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Ma siamo sicuri di volere subito il CALDO africano? C’è tutta un’Estate davanti

Vivere un'Estate rovente non sarebbe il massimo, è bene ricordarselo

Ivan Gaddari di Ivan Gaddari
13 Mag 2026 - 19:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Estate, il 1° Giugno non è poi così lontano. Data d’esordio ufficiale della bella stagione, data che sul calendario meteorologico rappresenta il passaggio di consegne tra una Primavera sicuramente capricciosa e un’Estate che si spera possa essere normale. Calda sì, ma non troppo. Bella sì, ma non rovente

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Parliamoci chiaramente: gli ultimi anni hanno certificato qualcosa che s’era intuito da tempo. Fa sempre più caldo, inutile girarci attorno. Abbiamo avuto stagioni estive interamente roventi, altre a sprazzi ma capaci di sgretolare – anno dopo anno – record termici che sembravano irraggiungibili.

 

Ricordate i “quasi” 50°C di qualche anno fa? Ecco, appunto, l’Estate del nuovo millennio è così. E’ capace di riscrivere la storia meteo climatica mediterranea – e non solo – anno dopo anno. E’ evidente che qualcosa non funziona, o che funziona diversamente dal passato. Allorquando, non scordiamolo, la nostra Estate era invidiata un po’ da tutti.

 

Era la splendida Estate mediterranea. Era l’Estate dell’Anticiclone delle Azzorre, capace di adagiarsi sul Mediterraneo assicurando stabilità atmosferica per gran parte della stagione. Stabilità e quindi bel tempo, ma raramente si registravano temperature esagerate. Raramente si superavano 35°C.

 

In qualche caso succedeva, questo sì, ma si trattava di brevi parentesi. Magari innescate da temporanee fiammate africane – 3/4 ondate di caldo intenso era da mettere in conto – o magari incentivate dalle particolari condizioni microclimatiche di determinate aree geografiche. Ma nulla di paragonabile a quel che sta accadendo – praticamente sempre – in epoca recente.

 

Superfluo, forse, ricordare e ricordarci che l’Estate del cambiamento risale al 2003. Da quell’anno, terribile, l’Estate è diventata qualcosa di diverso. E’ diventata la stagione che in tanti desiderano, ma che poi – a conti fatti – avremmo preferito commentare in tutt’altro modo.

 

Fidatevi, non è affatto semplice commentare certe temperature. Soprattutto non è facile commentarle con una certa frequenza. Perché un conto è commentare un periodo “eccezionalmente caldo”, un altro paio di maniche è commentare un’intera stagione dominata in lungo e in largo dall’Anticiclone Africano.

 

Ed è per questo motivo che ci chiediamo: siamo davvero sicuri di volere immediatamente il caldo? Sarebbe meglio lasciare che il tempo – inteso come tempo atmosferico – faccia il suo corso. Cercare di forzare la mano non serve, anche perché alla fin dei conti le stagioni fanno – e faranno, si spera – ciò che vogliono.

 

Nel momento in cui arriverà il caldo – perché arriverà – siamo sicuri che tanti che attualmente si domandano come mai non sia ancora arrivato inizieranno a lamentarsi. Perché dopo 3-4 giorni con certe temperature, magari con umidità alle stelle, il clima diventa insopportabile. Ed allora tutti a domandarsi: che fine ha fatto l’Estate di un tempo?

 

Ecco, appunto, l’Estate di un tempo. Dal nostro punto di vista sarebbe più opportuno augurarsi un’Estate “normale”, perché se fosse normale si accetterebbero eventuali eccessi termici con più serenità. Consci della breve durata, consci che l’Anticiclone delle Azzorre avrà scacciato la temibile Alta Pressione Africana. A quel punto sì, desiderare l’Estate, il caldo, semplicemente la normalità stagionale sarebbe assolutamente condivisibile. (METEOGIORNALE.IT)

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Ivan Gaddari

Ivan Gaddari

La laurea in discipline ambientali conseguita nel 2003 col massimo dei voti mi ha consentito di approfondire la materia meteorologica e i concetti più rilevanti di fisica dell'atmosfera. Dal 2004 collaboratore del Meteo Giornale, collaborazione che mi ha consentito di approfondire ulteriormente la materia meteorologica e agrometeorologica. Tutt'oggi editore del Meteo Giornale.

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