Tanti temporali in 6 Regioni tra Giovedì 20 e Venerdì 21 secondo il modello ECMWF
Il modello meteo europeo ECMWF conferma l'arrivo di una saccatura atlantica capace di portare rovesci intensi soprattutto sulle regioni settentrionali, dopo settimane di caldo e siccità; per il Sud invece non cambierà nulla
Secondo le ultime elaborazioni del modello europeo ECMWF, con l’ingresso di una saccatura atlantica capace di portare piogge anche abbondanti, soprattutto sulle regioni settentrionali, dovrebbe concludersi, almeno per queste aree, la lunga fase stabile e senza precipitazioni di rilievo che ormai da fine luglio interessa la zona in questione.
Cosa succederà
A livello europeo avremo un’enorme saccatura, la quale però incontrerà una notevole resistenza da parte dell’anticiclone e riuscirà a spingersi solo parzialmente verso sud, coinvolgendo di fatto soltanto il settentrione. Le precipitazioni più organizzate interesseranno soprattutto il Nord Italia e l’alta Toscana, mentre sul resto delle regioni centrali prevarrà una nuvolosità pressoché sterile, accompagnata soltanto da qualche isolato piovasco. Addirittura al meridione potrebbe fare persino più caldo, a causa dei venti libecciali e del richiamo scirocco, che potrebbe far impennare le temperature.
Per un quadro più ampio della fase di transizione in atto, meteogiornale.it ne aveva già parlato nei giorni scorsi, quando erano emersi i primi segnali di cedimento del promontorio africano.
Piogge molto forti
Le precipitazioni al Nord potrebbero assumere carattere temporalesco di una certa intensità, con accumuli elevati tra Levante Ligure, Alta Toscana, Lombardia, Trentino-Alto Adige, alto Veneto e Friuli Venezia Giulia non sono infatti esclusi quantitativi persino superiori ai 100 mm sulle 48 ore. Si tratterebbe di una fase importante, soprattutto dopo un periodo caratterizzato da condizioni quasi sempre stabili, eccessivamente calde e poco favorevoli alle precipitazioni diffuse.
Ma c’è un problema
La configurazione meteo prevista per giovedì e, in particolare, per venerdì mostra però quanto sia ancora difficile per la saccatura oltrepassare in maniera decisa l’arco alpino. L’anticiclone, infatti, è ancora molto forte, e questo è soltanto il primo tentativo di scacciarlo, dopo un’egemonia pressoché totale durata oltre tre settimane, come più volte raccontato in questi giorni.
Le incognite dei prossimi giorni
Ancora più incerta appare l’evoluzione per i giorni successivi. Secondo lo scenario attualmente più favorevole al cambiamento, il braccio di ferro tra alta pressione e correnti perturbate potrebbe proseguire fino a lunedì 24 agosto. Cresce però parecchio l’incertezza anche tra i vari modelli meteo: alcune uscite modellistiche, come quelle del GFS, considerano ancora poco probabile un ingresso così netto delle correnti perturbate già il 21 agosto, limitando il peggioramento principalmente alle Alpi. Di conseguenza, il maltempo dovrebbe restare confinato al Nord, senza riuscire a penetrare nelle altre regioni, uno scenario approfondito anche in questo aggiornamento sulla svolta di fine agosto.
Due considerazioni finali
La prima è che si tratta di una primissima manovra tipica di questo periodo dell’anno. Dopo un’egemonia assoluta del promontorio africano, arriva una saccatura che riesce a penetrare almeno in parte alle medie latitudini. Trovando però molta resistenza da parte dell’anticiclone, non riuscirà a determinare un affondo deciso di bassa pressione sulle nostre regioni: come accade in questi casi, soltanto le aree a Nord del Po dovrebbero ricevere una quantità significativa di pioggia, come già emerso dalle prime analisi dei modelli.
La seconda è un fattore tecnico. Una persistenza dell’alta pressione significherebbe infatti prolungare una situazione di carenza di precipitazioni, mentre i temporali isolati, per quanto localmente di forte intensità, non risolvono affatto il problema idrico. Ecco perché invitiamo i lettori a non pensare che stia già arrivando l’autunno: le condizioni meteo in arrivo saranno semplicemente essenziali per far respirare, almeno un po’, l’area alpina. Per il resto d’Italia servirà ancora tempo.
Credit:
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
- NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
- Met Office
