
- Non ci sono più le stagioni di una volta: dal caldo record ai nubifragi, ecco cosa sta cambiando e cosa ci aspetta in questo scorcio di giugno 2026
- Quando le stagioni erano davvero stagioni
- I proverbi di una volta
- Dai temporali di calore ai disastri dei giorni nostri
- Il caldo record di fine Maggio e come si misura la temperatura
- Verso metà Giugno torna l’aria fresca oceanica
- Poi la nuova ondata di caldo dal Nord Africa
- Nubifragi e bombe d’acqua: fenomeni non più normali
- Non ci sono più le stagioni di una volta
Non ci sono più le stagioni di una volta: dal caldo record ai nubifragi, ecco cosa sta cambiando e cosa ci aspetta in questo scorcio di giugno 2026
Quando le stagioni erano davvero stagioni
Ieri, mentre parlavo con una mia cugina a cui voglio un gran bene, lei mi raccontava che da giovane aveva una vera passione per l’arrivo della primavera. La primavera era una bella stagione, quella che veniva dopo l’inverno e i suoi abiti pesanti, e ti regalava tante giornate di sole e di bel tempo. A quei tempi, in fondo, non si guardavano le previsioni del tempo: non c’erano le app, non c’erano gli smartphone, eppure più o meno sapevi che il giorno successivo il tempo sarebbe rimasto abbastanza buono, così potevi organizzare la tua giornata e il tuo pomeriggio. Magari sì, ogni tanto veniva giù un temporale, uno scroscio di pioggia. Tutto questo, ovviamente, cambia a seconda della vostra zona geografica.
I proverbi di una volta
Aprile era un mese tutto sommato buono, ormai privo di quelle caratteristiche che ricordavano l’inverno. E poi Maggio: Maggio esplodeva, si dava le arie di essere quasi un mese estivo. C’era però un detto che recitava “Maggio adagio adagio”, cioè scopriti pian piano, perché il tempo poteva cambiare anche allora. E poi Giugno: per Giugno c’è un proverbio che dice “tutto d’un pugno”, nel senso che il cambiamento del tempo non ci sarebbe stato, potevi vestirti in piena estate e programmare le tue giornate, perché il cielo sarebbe rimasto spesso soleggiato.
Esistono poi, naturalmente, delle differenze geografiche. L’ho detto prima: al Nord Italia, nei mesi di Giugno, Luglio e anche Agosto, si verificano dei temporali, quindi acquazzoni e situazioni di maltempo.

Dai temporali di calore ai disastri dei giorni nostri
Tuttavia, anche i temporali di un tempo erano i cosiddetti temporali di calore: acquazzoni e fenomeni meteorologici tutto sommato importanti a volte, ma alla fine raramente si parlava dei disastri che capitano invece ai giorni nostri. Oggi, ogni qualvolta c’è un peggioramento del tempo, si parla di disastro: di nubifragi, di danni, di alberi abbattuti, di abitazioni rimaste senza tetto perché portato via dal vento, di danni da grandine.
In realtà questi fenomeni atmosferici ci sono sempre stati, ma non così condensati in tempi brevi: oggi ogni temporale è praticamente accompagnato da un fenomeno meteo estremo, da rovesci di forte intensità che preoccupano. Perché se sai che è in arrivo un temporale, ad esempio grazie all’allerta meteo della Protezione Civile o dell’ente preposto che avvisa del rischio di forti temporali, hai un margine di reazione. Ma il temporale al 100% è difficilmente prevedibile: solo in alcuni casi possiamo dare la certezza che colpirà una determinata località.
Il caldo record di fine Maggio e come si misura la temperatura
Ora ci troviamo, come dicevo, in Giugno, il mese dedicato alla stagione estiva, quello del “tutto d’un pugno”: possiamo svestirci e indossare tranquillamente un abbigliamento da piena estate. Eppure c’è il rovescio della medaglia. Alla fine di Maggio del 2026 abbiamo avuto una fortissima ondata di calore, soprattutto sulle regioni del Nord Italia, dove sono state battute anche temperature da record. E se parliamo di temperature record significa che non erano mai state registrate prima dai termometri, però a norma: non quel termometro che si trova davanti a una farmacia, a un supermercato o a un distributore di carburante, ma un termometro collocato in una stazione meteo secondo le normative WMO.
La temperatura non si misura con l’automobile: il valore che vi indica il quadrante dell’auto è spesso poco affidabile. Alcune vetture sono state comunque progettate con un’ottima protezione del sensore e misurano un dato abbastanza attendibile, ma, come dicevo prima, le temperature corrette si rilevano presso stazioni meteorologiche curate per essere affidabili.
Verso metà Giugno torna l’aria fresca oceanica
Stagioni che cambiano. Siamo in questo mese di Giugno ed ecco che improvvisamente leggiamo di un cambiamento meteorologico che potrebbe manifestarsi intorno al 10-14 Giugno, insomma verso metà mese, portandoci aria fresca oceanica con tanti temporali e un abbassamento della temperatura, con valori anche sotto la norma. Questo andrebbe a disturbare le aree coinvolte.
I modelli matematici indicano già quali potrebbero essere le più interessate: ve lo dico subito, quelle adriatiche e le regioni settentrionali, con un brusco calo termico e valori anche sensibilmente sotto la media, persino di 7-8°C. Insomma, farebbe parecchio fresco: si passerebbe da un abbigliamento da piena estate a qualcosa che ci protegga dal fresco e da un clima estremamente piovoso o temporalesco. Anche perché con questi fenomeni atmosferici si creano forti contrasti termici e, come dicevo prima, si scatenano episodi di violenza esagerata, capaci di provocare danni importanti.
Poi la nuova ondata di caldo dal Nord Africa
Sempre gli stessi modelli matematici, però, sono concordi nel prospettare poi una nuova ondata di calore di matrice nordafricana. Anche questo aspetto va però misurato meglio e spiegato nel dettaglio. Sì, si tratta di alta pressione di origine nordafricana, ma una volta giunta sul continente europeo presenta valori di pressione atmosferica in quota molto elevati, che tendono a comprimere l’aria: l’aria si surriscalda e si registrano così temperature altissime, a quel punto anche fino a 10°C sopra la media, soprattutto sull’Europa centrale. In questo caso, secondo le ultime elaborazioni, in Italia avremmo anomalie di almeno 5°C.
Queste situazioni, ad esempio, non derivano tanto dal fatto che arrivi un flusso d’aria africana, quanto piuttosto da una dinamica molto particolare in cui l’aria viene schiacciata e si riscalda. Sono anticicloni denominati anche heat dome, cioè alte pressioni che comprimono l’aria nei bassi strati, facendola scaldare sensibilmente. Finiremmo quindi, verso il 18-20 del mese di Giugno, con una nuova fiammata di caldo che potrebbe portare valori sorprendentemente elevati. Non possiamo però dire che ci saranno dei record: ci troviamo ancora molto distanti come periodo di previsione.
Tutto questo ci offre anche altre informazioni. Parlando sempre dei modelli matematici, possiamo vedere se pioverà oppure no, e i modelli ci dicono che ci saranno precipitazioni soprattutto sulle regioni settentrionali italiane, in arrivo già nella settimana entrante con temporali nuovamente di forte intensità. E torneremo a parlare di nubifragi, di “bombe d’acqua”, come vengono definite da molti quotidiani.
Nubifragi e bombe d’acqua: fenomeni non più normali
A dire il vero non capisco questa avversità della meteorologia italiana verso l’espressione “bomba d’acqua“, perché quando parliamo delle precipitazioni viste in questi giorni, come possiamo definirle? Sì, è un nubifragio: qui parliamo di un centinaio di millimetri di pioggia caduti in un’ora o un’ora e mezza, come è successo in un’area densamente abitata come il Nord milanese proprio l’altra notte, ma anche i nubifragi del 2 Giugno, che in alcune località hanno fatto registrare fino a 200 millimetri di pioggia.
Ecco, questi sono davvero fenomeni meteo estremi. Ci siamo abituati a sentirli e a leggerli, e ci sembra che tutto questo sia normale: come dico io, non è assolutamente normale che si verifichino simili precipitazioni. Sono fenomeni meteorologici estremi che derivano dal cambiamento climatico.
Non ci sono più le stagioni di una volta
Insomma, per concludere: non ci sono più le stagioni di una volta. Mia cugina ha ragione nel dirlo. I suoi non sono i ricordi di una ragazzina che amava giocare all’aperto: sono ricordi reali, confermati dai numeri. Il clima di un tempo era diverso, tendenzialmente più stabile. Avevamo le stagioni che erano davvero stagioni: l’inverno era inverno, la primavera era primavera, l’estate era veramente estate e l’autunno era veramente autunno.
In questi ultimi anni abbiamo perso completamente le stagioni. L’inverno è quasi sparito ed è diventato qualcosa che somiglia a un autunno, ma più freddo. L’estate non è più la nostra estate, ma un’estate africana. La primavera è incerta, quasi senza patria. L’autunno è una propaggine della stagione estiva, con qualche somiglianza alla vecchia estate ma con la possibilità di avere delle piogge. Tutto è cambiato: non c’è più una stagione che abbia le sembianze di quelle degli anni ’60, ’70 e ’90, anni che molti di voi che mi leggete hanno vissuto.
Poi, so bene che esistono anche cambiamenti climatici ciclici, ma in questo caso la scienza ci spiega che il mutamento non è ciclico: è un cambiamento indotto dai gas serra, che stanno accelerando l’aumento della temperatura globale con una quantità impressionante di fenomeni atmosferici correlati.
Credit
- World Meteorological Organization (WMO) – eventi meteo estremi 2026
- Copernicus Climate Change Service (C3S) – clima europeo
- ECMWF – previsione delle temperature e delle ondate di calore
- NOAA Climate.gov – gas serra e temperatura globale