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Stop all’ondata di CALDO record: giù le temperature a suon di temporali

Al via una settimana decisamente meno calda e molto più temporalesca

Ivan Gaddari di Ivan Gaddari
02 Giu 2026 - 13:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Esordio dell’Estate meteorologica, esordio ufficiale della bella stagione. Eppure il bel tempo, quello dai connotati prettamente estivo, è già cominciato. E’ iniziato i giorni scorsi, diciamo grosso modo una settimana fa allorquando le condizioni meteo climatiche si orientarono decisamente sulle frequenze anticicloniche

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Il solito Anticiclone Subtropicale, responsabile di un rialzo termico esagerato ma a dispetto di quanto accade solitamente stavolta sono state le regioni del Nord a far parlare di sé. Non che altrove non abbia fatto caldo, sia chiaro, ma come detto generalmente assistiamo a un consolidamento dell’Alta Pressione al Sud e tra le due Isole Maggiori. Non la scorsa settimana, allorquando la parte più attiva della struttura risultava posizionata sull’Europa centro occidentale penalizzando maggiormente il Settentrione.

 

Si è trattato di un’ondata di caldo eccezionale, laddove per eccezionale intendiamo temperature che raramente s’erano viste in questo periodo. Al di là che l’Estate fosse ormai alle porte, ma c’è da considerare che eravamo a tutti gli effetti in Primavera. Parte conclusiva o meno poco importa, quel che conta è il risultato termico ed è questo l’aspetto che preoccupa maggiormente.

 

Ora però qualcosa sta cambiando e il cambiamento è ampiamente confermato anche dalle ultimissime interpolazioni modellistiche. Va detto che negli ultimi giorni abbiamo assistito a non pochi cambiamenti d’umore ed è normale che sia così, d’altronde inquadrare al meglio un’evoluzione sinottica di questo tipo non era affatto semplice.

 

Inizialmente veniva proposto un affondo depressionario nord atlantico ben più marcato, capace di gettarsi a capofitto sul Mediterraneo centrale provocando un vero e proprio peggioramento. Nelle ultime ore è stato dato maggior peso alla tenuta anticiclonica, ragion per cui non dobbiamo stupirci del fatto che tale affondo stia registrando non poche difficoltà nel realizzare il progetto iniziale.

 

Ed ecco quindi che dobbiamo soffermarci su quel che sta accadendo e che con ogni probabilità accadrà nei prossimi 2-3 giorni, allorquando verrà decretata ufficialmente la fine del caldo record e allorquando almeno un paio di fronti instabili transiteranno sul Nord Italia. Sì, proprio così, le regioni maggiormente a rischio saranno quelle settentrionali.

 

Si prospettano condizioni di marcata instabilità atmosferica o addirittura di vero e proprio maltempo. Le precipitazioni, carte alla mano, oltre che diffuse potrebbero risultare particolarmente violente. Ragion per cui andranno messi in conto temporali a carattere di nubifragio, o veri e proprio fortunali capaci di scaricare al suolo non soltanto ingenti quantità d’acqua ma anche furiose grandinate. Non mancherà occasione per potenti colpi di vento.

 

L’instabilità dovrebbero essere in grado di propagarsi verso il Centro Italia, specialmente nelle aree interne circostanti i rilievi. Anche in questo caso potrebbero verificarsi fenomeni di un certo spessore. Infine Sud e due Isole Maggiori, dove invece la fenomenologia dovrebbe risultare più sporadica o persino assente.

 

Ciò che più conta, comunque, è che il gran caldo sta tirando il fiato. Ovvio, laddove vi saranno fenomeni più che diminuzione delle temperature si potrà parlare di un vero e proprio tracollo. Diciamo tuttavia che la contrazione termica sarà generalizzata e che si tornerà verso temperature più consone al periodo.

 

A questo punto è lecito domandarsi: sarà una tregua temporanea? O durerà più a lungo? La risposta non è affatto semplice, diciamo che da qui al 10 Giugno s’intravedono scenari meteo climatici contrastanti: da un lato c’è già chi ipotizza un’altra accelerazione dell’Anticiclone Africano, dall’altro lato chi al contrario dà più peso alla circolazione atlantica. Con quest’ultima che a quanto pare dovrebbe comunque continuare ad affluire con convinzione sull’Europa occidentale e che pertanto potrebbe rappresentare una vera e propria spina nel fianco nel tentativo di ripresa dell’Alta Pressione.

 

Non resta che attendere ancora qualche giorno, il tempo necessario affinché anche e soprattutto gli autorevoli centri di calcolo internazionali siano in grado di schiarirsi le idee. (METEOGIORNALE.IT)

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Ivan Gaddari

Ivan Gaddari

La laurea in discipline ambientali conseguita nel 2003 col massimo dei voti mi ha consentito di approfondire la materia meteorologica e i concetti più rilevanti di fisica dell'atmosfera. Dal 2004 collaboratore del Meteo Giornale, collaborazione che mi ha consentito di approfondire ulteriormente la materia meteorologica e agrometeorologica. Tutt'oggi editore del Meteo Giornale.

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