MeteoGiornale Production

Mediterraneo rovente, superati i 30°C: cosa può succedere adesso e in Autunno

Temperature mai così alte e potrebbero salire ulteriormente in questi giorni che precedono Ferragosto

Dobbiamo per forza di cose trattare l’argomento, perché le ripercussioni in termini meteo-climatici potrebbero essere dirompenti. Stiamo parlando delle temperature delle acque superficiali del Mar Mediterraneo, temperature che stanno costantemente crescendo e che quest’anno stanno raggiungendo valori mai visti prima. Vi sarà sicuramente capitato di leggere approfondimenti in tal senso

Si parla di valori di circa 30 gradi in diverse zone del Mediterraneo. In realtà, tale soglia è già stata superata in alcune aree, come ad esempio nel sud della Sardegna. Si tratta di valori eccezionali, mai registrati in precedenza.

È il segno tangibile degli effetti incredibili della persistenza dell’anticiclone africano nell’ultimo mese e mezzo. Il dominio di tale struttura anticiclonica è stato ampiamente discusso, tuttavia spesso e volentieri ci si dimentica di quali devastanti impatti ha un diktat così perentorio.

Il Mediterraneo è un bacino chiuso. Come ben saprete, infatti, ha un solo sbocco importante sull’Oceano Atlantico, rappresentato dallo Stretto di Gibilterra. Ma cosa comporta tutto ciò? Semplice: che, rispetto ai grandi oceani, si riscalda molto più velocemente e il calore latente immagazzinato viene rilasciato, viceversa, molto lentamente.

È evidente che tale lentezza rappresenti un’enorme problematica in vista della prossima stagione autunnale, ma, se si osservano attentamente le varie emissioni dei modelli matematici, in realtà potrebbe rappresentare una spina nel fianco già a partire dalla prossima settimana.

I centri di calcolo internazionali confermano infatti un cambiamento importante della circolazione atmosferica. Al di là che si tratti di un cambiamento temporaneo o definitivo, l’eventuale intrusione di aria fresca nord-atlantica sui nostri mari potrebbe determinare fenomeni particolarmente violenti.

Il tema del peggioramento lo abbiamo già sviscerato in precedenti articoli e continueremo ad occuparcene nei prossimi giorni, perché meritevole di attenzione. Andrà ovviamente confermato, tuttavia il fatto che i modelli matematici lo stiano confermando ormai da alcuni giorni fa sì che le probabilità in tal senso siano molto elevate.

Dobbiamo pertanto prepararci ad un primo peggioramento che potrebbe mettere in crisi l’estate, peggioramento che potrebbe avvalersi di un vortice ciclonico secondario scaturente proprio dall’enorme gradiente termico generato dall’aria fresca in scorrimento su un mare letteralmente rovente.

A preoccupare maggiormente, lo ripetiamo, è comunque la prossima stagione autunnale, che a questo punto potrebbe rivelarsi piuttosto turbolenta. Vero è che El Niño potrebbe confermarci la presenza dell’anticiclone africano per lunghi periodi in settembre, ottobre e novembre, ma, se così fosse, tale presenza non farebbe altro che acuire ulteriormente il problema del calore in eccesso.

Le prime proiezioni stagionali, ovviamente da prendere con le pinze data l’ampia distanza che ancora ci separa dal cuore della stagione autunnale, parlano proprio di un trimestre piuttosto turbolento, caratterizzato da temperature superiori alle medie stagionali e da fasi di maltempo particolarmente cattive.

Il fatto che il Mediterraneo sia così caldo ci esporrà evidentemente alla genesi di pericolosi cicloni mediterranei, figure che purtroppo abbiamo imparato a conoscere in epoca recente.

Certo, non è detto che si creino le condizioni ideali per il loro sviluppo, ma, date le condizioni termiche che stiamo descrivendo, le probabilità saranno molto alte. Non è ancora il momento di fasciarsi la testa, tuttavia dobbiamo per forza di cose evidenziare una situazione termica a dir poco eccezionale, e non soltanto per le temperature raggiunte dall’atmosfera, ma anche e soprattutto per quelle che si stanno registrando sui nostri mari.

Temperature che difficilmente vengono raggiunte persino nei mari tropicali, motivo per cui l’estate 2026 verrà ricordata a lungo anche per l’eccezionale riscaldamento del Mar Mediterraneo.

TAG: