Siamo all’alba di un’ondata di calore eccezionale, con temperature che potrebbero sfiorare i 40-41°C in alcune zone della Pianura Padana proprio nel weekend del solstizio d’estate. Spieghiamo ai lettori la grave anomalia meteo climatica cui andremo incontro.
Siamo entrati nel caldo
Mercoledì 17 è stata la giornata che ha segnato l’inizio del caldo intenso sul nostro paese. L’espansione verso nord della Cella di Hadley, uno dei grandi meccanismi della circolazione atmosferica globale, sta favorendo la risalita di masse d’aria molto calde di origine subtropicale direttamente verso il Mediterraneo e il continente europeo. Non si tratta di una toccata e fuga: ne avremo davvero a lungo.
La particolare intensità e, soprattutto, la possibile durata di questa fase meteo bollente stanno richiamando l’attenzione degli esperti. Con temperature così elevate per più giorni consecutivi, potrebbero aumentare i rischi legati alla salute pubblica, in particolare per le fasce più vulnerabili della popolazione. Senza contare i seri problemi per l’agricoltura, gli animali, le risorse idriche e le infrastrutture.

L’apice della calura
Il momento più delicato dell’ondata di calore è previsto tra sabato 20 e lunedì 22. In questa fase la canicola potrebbe raggiungere livelli particolarmente severi su gran parte della Penisola, con una situazione di maggiore criticità sulla Pianura Padana. Proprio quest’area, per la sua conformazione geografica e per le condizioni favorevoli al ristagno dell’aria calda, potrebbe paradossalmente toccare le punte più alte.
Non che altrove non farà caldo: in buona parte dello stivale, nelle zone lontane dal mare, si supereranno i 35°C. Ma i valori vicini ai 40°C potrebbero essere raggiunti nella Bassa Padana, ovvero tra Vicenza, Padova, Rovigo, Ferrara e le province di Modena e Bologna.
Chiariamo subito il concetto: sebbene siano stime – che ci auguriamo siano in eccesso – si tratta comunque di valori davvero eccezionali. Oserei dire pericolosi per la salute umana. Non si tratta di una normale fase calda estiva. Qui si va ben oltre.

La situazione non è destinata a migliorare
Resta da verificare l’evoluzione nei prossimi aggiornamenti. Di solito non ci lasciamo andare a considerazioni soggettive, ma questa volta faremo una piccola eccezione. La speranza è che le successive elaborazioni possano ridimensionare – almeno in parte – sia l’intensità delle temperature sia la durata complessiva dell’ondata di caldo. Purtroppo, però, attualmente gli indicatori puntano in una sola direzione: sole e caldo estremo per almeno sette giorni, forse dieci o più.
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Credit:
- ECMWF – Copernicus: experts monitor early summer European heatwave
- WMO – Extreme heat impacts millions of people
- WMO – Extreme heat: heatwave risk governance (aggiornamento giugno 2026)
- WHO/WMO – Guidance on heat-health warning systems
- Carbon Brief – Europe’s exceptional heatwave, giugno 2026