Ma cosa รจ ilย Blocco a Omega?
Periodicamene il tempo sembra incantarsi, e si, ormai questo accade dโestate, dโinverno, primavera, autunno. Giorni e giorni di sole immobile in una zona, pioggia che non vuole saperne di smettere poco piรน in lร . Gli addetti ai lavori lo chiamano โBlocco a Omegaโ. ร una delle configurazioni piรน persistenti che lโatmosfera sappia mettere in opera, e basta uno sguardo a una mappa per capire da dove arrivi quel battesimo. E noi in Europa ne siamo vittima sempre piรน spesso, e pare che ne sia complice il cambiamento climatico. Direte: basta parlare di cambiamento climatico, il clima รจ sempre cambiato. Questo รจ verissimo, ma piรน volte abbiamo spiegato cosa si intende del cambiamento climatico dei giorni nostri.
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Una lettera greca disegnata sulle carte del tempo
Molti schemi meteorologici si guadagnano il nome semplicemente per come appaiono, e questo รจ il caso da manuale. Sulle carte in quota, la disposizione delle isoipse (le isoipse uniscono sulle mappe i punti di uguale altitudine) ricalca la sagoma della lettera greca ฮฉ: una gobba ampia al centro, due rientranze ai fianchi. Da quel profilo nasce lโetichetta ฮฉ.
Dietro il disegno, perรฒ, si nasconde una meccanica in fisica dellโatmosfera (lo studio dei fenomeni fisici che governano lโatmosfera terrestre) ben precisa. Un robusto promontorio di alta pressione si incunea tra due aree di bassa pressione, una collocata a ovest, lโaltra a est. Le due depressioni (basse pressioni) restano isolate dal flusso principale, tagliate fuori dalla corrente che normalmente le trascinerebbe via. Il risultato รจ una figura barica (sono chiamate alte e basse pressioni) che riesce a congelare il tempo su intere fette di continente, e non per qualche ora soltanto, ma anche settimane.
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Il Blocco a Omega innesca un ingorgo che paralizza la circolazione atmosferica
Alle medie latitudini (le nostre) il tempo si muove quasi sempre da ovest verso est, spinto dal getto polare (corrente dโaria veloce in alta quota che separa masse fredde e calde). Le perturbazioni sfilano in fila, una dietro lโaltra, come automobili in autostrada. Poi arriva il Blocco a Omega e succede lโimprevedibile: la corsia si ostruisce.
Funziona, in effetti, come un vero e proprio ingorgo atmosferico. Lโanticiclone centrale fa da tappo, le perturbazioni in arrivo sono costrette a deviare, a salire verso nord e poi a ridiscendere, aggirando lโostacolo. Niente si muove piรน come dovrebbe secondo la logica che ci aspetteremmo in una condizione atmosferica che definiamo normale. E le condizioni atmosferiche, quali che siano, finiscono per cristallizzarsi. Chi ha il sole continua ad averlo, chi ha la pioggia se la tiene. Una configurazione bloccante capace, nei casi piรน ostinati, di compromettere il meteo per giorni su mezza Europa.
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Sole da una parte, diluvio dallโaltra
Ed รจ proprio qui che la faccenda si fa interessante. Lo stesso fenomeno regala due meteo opposti, a poche centinaia di chilometri di distanza.
Sotto la cupola di alta pressione, lโaria scende verso il basso, si comprime e si scalda. Cieli tersi, sole pieno, temperature sopra la media stagionale. Nelle stagioni calde questa subsidenza puรฒ alimentare vere e proprie cupole di calore, con ondate di caldo prolungate, accumulo di inquinanti e unโallarmante deriva verso la siccitร .
Ai lati, sotto le due depressioni, lo scenario si ribalta. Aria piรน fresca, nubi compatte, piogge che insistono e insistono ancora. Quando lโumiditร resta intrappolata troppo a lungo sulle stesse aree, il rischio si chiama alluvione. Una dicotomia che rende questa figura meteo capace di grosse conseguenze, come ben sa chi si trova dal lato sbagliato del blocco. Non a caso i modelli, dal GFS statunitense allโeuropeo ECMWF, vengono sorvegliati a vista ogni volta che una struttura del genere prende forma.
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Quando il blocco si scioglie
E poi? Prima o poi un blocco a Omega si rompe, per fortuna. Ma con i suoi tempi, mai con quelli che vorremmo.
Sono strutture grandi, pesanti, difficili da smantellare. Solitamente reggono intorno a una settimana, talvolta anche di piรน se la figura รจ ben costruita. La fine arriva quando la circolazione su scala emisferica cambia marcia e i flussi tornano a scorrere da ovest verso est, sgretolando il promontorio. A volte la rottura รจ graduale, altre volte improvvisa, con un brusco ritorno della variabilitร e contrasti termici accentuati.
Una curiositร che merita dโesser detta: il Riscaldamento Globale entra in gioco anche qui. Diversi studi suggeriscono che episodi di blocking possano diventare piรน frequenti e piรน persistenti, e questo, per un continente come lโEuropa giร esposto a estati roventi, non รจ certo una buona notizia. La prossima volta che il meteo sembrerร essersi addormentato, insomma, sapete a chi guardare. Quella ฮฉ sulle mappe racconta piรน di quanto sembri.
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