Mentre la Spagna boccheggia sotto ondate di calore sempre più frequenti, con oltre mille decessi in eccesso attribuiti alle alte temperature nel solo mese di giugno, il capoluogo catalano ha cominciato a distribuire braccialetti di monitoraggio termico ai propri lavoratori all’aperto. Un sistema di allarme precoce, insomma, pensato per chi non può semplicemente chiudersi in casa quando il termometro impazzisce. Orbene, tenete conto che Barcellona ha istituito delle vere aree di refrigerio, o di fresco, al chiuso, climatizzate a 26°C, e non come in Italia che spingono gli anziani a recarsi nei parchi dove la temperatura percepita è di 40°C. Ma si sa che in Italia, la conoscenza meteo è primitiva. Così come la prevenzione.
Come funziona il braccialetto salvavita
Il meccanismo è semplice, e forse proprio per questo efficace. Il dispositivo misura la temperatura corporea di chi lo indossa e, se rileva un rischio concreto per la salute, emette un suono e una vibrazione. A quel punto scatta la regola ferrea: il lavoratore deve fermarsi. Punto e recarsi in uno spazio all’ombra e bere acqua, attendere che la situazione di salute lo consenta per riprendere il lavoro o andare a casa.
La città ha distribuito circa 1.400 braccialetti al personale che opera all’aperto, dagli addetti alla pulizia delle strade alle squadre dell’illuminazione pubblica, passando per i giardinieri dei parchi e gli operatori della raccolta rifiuti. Categorie che durante il caldo estremo che sta martellando la Penisola Iberica rischiano davvero grosso.
L’iniziativa rientra in un piano più ampio di adattamento a un cambiamento climatico definito “sempre più aggressivo” da Pep Llimona, coordinatore della prevenzione del servizio parchi e giardini della città, oltre che come detto, spazi al chiuso climatizzati sempre più diffusi.
Una tragedia che ha accelerato tutto
Dietro questa svolta c’è anche una ferita ancora aperta. Nel giugno dello scorso anno una donna di 51 anni morì dopo aver spazzato le strade del centro storico di Barcellona, in una giornata in cui le temperature avevano toccato i 30,4°C. Il Comune aprì un’indagine, e un portavoce ha precisato di recente che non sono emersi elementi che indichino il colpo di calore come causa del decesso. Quei colpi di calore che i negazionisti sul clima continuano a definire fantasie.
Llimona ha spiegato che il progetto dei braccialetti era già in cantiere prima di quella morte della poveretta. “Ma l’evento tragico ha contribuito ad accelerare le cose. In effetti, negli ultimi anni diversi lavoratori di strada hanno perso la vita in varie zone della Spagna durante i picchi di calore, spingendo aziende e amministrazioni a rivedere orari e condizioni di lavoro. Ma questo non è sufficiente, perché non tutti siamo uguali nella percezione del calore e l’effetto sul nostro corpo. Orbene, l’Italia dovrebbe imparare molte inizitive dalla Spagna, come anche le varie città italiane che si vantano di aver fatto magie sulla prevenzione del caldo, ma onestamente son solo baggianate. Fintanto che il cambiamento climatico viene discusso dalla politica, si morirà sempre più.
Un giugno da record e un’altra fiammata alle porte
Il contesto, purtroppo, non concede tregua. Come gran parte dell’Europa, la Spagna ha vissuto settimane roventi, con l’agenzia meteorologica Aemet che ha certificato il secondo giugno più caldo mai registrato. E non è finita: il Paese si prepara a una seconda ondata di caldo in partenza dal fine settimana, e che ha già inondato di temperature superiori ai 40°C il sud e ovest della Spagna. Tutto mentre anche il Mediterraneo surriscaldato contribuisce ad amplificare il disagio termico su tutta la regione iberica, incrementando umidità e quindi sensazione termica, specie nelle coste. Gli ultimi aggiornamenti dei modelli matematici indicano peraltro un nuovo rinforzo dell’anticiclone proprio sul settore occidentale del continente, e presto anche la Francia patirà la nuova onda di calore, mentre per l’Italia al momento si discute su ipotesi.
A Barcellona, ben presto, il braccialetto sarà diffuso anche a tutte le categorie che lavorano all’aperto.