
(METEOGIORNALE.IT) Non tutti ci pensano, ma uno dei maggiori rischi delle ondate di calore precoci sta proprio nell’eventualità di fenomeni meteo estremi. No, non è un controsenso, né una sorta di presa in giro. Si tratta di condizioni di rischio, non di certezza. È doveroso sottolineare anche il fatto che non stiamo facendo una previsione vera e propria in questo articolo, bensì esponendo le eventualità dei mesi più caldi.
Perché facciamo questo discorso
Più fa caldo, maggiore è l’energia in gioco. Il nord Italia è già stato bersaglio di violenti temporali tra il 19 e il 20 aprile, e più volte in questo mese di maggio. Spesso i maggiori danni sono arrivati dalle supercelle, considerate le strutture più violente nella classificazione dei temporali. Si tratta di enormi sistemi nuvolosi che possono raggiungere anche i 15 chilometri di altezza, soprattutto nei mesi più caldi, e che si distinguono per la presenza di un mesociclone, ovvero una zona di bassa pressione interna che imprime una rotazione all’intera nube temporalesca.
Le supercelle non sono qualcosa di nuovo, poiché si tratta di fenomeni meteorologici ben studiati nel corso degli anni. Da sempre si sviluppano soprattutto tra la tarda primavera e l’estate, quando l’aumento delle temperature contribuisce ad accumulare una grande quantità di energia nei bassi strati dell’atmosfera. Calore e umidità diventano così il carburante ideale per alimentare correnti ascensionali molto intense, che sono alla base, per l’appunto, dei fenomeni supercellulari.
Cosa si può rischiare
Oltre ai suddetti tipi di temporale, ci sono anche i sistemi multicellulari. Si tratta di enormi aree instabili nel cuore della stagione calda, che possono dar luogo a episodi molto intensi. Qualche esempio? La formazione di grandine di grosse dimensioni, spesso accompagnata da venti impetuosi, anche superiori ai 100 km/h.
In meteorologia questo fenomeno prende il nome di downburst: una violenta corrente discendente che, una volta raggiunto il suolo, si espande orizzontalmente generando raffiche molto intense e improvvise. I downburst rappresentano una minaccia concreta non solo per alberi e infrastrutture, ma anche per il semplice fatto che sono improvvisi – e difficilmente prevedibili. Oltretutto, anche guardando un radar non si riesce a rilevare l’eventuale presenza di raffiche così violente.

Come sarà l’Estate?
L’abbiamo trattato in diversi articoli. Ed è facile abbozzare un tipo di previsione: lunga, calda e secca. Ma attenzione, un pattern meteo di questo tipo non esclude affatto la possibilità di discese fredde. Capita, di tanto in tanto, che aria fresca nord-atlantica riesca a penetrare nel cuore del Mediterraneo e a portare forte instabilità.
Sarà questo uno dei nodi con cui fare i conti nei prossimi periodi, ma sarà nostra premura tenervi informati su eventuali rischi di fenomeni meteo estremi. Non si può parlare adesso di una previsione vera, semmai di scenari probabilistici.
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