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Giovedì 20 e Venerdì 21: centinaia di temporali e crollo termico al Nord

Dopo settimane di caldo e siccità, l'arrivo di correnti atlantiche porterà piogge e temporali soprattutto al Nord: eccoi dettagli utili

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Giovedì 20 e venerdì 21 saranno due giornate piuttosto delicate dal punto di vista meteo. Dopo tantissimi giorni caratterizzati dalla presenza dell’anticiclone e da temperature elevate, correnti sud-occidentali di matrice atlantica inizieranno a interessare la Penisola. Potranno così portare aria più umida e instabile, soprattutto nelle regioni settentrionali. È la prima vera e propria perturbazione organizzata in arrivo dopo tanto tempo, ma attenzione: non tutta l’Italia sarà coinvolta, perché il cuore del maltempo riguarderà il Nord e parte del Centro, con fenomeni potenzialmente molto forti tra Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria e Toscana.

Un cambio di circolazione

A livello barico, il promontorio anticiclonico subtropicale continuerà a mantenere una posizione solida sul Mediterraneo meridionale, ma stavolta le correnti umide sud-occidentali riusciranno ad avere, almeno in parte, la meglio. Come sempre accade in questi casi, le condizioni di maltempo più intenso saranno favorite lungo l’arco alpino e prealpino, dove l’orografia contribuirà alla risalita delle masse d’aria umida, così come sul Levante Ligure, molto esposto a questo tipo di correnti. Lombardia e aree limitrofe potrebbero quindi essere interessate da nubifragi localizzati, grandinate e forti raffiche di vento, fenomeni ovviamente non prevedibili con largo anticipo, ma sicuramente plausibili.

Nord nel mirino, coinvolto anche il Centro

Il Nord Italia sarà la zona maggiormente esposta alla fase instabile. Le precipitazioni potranno assumere carattere diffuso e temporalesco, con gli accumuli più importanti attesi tra l’alto Piemonte, la Lombardia – in particolare la zona dei laghi – e il Triveneto. Anche Liguria e Toscana potrebbero essere coinvolte, soprattutto in caso di temporali marittimi sviluppatisi sul Tirreno e successivamente diretti verso le coste e le aree interne.

È vero che gran parte saranno fenomeni irregolari, ma è anche vero che finalmente l’estensione di questo fronte permetterà una vera e propria boccata d’ossigeno sul fronte della siccità. Chiariamo subito il concetto: non sarà certo la soluzione al problema, ma di sicuro per un bel po’ la situazione non peggiorerà.

Al di fuori della Toscana, l’instabilità dovrebbe risultare più marginale sul resto del Centro. Non sono comunque esclusi annuvolamenti irregolari e qualche rovescio, soprattutto tra Umbria e Marche, con fenomeni più isolati tra Lazio e Abruzzo. Altrove, invece, il nulla più totale.

Tanta pioggia nelle aree a nord del Po e su Levante Ligure/Alta Toscana.

Temperature in calo al Nord, estate piena al Sud

Uno degli effetti più evidenti del passaggio perturbato sarà il deciso calo delle temperature, soprattutto nei valori massimi, sulle aree settentrionali. Tra giovedì e venerdì nessuna località supererà i 30°C in Valle Padana, e in alcune zone i valori potrebbero fermarsi anche intorno ai 23-24°C in pieno giorno.

Situazione completamente diversa al Sud, dove l’anticiclone continuerà a garantire condizioni pienamente estive, con cieli in prevalenza sereni e temperature che potranno raggiungere i 35-37°C tra Sicilia, Puglia e Calabria. Un’Italia a due velocità, tipica di questo genere di flussi.

Piogge molto forti anche nel lungo periodo sulle Alpi, pochissimo al Centro-Sud, con caldo a ripetizione
Piogge molto forti anche nel lungo periodo sulle Alpi, pochissimo al Centro-Sud, con caldo a ripetizione

Fine definitiva del caldo per il Nord?

Per quanto riguarda il caldo estremo, pare proprio di sì. È la prima volta che si apre una crepa così profonda nell’anticiclone, e difatti l’atmosfera resterà dinamica e potrebbe favorire nuovi impulsi perturbati nel corso dell’ultima settimana di agosto. L’estate non è comunque ancora arrivata al capolinea, ma mostra (permettetemi di dirlo, finalmente!) i primi segnali di una certa vulnerabilità meteo. Il confronto tra gli anticicloni subtropicali e le perturbazioni atlantiche potrebbe rappresentare il primo vero spartiacque tra l’ondata di calore estrema dei mesi passati e le prime piogge autunnali dei mesi a venire.

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