentrazione e alterazioni dell’orologio biologico interno. Esistono rimedi per facilitare l’adattamento all’orario, fra i quali il mantenimento di orari regolari, l’esporsi alla luce del mattino ed evitare i pasti abbondanti serali con l’uso del telefonino poco prima d’andare a dormire. Generalmente l’organismo si adegua entro pochi giorni.

 

Verso abolizione cambio orario, i vantaggi e gli svantaggi del mantenimento dell’ora legale o quella solare

Nel momento in cui gli italiani si apprestano a spostare indietro le lancette, in Parlamento è depositata ed è stata illustrata una risoluzione che ha l’obiettivo di impegnare il Governo a sostenere l’adozione dell’ora legale permanente in Italia e a favorire la ripresa del negoziato europeo. Sulla base dei calcoli, è stimato che il mantenimento dell’ora legale anche nei mesi invernali permetterebbe un risparmio aggiuntivo di 160 milioni di kilowattora all’anno. In termini economici, il risparmio è stimato in 120 miliomi di euro.

 

Sono scenari chiaramente ipotetici. Sembra esserci una convergenza sulla necessità di superare l’attuale sistema, che impone due cambi d’ora ogni anno, ma non sulla soluzione da adottare. Non tutti gli esperti condividono la stessa soluzione. I sostenitori dell’ora legale permanente sottolineano i possibili benefici energetici e la maggiore disponibilità di luce nelle ore serali, mentre gli specialisti della medicina del sonno tendono a preferire l’ora solare permanente, considerata più coerente con i ritmi biologici dell’organismo.

 

Tra le ipotesi c’è anche una sperimentazione a livello europeo, alla quale potrebbe partecipare l’Italia, per misurare gli effetti sui consumi energetici, sulla salute, sull’economia e sulla vita quotidiana. Abolire il cambio dell’ora e scegliere l’ora legale permanente, dunque, non sono necessariamente la stessa cosa. Mantenere l’ora legale anche in inverno toglierebbe un’ora di luce in più al mattino, tanto che al solstizio d’inverno il sole sorgerebbe addirittura alle 9 sul Nord Italia, con inizio lavorativo o nelle scuole al buio. Ci sono i pro e i contro. Per il momento, dunque, nulla cambia

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