
(METEOGIORNALE.IT) Diversamente da aprile, il meteo di questo maggio 2026 è improntato verso una costante variabilità. La causa di questa turbolenza è legata alla riapertura della porta atlantica, come conseguenza di una vasta depressione che si è scavata sull’Europa Occidentale, a ridosso della Penisola Iberica. Questo sistema ciclonico, alimentato da contributi d’aria fredda in discesa dall’Islanda e dalla Groenlandia, è in grado di espandere i propri tentacoli fin verso l’Italia dove convoglia una serie di impulsi perturbati trasportati da correnti sud/occidentali.
L’alta pressione resta abbastanza defilata, incapace di espandersi con decisione sull’Italia anche con il promontorio subtropicale che resta confinato alle basse latitudini. Solo le estreme regioni meridionali risultano lambite dalle propaggini più settentrionali dell’anticiclone, lungo le quali scorrono masse d’aria calde che mantengono i termometri ben sopra le medie del periodo. L’azione di questi flussi caldi, scontrandosi con le infiltrazioni più fresche atlantiche, è all’origine dei fenomeni temporaleschi talvolta intensi associati alle perturbazioni.
In settimana prospettive non solo instabili, ma torna il freddo
C’è ben poco spazio per il sole e gli intervalli durano davvero pochissimo, proprio perché l’alta pressione non ha modo di organizzarsi e creare uno scudo protettivo tale da deviare le perturbazioni. La nuova settimana, dall’11 al 18 maggio, non promette nulla di buono con l’assetto barico a livello europeo che andrà organizzandosi a favore di una maggiore spinta delle ondulazioni cicloniche verso l’Italia. Il nostro Paese finirà così bersaglio degli affondi delle saccature dalle alte latitudini, senza trovarci più sul bordo orientale come avvenuto ultimamente.
Cosa significa tutto questo? Inevitabilmente finiremo nel mirino dei flussi d’aria più fredda, come prospettato dalle ultime proiezioni del Centro Meteo Europeo. Un’irruzione fredda polare è attesa proprio nel cuore della prossima settimana, a partire dal 14 maggio, destinata stavolta a dilagare sull’intera Penisola. Le temperature precipiteranno in basso portandosi così diffusamente sopra la media e dando così il via ad una fase decisamente più fredda del normale. Le condizioni atmosferiche continueranno a mantenersi molto instabili e addirittura tornerà la neve in montagna.
Questa repentina battuta d’arresto stagionale, che chiaramente è ancora da confermare, può lasciare esterrefatti, ma in realtà si tratta di scenari tipici di maggio e che abbiamo visto più volte anche negli ultimi anni. Il riscaldamento globale estremizza il clima in generale e ci può quindi essere spazio anche per bruschi raffreddamenti fuori stagione, sebbene meno frequenti e più fugaci rispetto alle fasi calde che assumono una maggiore preponderanza.
Si allontana l’estate anticipata
I timori di un avvio d’estate precoce si stanno fortunatamente rivelando infondati, dinanzi a quello che ci aspetta da qui al 20 maggio. Parliamo di fortuna perché un caldo eccessivo così precoce, per quanto possa essere gradito da tutti coloro che amano il mare, rappresenterebbe un problema non da poco creando le premesse per una stagione estiva precoce. Le temperature molto sopra media di aprile avevano portato a temere il peggio, ma invece il cambio di circolazione avvenuto ad inizio maggio ha riportato la primavera nei ranghi.
Non c’è alcuna fretta che l’estate affretti l’arrivo, date le proiezioni stagionali che confermano tutte le possibilità di una stagione caldissima. Il mese di Giugno fa davvero paura. Si preannuncia un ingresso stagionale imponente, con un caldo che potrebbe risultare estremo ed esagerato fin dai primissimi giorni, spingendo la colonnina di mercurio agilmente oltre i 35°C e intrappolandoci in una cappa rovente. Luglio potrebbe essere persino peggio, ma è meglio non fasciarsi la testa e pensare agli elementi positivi che stanno venendo fuori dalla piega che ha preso il mese di maggio.
Piogge ancora protagoniste ed è un’ottima notizia, ma da fine maggio timide prove d’estate
I passaggi continui delle perturbazioni hanno anche riportato le precipitazioni e altre ne cadranno ancora per la prossima settimana. Si parla di una prosecuzione del surplus pluviometrico già in atto. Naturalmente si tratta di una notizia non solo gradita, considerando che il deficit di piogge delle ultime settimane stava iniziando a far emergere qualche carenza e una certa preoccupazione per un inizio di condizioni siccitose su alcune zone d’Italia, specie al Nord. In gran parte del Centro-Sud il problema non si pone, dopo le piogge molto abbondanti di fine inverno e inizio primavera.
I capricci di maggio continueranno per tutta la seconda decade del mese. Quando possiamo attenderci un cambiamento ed un’evoluzione migliore? La configurazione, favorevole agli scambi meridiani e a potenziali discese fredde, resterà immutata almeno sino al 20-22 maggio, anche se con effetti via via più sfumati. Nella fase successiva l’anticiclone oceanico sembra in grado di riorganizzarsi in Atlantico e chiudere la porta alle irruzioni fredde da nord.
La rimonta anticiclonica sarebbe così congeniale verso uno stop alle perturbazioni e a un graduale aumento delle temperature, pronte a riposizionarsi almeno sui valori tipici del periodo. Non s’intravede però ancora traccia dell’anticiclone africano nemmeno sul lungo e lunghissimo termine e pertanto di caldo intenso ancora non se ne parla. In linea generale, il meteo dell’ultima parte di maggio potrebbe risultare nel complesso più soleggiato e stabile consentendo un avvio di condizioni estive, anche se in maniera un po’ timida.
Questo articolo è redatto da parte dell’autore, tenendo conto dei più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS), interpretati per le previsioni e l’evoluzione meteo. (METEOGIORNALE.IT)
