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      Home » Calore africano estremo verso Italia. Valutazione sulla durata
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      Calore africano estremo verso Italia. Valutazione sulla durata

      Un'intensa ondata di calore a matrice nordafricana punta verso l'Italia: temperature destinate a sfiorare i 40°C, con punte estreme in arrivo già nella prossima settimana. Quanto durerà?

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 16/06/2026
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      8 Min Lettura
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      Contents
      • Ondata di calore africana in arrivo: l’Italia vedrà picchi di temperature anche di oltre i 40°C in alcune località.
      • La fascia tropicale sempre più a nord
      • Caldo verso la Penisola Iberica, la Francia e le Isole Britanniche
      • I paesi a nord delle Alpi i più esposti alle anomalie
      • Un’ondata di calore prolungata nel tempo
      • Temporali sparsi sui rilievi, temperature anche sino e oltre i 40°C

      Ondata di calore africana in arrivo: l’Italia vedrà picchi di temperature anche di oltre i 40°C in alcune località.

      La fascia tropicale sempre più a nord

      La fascia tropicale, quella che un tempo si collocava più a sud, sembra essersi spostata – soprattutto nella stagione estiva – decisamente più a nord, ed è ciò che sta causando il trend che vede il sensibile aumento delle temperature estive. Nel 2025 le ondate di calore si erano già palesate nella primissima parte di giugno ed erano state parecchio intense; quest’anno abbiamo invece avuto un picco massimo di ondata di calore a fine maggio, con valori che hanno toccato anche temperature da record. Ora ci stiamo accingendo verso una fortissima ondata di calore a matrice nordafricana. Ovviamente ci sarà qualcuno che sosterrà che non sarà nordafricana o che presenta altre caratteristiche, ma vi assicuro che questa alta pressione, che si manifesta soprattutto in quota a matrice subtropicale, per quanto riguarda la nostra latitudine proviene dal Nord Africa.

       

      Caldo verso la Penisola Iberica, la Francia e le Isole Britanniche

      Queste ondate di calore si espandono con particolare acutezza verso la Penisola Iberica e la Francia, toccando anche il sud delle Isole Britanniche. L’Italia molto spesso ne viene lambita, ma ne paga comunque seriamente le conseguenze: si consideri che il nostro Paese si trova più a sud, ad esempio, della Francia, eppure oltralpe si registrano temperature persino superiori a quelle del Nord Italia. La Francia, dunque, è particolarmente colpita, e Météo-France è molto attento alle ondate di calore, tanto da emettere avvisi meteorologici di una certa rilevanza; lo stesso vale per il servizio meteorologico portoghese e per quello spagnolo. Anche il Met Office, cioè il servizio meteorologico britannico, segue con grande attenzione le ondate di caldo africano; del resto ormai lo fanno tutti i servizi meteorologici, che si stanno organizzando per fronteggiare la furia di questi episodi.

      In alcuni comuni, come ad esempio Milano, sono stati diffusi tramite newsletter e comunicati stampa degli avvisi sui cosiddetti punti freschi in città. È chiaro che un punto fresco all’ombra di un parco resta solo relativamente fresco se, durante il pomeriggio, la temperatura supera i 35°C, magari con un alto tasso di umidità: in queste circostanze, soprattutto per chi soffre di alcune patologie, è utile rifugiarsi in un ambiente possibilmente climatizzato. Ma siccome non vendiamo climatizzatori, ci limitiamo a far presente che queste temperature sono ormai fuori scala: non sono valori che dovremmo registrare, eppure sono diventati la consuetudine di ogni stagione estiva.

       

      I paesi a nord delle Alpi i più esposti alle anomalie

      Come dicevo, questo caldo si espanderà verso la Penisola Iberica e la Francia, per poi risultare particolarmente violento anche sull’Europa centrale e intenso pure in Italia; qui, però, parliamo di anomalie. A questo punto saranno i paesi a nord delle Alpi a patire le conseguenze peggio che in Italia, almeno per quanto riguarda le differenze di temperatura rispetto alla media. Quelle aree, infatti, in passato erano mediamente interessate da correnti oceaniche e quindi godevano di stagioni estive decisamente miti, rinfrescate da precipitazioni ricorrenti e da una nuvolosità spesso passeggera che, come ho detto, lasciava cadere un po’ di pioggia. Là le temperature non si soffermavano molto sopra i 20°C, toccando in alcune giornate i 25°C, e di certo non i 35°C che invece adesso raggiungeranno.

      Questi paesi, dunque, non sono organizzati come ormai lo siamo noi in Italia nell’affrontare le ondate di calore: da noi fanno parte della consuetudine e finalmente anche le istituzioni stanno emettendo avvisi e norme ben precise, anche per quanto riguarda il lavoro all’esterno durante le ore più calde. Devo dire, tuttavia, che ciò non viene rispettato da buona parte dei datori di lavoro: servirebbero normative ben più severe, con pene non soltanto pecuniarie. Ma questo è un aspetto che spetta ovviamente a chi emana le leggi.

       

      Un’ondata di calore prolungata nel tempo

      L’ondata di calore, al momento, non sembra intravedere una conclusione: per quasi tutto il periodo previsionale, sia del modello matematico europeo ECMWF sia di quello americano, stiamo osservando il persistere del caldo, pur attraverso variazioni e oscillazioni di temperatura. C’è da dire, però, che verso il 20-25 giugno potrebbe verificarsi qualche cambiamento nel settore orientale, verso i Balcani, con nuove sfuriate temporalesche forse nell’estremo nord-est d’Italia, forse addirittura verso la Puglia: si tratta, comunque, di un evento meteo tutto da confermare.

      Per ora parliamo soprattutto di caldo, anche se valutiamo pure la possibilità di qualche precipitazione, che però all’apparenza non sembra molto convinta. Il modello matematico europeo vede soprattutto dell’instabilità atmosferica: che cos’è, in sostanza, l’instabilità atmosferica? Sono condizioni che comportano una degenerazione dell’alta pressione e che favoriscono lo sviluppo di nubi temporalesche, le quali danno poi origine a precipitazioni a carattere di rovescio. Il temporale è un fenomeno atmosferico che porta un refrigerio temporaneo, ma poi si torna alla fase calda: le precipitazioni sostanzialmente cessano e il sole torna a farsi insistente.

       

      Temporali sparsi sui rilievi, temperature anche sino e oltre i 40°C

      Le precipitazioni saranno probabili soprattutto su tutte le aree montane – parliamo delle Alpi, degli Appennini, dei monti della Sardegna e della Sicilia – e quindi ci saranno alcune zone che vedranno dei temporali, comunque a carattere sparso. Non c’è alcuna perturbazione in arrivo o in transito: c’è solamente l’alta pressione subtropicale, con la subsidenza dell’aria verso i bassi strati, che si traduce in una compressione dell’aria e quindi in un incremento della temperatura. Lo dimostrano anche le previsioni meteo automatiche che, pur proponendo stime di temperatura, restituiscono valori piuttosto imponenti: vediamo infatti temperature che, sulle regioni del Nord Italia, superano la soglia dei 35°C, avvicinandosi quasi ai 40°C.

      Devo dire che ormai registriamo questi valori praticamente ogni anno e che, quindi, potremmo realisticamente rivederli anche in questo 2026. Tra l’altro giugno è peraltro un mese che presenta estremi meteo piuttosto importanti, durante il quale possono verificarsi fenomeni imponenti. Le previsioni meteo, soprattutto per la prossima settimana, vedono un intensificarsi dell’alta pressione e temperature che possono essere molto elevate; non vi nascondo che ci sono proiezioni che indicano picchi superiori ai 40°C in parecchie località. Parliamo però di previsioni a lungo termine, che necessitano di essere confermate: per questo ci soffermiamo, per ora, su questa parte previsionale, in attesa di averne conferma.

       

       

      Credit

      • Météo-France – Canicule: une vague de chaleur s’installe cette semaine
      • Met Office – What is a heatwave?
      • Copernicus Climate Change Service – European summer 2025
      • World Meteorological Organization – European State of the Climate 2025
      • ECMWF / Copernicus – Monitoring the early summer European heatwave
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