Sono sicuro di portarvi una buona notizia. Abbiamo finalmente una data per la fine di questo caldo estremo. Le condizioni meteo sullo scacchiere europeo dovrebbero cambiare radicalmente: i modelli ECMWF e GFS vedono, ormai senza più alcun dubbio, l’arrivo di perturbazioni atlantiche sempre più organizzate, alimentate da una saccatura in approfondimento tra il Regno Unito e la Scandinavia.
Ma andiamo per gradi
La fine di questa fase rovente, che ormai tutti stanno odiando, purtroppo non sarà immediata né priva di conseguenze. Il passaggio verso condizioni più normali avrà un grosso prezzo da pagare: il rischio di fenomeni meteo estremi. L’energia accumulata nei bassi strati dell’atmosfera a causa del caldo intenso potrà originare temporali di inaudita violenza, con grandinate, raffiche di vento e precipitazioni localmente intense.
Fortunatamente, permettetemi di dirlo, l’evoluzione verso il nuovo pattern meteo avverrà in modo graduale, altrimenti avremmo assistito a fenomeni ancora più estremi. C’è però da superare questo terrificante weekend, il più caldo dell’intera stagione e tra i più torridi della storia. I primi segnali di cambiamento saranno rappresentati soltanto da alcuni temporali di calore, fenomeni generalmente isolati e di breve durata, che potrebbero scoppiare tra Domenica pomeriggio e Lunedì sera, soprattutto sulle zone appenniniche e marginalmente su quelle alpine.
Ma ecco il cambiamento
Stavolta ci siamo. Una perturbazione di origine atlantica scorrerà verso la Francia e arriverà a toccare, anche solo marginalmente, l’Italia nella giornata di Martedì. Sarà questo il primo vero passaggio in grado di provocare una fase temporalesca decisamente più organizzata, anche se in una prima fase sarà appannaggio esclusivo del Nord.
Le aree maggiormente coinvolte saranno inizialmente le Alpi e le Prealpi, dove sono attesi temporali di forte intensità, accompagnati da grandinate di medie dimensioni. In alcuni casi i fenomeni potranno estendersi alla Pianura Padana, soprattutto nelle aree a nord del fiume Po. Il passaggio perturbato potrebbe inoltre determinare un primo calo delle temperature massime, anche se il caldo rimarrà ancora al di sopra delle medie tipiche di riferimento.
Il possibile vero cambio di passo potrebbe arrivare nella giornata di Mercoledì, con un importante passaggio di consegne dalla fornace africana all’anticiclone delle Azzorre. Lo scenario più interessante prevede un’espansione di quest’ultimo verso l’Atlantico centro-settentrionale, una configurazione che potrebbe favorire la discesa verso l’Italia di correnti più fresche e nettamente meno afose.
Se questa ipotesi venisse confermata, un impulso perturbato potrebbe attraversare le aree settentrionali del paese, con la concreta possibilità di temporali violenti.

Fine delle sofferenze?
A ogni modo, possiamo dire con ragionevole sicurezza che il progressivo transito delle perturbazioni atlantiche sull’Europa centrale dovrebbe costringere l’anticiclone africano a spostarsi verso latitudini più basse, liberando finalmente il nostro paese. Le regioni centro-settentrionali potrebbero quindi andare incontro a una fase di maggiore normalità climatica, con il caldo relegato solamente all’estremo Sud.
Per concludere, va detto che un’ondata di calore così estrema come quella che stiamo vivendo non potrà che generare un’enorme quantità di fenomeni estremi. Bisognerà prestare la massima attenzione alle allerte meteo della Protezione Civile della regione di riferimento, perché saranno giornate piuttosto delicate.

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Credit:
- ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- Copernicus Climate Change Service – ECMWF experts monitor early summer European heatwave
- Copernicus – Early and intense heatwave in May 2026
- Climate Impact Company – Major Drought for Europe During Summer 2026
- TIME Magazine – What to Know About Europe’s Deadly Heatwave
