Sarà un vero e proprio cambiamento del pattern meteo? La domanda è ovviamente lecita, perché siamo tutto sommato piuttosto stanchi di questo caldo perennemente presente. È ancora presto per parlare di una svolta definitiva e il condizionale resta d’obbligo, poiché non tutti i modelli concordano: noi, però, ci concentriamo su quello europeo. Le ultime simulazioni di ECMWF sono piuttosto incoraggianti e indicano una progressiva attenuazione dell’ondata di calore sulla nostra Penisola già nel corso della prossima settimana. Andiamo per gradi e scopriamo tutto.
Prima però c’è molto caldo
La buona notizia è che prima o poi ci sarà una fine, la cattiva notizia è che per adesso dobbiamo ancora fare i conti con il caldo. Se la tendenza europea dovesse essere confermata, l’Italia potrebbe finalmente lasciarsi alle spalle una fase meteo particolarmente pesante, che nelle ultime settimane ha messo a dura prova non solo la popolazione, ma anche gli ecosistemi. Non dimentichiamoci di loro: le temperature eccezionalmente elevate, unite alla persistente assenza di precipitazioni su molte aree del Paese, hanno infatti accentuato le condizioni di stress per la vegetazione, la fauna e le risorse idriche. È vero che noi possiamo rintanarci in un luogo fresco, ma la flora e la fauna non possono farlo.
Come detto, prima di assistere a questo possibile cambio di scenario dovremo fare i conti con un altro intenso episodio di caldo africano. Il prossimo fine settimana si preannuncia infatti tra i più torridi dell’estate, con valori massimi destinati a superare diffusamente i 40°C sulle Isole Maggiori e in diverse zone del Centro-Sud. Siamo già andati vicini ai record di caldo assoluto per quanto riguarda la Sardegna e, nelle prossime giornate, toccherà ad altre zone del Sud, compresa la Sicilia.
Ma ecco la fase migliore
Un flusso di aria artica riuscirà a sfondare sull’Europa orientale, portandosi dritto sui Balcani. Chiariamo subito che l’Italia non verrà presa in pieno, ma intanto le temperature cominceranno a scendere, portandosi anche sotto media a partire da mercoledì 22. Bisognerà quindi ancora aspettare, ma è una tendenza incoraggiante, perché anche nei giorni successivi i valori sarebbero ovunque prossimi alle medie tipiche del periodo, mentre sulle estreme regioni meridionali e lungo il settore ionico i valori potrebbero risultare persino leggermente inferiori alla norma.
Il nucleo principale dell’aria più calda resterebbe invece confinato tra la Penisola Iberica e parte dell’Europa occidentale, senza interessare direttamente il nostro Paese come accaduto nelle ultime settimane. Si tratterebbe di un cambiamento importante, anche se, come detto, non sarà né la fine dell’estate né la fine delle possibilità di avere anticicloni africani sulla testa: basterebbe infatti lo spostamento di qualche centinaio di chilometri per tornare punto e a capo, come già emerso in altre analisi sui possibili rischi residui.

E per fine luglio
Guardando ancora più avanti, verso la fine del mese, le simulazioni suggeriscono un’ulteriore evoluzione della circolazione atmosferica sull’Europa. Anche in questo caso, come raccontano gli ultimi aggiornamenti dei supercalcolatori, il modello europeo lascia intravedere l’ipotesi, stavolta più interessante, che il flusso oceanico possa finalmente scendere di latitudine.
Per quanto riguarda l’Italia, lo scenario più probabile vede il Nord e parte del Centro inseriti in un contesto termico sostanzialmente in linea con le medie stagionali, accompagnato da una maggiore probabilità di rovesci e temporali. Si tratterebbe di un clima più incerto e ballerino, con la possibilità di frequenti acquazzoni e valori mai troppo sopra i 30°C.

Le dovute cautele
Concludiamo con i soliti moniti: stiamo parlando di tendenze meteo a lungo termine, quindi soggette a variazioni anche sostanziali. Al momento, la cosa fondamentale è che i segnali di un graduale ridimensionamento del caldo estremo appaiono sempre più consistenti e lasciano intravedere il ritorno a condizioni termiche più simili alla norma, finalmente senza più questo caldo estremo.
Credit
- ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- Copernicus Climate Change Service (C3S)
- NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
