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Blocco a Omega: il muro che blocca il meteo per settimane

Prende il nome da una lettera greca e si comporta come un ingorgo atmosferico. Quando si forma, sole e pioggia restano inchiodati sulle stesse zone per giorni interi. Ecco perché gli specialisti lo temono e come riconoscere questa configurazione su una semplice carta del tempo.

Andrea Meloni di Andrea Meloni
19 Mag 2026 - 10:46
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Wiki Meteo
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Blocco a Omega: il fenomeno che blocca il meteo a lungo

Ma cosa è il Blocco a Omega?

(METEOGIORNALE.IT) Periodicamene il tempo sembra incantarsi, e si, ormai questo accade d’estate, d’inverno, primavera, autunno. Giorni e giorni di sole immobile in una zona, pioggia che non vuole saperne di smettere poco più in là. Gli addetti ai lavori lo chiamano “Blocco a Omega”. È una delle configurazioni più persistenti che l’atmosfera sappia mettere in opera, e basta uno sguardo a una mappa per capire da dove arrivi quel battesimo. E noi in Europa ne siamo vittima sempre più spesso, e pare che ne sia complice il cambiamento climatico. Direte: basta parlare di cambiamento climatico, il clima è sempre cambiato. Questo è verissimo, ma più volte abbiamo spiegato cosa si intende del cambiamento climatico dei giorni nostri.

 

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Una lettera greca disegnata sulle carte del tempo

Molti schemi meteorologici si guadagnano il nome semplicemente per come appaiono, e questo è il caso da manuale. Sulle carte in quota, la disposizione delle isoipse (le isoipse uniscono sulle mappe i punti di uguale altitudine) ricalca la sagoma della lettera greca Ω: una gobba ampia al centro, due rientranze ai fianchi. Da quel profilo nasce l’etichetta Ω.

Dietro il disegno, però, si nasconde una meccanica in fisica dell’atmosfera (lo studio dei fenomeni fisici che governano l’atmosfera terrestre) ben precisa. Un robusto promontorio di alta pressione si incunea tra due aree di bassa pressione, una collocata a ovest, l’altra a est. Le due depressioni (basse pressioni) restano isolate dal flusso principale, tagliate fuori dalla corrente che normalmente le trascinerebbe via. Il risultato è una figura barica (sono chiamate alte e basse pressioni) che riesce a congelare il tempo su intere fette di continente, e non per qualche ora soltanto, ma anche settimane.

 

Il Blocco a Omega innesca un ingorgo che paralizza la circolazione atmosferica

Alle medie latitudini (le nostre) il tempo si muove quasi sempre da ovest verso est, spinto dal getto polare (corrente d’aria veloce in alta quota che separa masse fredde e calde). Le perturbazioni sfilano in fila, una dietro l’altra, come automobili in autostrada. Poi arriva il Blocco a Omega e succede l’imprevedibile: la corsia si ostruisce.

Funziona, in effetti, come un vero e proprio ingorgo atmosferico. L’anticiclone centrale fa da tappo, le perturbazioni in arrivo sono costrette a deviare, a salire verso nord e poi a ridiscendere, aggirando l’ostacolo. Niente si muove più come dovrebbe secondo la logica che ci aspetteremmo in una condizione atmosferica che definiamo normale. E le condizioni atmosferiche, quali che siano, finiscono per cristallizzarsi. Chi ha il sole continua ad averlo, chi ha la pioggia se la tiene. Una configurazione bloccante capace, nei casi più ostinati, di compromettere il meteo per giorni su mezza Europa.

 

Sole da una parte, diluvio dall’altra

Ed è proprio qui che la faccenda si fa interessante. Lo stesso fenomeno regala due meteo opposti, a poche centinaia di chilometri di distanza.

Sotto la cupola di alta pressione, l’aria scende verso il basso, si comprime e si scalda. Cieli tersi, sole pieno, temperature sopra la media stagionale. Nelle stagioni calde questa subsidenza può alimentare vere e proprie cupole di calore, con ondate di caldo prolungate, accumulo di inquinanti e un’allarmante deriva verso la siccità.

Ai lati, sotto le due depressioni, lo scenario si ribalta. Aria più fresca, nubi compatte, piogge che insistono e insistono ancora. Quando l’umidità resta intrappolata troppo a lungo sulle stesse aree, il rischio si chiama alluvione. Una dicotomia che rende questa figura meteo capace di grosse conseguenze, come ben sa chi si trova dal lato sbagliato del blocco. Non a caso i modelli, dal GFS statunitense all’europeo ECMWF, vengono sorvegliati a vista ogni volta che una struttura del genere prende forma.

 

Quando il blocco si scioglie

E poi? Prima o poi un blocco a Omega si rompe, per fortuna. Ma con i suoi tempi, mai con quelli che vorremmo.

Sono strutture grandi, pesanti, difficili da smantellare. Solitamente reggono intorno a una settimana, talvolta anche di più se la figura è ben costruita. La fine arriva quando la circolazione su scala emisferica cambia marcia e i flussi tornano a scorrere da ovest verso est, sgretolando il promontorio. A volte la rottura è graduale, altre volte improvvisa, con un brusco ritorno della variabilità e contrasti termici accentuati.

Una curiosità che merita d’esser detta: il Riscaldamento Globale entra in gioco anche qui. Diversi studi suggeriscono che episodi di blocking possano diventare più frequenti e più persistenti, e questo, per un continente come l’Europa già esposto a estati roventi, non è certo una buona notizia. La prossima volta che il meteo sembrerà essersi addormentato, insomma, sapete a chi guardare. Quella Ω sulle mappe racconta più di quanto sembri.

  (METEOGIORNALE.IT)

Credit

  • NOAA JetStream
  • Met Office
  • National Weather Service
  • SKYbrary
  • Live Science
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Andrea Meloni

Andrea Meloni

Sono fondatore, editore e responsabile di numerosi portali meteorologici, italiani e internazionali. Oltre che ti siti web di marketing e visibilità, blog personali di nicchia. La mia avventura nel mondo digitale è iniziata nel 1995, quando pubblicai i primi articoli meteorologici in lingua italiana sui portali dell’epoca. Per questo motivo sono stato definito tra i veterani del web. Dopo aver sfiorato l’ingresso all’Accademia Aeronautica, ho intrapreso un percorso formativo alternativo che mi ha permesso di costruire una solida competenza nel campo della meteorologia. Dal 2000 mi occupo di sviluppo di previsioni meteo, progettazione di servizi dedicati alla meteorologia e marketing. La mia formazione precedente mi ha inoltre consentito di acquisire una visione ampia e multidisciplinare. La scuola mi ha fornito strumenti importanti, ma quelli più validi si sono rivelati quelli acquisiti da autodidatta, grazie a un interesse costante per l’innovazione e per la creazione di soluzioni nuove ed esclusive. Ho fondato il primo giornale meteorologico online italiano, da qui anche altri, recensito alla fine degli anni Novanta nel CD Internet no problem de La Repubblica e citato anche da altre testate nazionali. Nel corso degli anni ho creato servizi meteorologici per realtà di rilievo, curando previsioni e analisi per gruppi editoriali e aziende di primo piano come RCS – Corriere della Sera, Libero Quotidiano, ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, società autostradali, aziende del settore delle energie rinnovabili, società di navigazione, istituti di ricerca di mercato, compagnie assicurative e molte altre realtà italiane ed estere. Creato le previsioni meteo per località per tutto Italia e tutto il Mondo assieme ad un programmatore nel 2000. Quindi, sviluppato con lui modelli matematici di previsione, e poi altri software non meteo, spesso dedicati al marketing delle Aziende. Mi sono occupato anche della gestione contrattuale e della realizzazione di siti web per i clienti, sviluppando, attraverso la mia agenzia web, le sezioni meteo dei principali quotidiani italiani, attività che dopo il 2013 ho deciso di non gestire più direttamente. Ho inoltre creato il servizio Report Grandine, un prodotto di alta qualità destinato ad aziende che hanno poi generato fatturati per decine di milioni di euro, sia in Italia sia all’estero. Ogni sito meteo da me fondato è di mia proprietà fin dall’inizio ed è stato gestito tramite aziende create appositamente, da solo o insieme a partner. Negli ultimi anni ho ampliato i miei interessi professionali, dedicandomi anche ai servizi per il turismo (da qui vari viaggi esplorativi), allo sviluppo software e alle strategie avanzate di SEO e SEM per imprese di diversi settori. Parallelamente, ho approfondito e applicato le potenzialità dell’intelligenza artificiale avanzata, ambito nel quale opero oggi come consulente e imprenditore. Attualmente sono impegnato nell’innovazione digitale e mi sto specializzando nella visibilità sul web, con una particolare attività di ricerca nel settore di Google Discover e il Mondo Google e dei Social Network. La mia propensione, tuttavia, resta quella di essere sempre attivo e creativo, senza limitare le mie attività e le mie ricerche a quanto qui esposto.

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